La testimonianza degli operatori di Genova

 

GENOVA


“Conoscere le manovre rappresenta un presidio salvavita”

 

Trasmettere a genitori, nonni, bambini e insegnanti le manovre da mettere in atto quando ci si trova di fronte a una ostruzione delle vie aeree a causa dell’ingerimento o dell’inalazione di giocattoli, cibo o altre sostanze: questo lo scopo di “Una manovra per la vita”, evento organizzato dalla SIMEUP (Società di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica) che, ogni anno da ben 10 anni, coinvolge nelle piazze italiane i migliori istruttori “salvavita”, proprio con l’obiettivo insegnare ai familiari come comportarsi nel caso di un episodio così frequente e drammatico.

 

Abbiamo intervistato Emanuela Piccotti dell’ospedale G. Gaslini di Genova e responsabile del centro di riferimento Simeup Liguria, che il 15 ottobre sarà in piazza per la dimostrazione insieme a una nutrita squadra di collaboratori.

 

Perché è così importante informare e formare?

“Conoscere le manovre rappresenta un presidio salvavita, e avere informazioni può essere molto utile anche per eseguire con maggior facilità le manovre suggerite telefonicamente dall’operatore 112/118”.

 

Quanto spesso si verifica, statisticamente, un episodio del genere famiglia?

“E’ difficile trovare dati su questo aspetto ma ci sono parecchie testimonianze di genitori. Non si tratta di un evento raro”.

 

Quali sono gli errori più comuni che si commettono cercando di salvare un bambino che rischia di morire soffocato?

“Infilare mani in bocca rischiando di spingere più in profondità il corpo estraneo oppure capovolgere il bambino, specie se piccolo”.

 

Quali sono – se ci sono – le novità della dimostrazione in piazza di quest’anno?

“Quest’anno a Genova la manifestazione si terrà nel porticato di  Palazzo Ducale, proprio nel cuore della città, sfruttando un crocevia particolarmente frequentato anche da gruppi di giovani, dei quali speriamo di catturare l’interesse”.