La testimonianza degli operatori di Palermo

 

PALERMO


 

“Per noi, anche in questo decimo anno, l’entusiasmo di sempre”

 

Trasmettere a genitori, nonni, bambini e insegnanti le manovre da mettere in atto quando ci si trova di fronte a una ostruzione delle vie aeree a causa dell’ingerimento o dell’inalazione di giocattoli, cibo o altre sostanze: questo lo scopo di “Una manovra per la vita”, evento organizzato dalla SIMEUP (Società di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica) che, ogni anno da ben 10 anni, coinvolge nelle piazze italiane i migliori istruttori “salvavita”, proprio con l’obiettivo insegnare ai familiari come comportarsi nel caso di un episodio così frequente e drammatico.

 

 

Abbiamo intervistato Francesca D’Aiuto, medico pediatra presso il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina”- ARNAS Civico Palermo, istruttrice pblsd SIMEUP, che il 15 ottobre sarà in piazza per la dimostrazione insieme a una nutrita squadra di collaboratori (i nomi in calce nell’intervista).

 

Perché è così importante informare e formare?

“Perché sono eventi frequenti, prevedibili e prevenibili. La maggior parte sono causati da cibi che vengono offerti ai bambini in modo inappropriato all’età: alimenti tondi, lisci, appiccicosi andrebbero prima tagliati e sminuzzati o ne andrebbe rinviata l’offerta ai bambini ad un’età superiore ai 4 anni. Anche alcuni comportamenti a rischio andrebbero evitati, come far mangiare il bambino mentre ride o corre o gioca. Una percentuale inferiore è dovuta a giocattoli di dimensioni improprie (tutto ciò che entra in un rotolo di carta igienica non dovrebbe trovarsi alla portata di bambini di età inferiore ai 36 mesi). Dunque anche nella scelta dei giochi o degli oggetti da lasciare alla portata dei bambini o nelle loro camerette si dovrebbe fare attenzione. Infine, quasi metà degli incidenti da corpo estraneo si verificano sotto la supervisione di un adulto che è presente, ma se non preparato non sa come comportarsi ed assiste impotente. I tempi d’azione sono davvero limitati, non c’è il tempo di aspettare i soccorsi avanzati né di arrivare in ospedale. Se si agisce immediatamente le possibilità di salvare il bambino crescono in modo notevole. Insomma, con una opportuna campagna preventiva sia riguardo alla scelta che alla preparazione dei cibi ed alla scelta dei giocattoli o al comportamento da tenere mentre il piccolo si alimenta, il verificarsi di questi eventi si potrebbero evitare”.

 

Quanto spesso si verifica, statisticamente, un episodio del genere famiglia?

“In assoluto sono eventi più frequenti del previsto, ma l’opinione pubblica vi dedica poca attenzione. I dati sono certamente sottostimati ma dall’unico registro esistente (Susy safe) si stima in Europa si verifichino 50000 incidenti da corpo estraneo/anno. Per fortuna solo l’1% esita nel decesso: 500 casi annui di morti di età compresa tra 0 e 14 anni sono davvero tanti! In Italia 40 morti annui da soffocamento da corpo estraneo. Da questi numeri per sapere quanti si verifichino in ambiente domestico consideriamo un 50%. Per fare un confronto con un dato di cui si parla tanto, la meningite da meningococco: in tutto il 2016 ci sono stati 178 casi di meningite da meningococco con 21 morti”.

 

Quali sono gli errori più comuni che si commettono cercando di salvare un bambino che rischia di morire soffocato?

