La testimonianza degli operatori di Foligno

 

FOLIGNO (PG)


“Divulgare il più possibile la “cultura dell’emergenza”

 

Trasmettere a genitori, nonni, bambini e insegnanti le manovre da mettere in atto quando ci si trova di fronte a una ostruzione delle vie aeree a causa dell’ingerimento o dell’inalazione di giocattoli, cibo o altre sostanze: questo lo scopo di “Una manovra per la vita”, evento organizzato dalla SIMEUP (Società di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica) che, ogni anno da ben 10 anni, coinvolge nelle piazze italiane i migliori istruttori “salvavita”, proprio con l’obiettivo insegnare ai familiari come comportarsi nel caso di un episodio così frequente e drammatico.

 

Abbiamo intervistato Beatrice Messini (Foligno) e Pietro Scoppi ( U.O. Pediatria Spoleto) della S.C. Pediatria di Foligno, che il 15 ottobre saranno in piazza per la dimostrazione.

 

Perché è così importante informare e formare?

“Perché chi assiste nei primi drammatici momenti non è formato a queste manovre. Occorre divulgare più capillarmente possibile anche e soprattutto tra popolazione laica la “cultura dell’emergenza” “.

 

Quanto spesso si verifica, statisticamente, un episodio del genere famiglia?

“Mediamente un bambino la settimana (dati della SIP del 2007); 50 bambini l’anno perdono la vita per soffocamento da corpo estraneo. Il soffocamento da corpi estranei si verifica nel 90% dei bambini sotto i 5 anni. Il 65% delle vittime sono sotto l’anno”.

 

Quali sono gli errori più comuni che si commettono cercando di salvare un bambino che rischia di morire soffocato?

“Effettuare manovre non corrette”.

 

Quante volte è capitato di non riuscire a salvare un bambino proprio a causa di una manovra sbagliata?

“Dipende dalla tipologia del corpo estraneo. Occorre anche effettuare dei corsi per informare i caregivers (genitori, nonni , parenti e personale scolastico dei vari livelli ), così da prevenire questo tipo di eventi”