“Errori svariati dovuti all’impreparazione: mettere mani in bocca e provocare traumatismi con rischio di sanguinamenti anche mortali, percuotere il bambino mettendolo a testa in giù, agire anche quando non necessario cioè quando l’ostruzione è parziale e non completa. Il messaggio che deve passare non è solo cosa fare e come farlo bene in caso di incidente da corpo estraneo ma, soprattutto, cosa non fare e quando stare tranquilli solo a guardare. Fintanto che il bambino piange, tossisce, respira, se pure male, l’ostruzione non è completa, bisogna quindi stare quanto più possibile sereni, incoraggiare il bambino a tossire (la tosse è un ottimo meccanismo naturale di difesa che nella stragrande maggioranza dei casi risolve spontaneamente l’evento), mantenerlo in posizione comoda, seduta, chiamando il 118 o accompagnandolo al più vicino PS se il disturbo persiste. Evitare, dunque, in tutti questi casi manovra improprie che, invece di aiutare, peggiorerebbero il quadro trasformando l’ostruzione da parziale in completa cioè a rischio di morte”.

 

Quante volte è capitato di non riuscire a salvare un bambino proprio a causa di una manovra sbagliata?

“Esemplare – lo raccontiamo a tutti i corsi- è il caso del bambino deceduto all’IKEA di Catania proprio a causa di un errore di valutazione: qualcuno degli astanti, mentre il bambino ancora tossiva e parlava (= ostruzione parziale), ha tentato manovre da disostruzione improprie che hanno peggiorato il tutto trasformando l’ostruzione da parziale a completa, portando alla morte del piccolo. Il padre, intervistato in TV, racconta che le ultime parole del figlio sono state “papà, perché mi stanno dando botte sulle spalle?”. Fa molto riflettere. Dunque lo scopo della manovra è diffondere un messaggio più ampio: non solo cosa fare ma anche quando fare e cosa non fare!”

 

Quali sono – se ci sono – le novità della dimostrazione in piazza di quest’anno?

“Per noi, anche in questo decimo anno, stesso entusiasmo di sempre. Ci troviamo in pieno centro città (via Libertà angolo Piazza Politeama), nella parte chiusa al traffico, frequentata da numerose famiglie con bambini. Confidiamo nel sole, che a Palermo non dovrebbe mancare. Siamo un folto gruppo di medici con l’energia dei giovani specializzandi in Pediatria che ci garantiscono un validissimo supporto. Speriamo, oltre alle famiglie, di coinvolgere insegnanti e tutti quelli che quotidianamente si trovano ad assistere bambini ma anche chi non è primariamente interessato ma potrebbe essere l’unico, proprio perchè coinvolto e formato durante questa iniziativa, in grado di salvare una vita”.

 

Gli specializzandi che hanno garantito la loro collaborazione: 

 

Fortunata Fuca‘, direttore U.O.C. (primario) Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina”-ARNAS Civico Palermo, Iistruttrice di pblsd nonche’ direttore del centro di formazione SIMEUP Trinacria di Palermo

Domenico Cipolla, direttore U.O.C. Pediatria ASP Palermo, istruttore pbls SIMEUP

Loredana Meschis, medico pediatra presso il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina”-ARNAS Civico Palermo, istruttrice pblsd SIMEUP

Simona Terrana, medico pediatra presso il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina”-ARNAS Civico Palermo, istruttrice pblsd SIMEUP

Giuseppe Liotta, medico pediatra presso il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina”-ARNAS Civico Palermo, istruttore pblsd SIMEUP

Antonella Gangemi, medico specialista in formazione della scuola di specializzazione in pediatria di Palermo, istruttrice pblsd SIMEUP in affiancamento

Irene Sammartino, pediatra neo specialista in servizio presso pediatria ASP di Palermo

Bruno Papia, pediatra neo specialista, istruttore pbls SIMEUP in affiancamento

Ida Pangallo, medico specialista in formazione della scuola di specializzazione in pediatria di Palermo

Martina Buse’, medico specialista in formazione della scuola di specializzazione in pediatria di Palermo

Francesco Graziano, medico specialista in formazione della scuola di specializzazione di pediatria di Palermo

Giuliana Vitaliti, medico specialista in formazione della scuola di specializzazione in pediatria di Palermo

Elisa Parisi, medico specialista in formazione della scuola di specializzazione in pediatria di Palermo

Valeria Pavone, medico specialista in formazione della scuola di specializzazione in pediatria di Palermo

Giustina Sciarrabone, medico specialista in formazione della scuola di specializzazione in pediatria di Palermo