La testimonianza degli operatori di San Giorgio a Cremano (NA)

SAN GIORGIO A CREMANO 


 

“Le manovre devono diventare patrimonio laico”

Trasmettere a genitori, nonni, bambini e insegnanti le manovre da mettere in atto quando ci si trova di fronte a una ostruzione delle vie aeree a causa dell’ingerimento o dell’inalazione di giocattoli, cibo o altre sostanze: questo lo scopo di “Una manovra per la vita”, evento organizzato dalla SIMEUP (Società di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica) che, ogni anno da ben 10 anni, coinvolge nelle piazze italiane i migliori istruttori “salvavita”, proprio con l’obiettivo insegnare ai familiari come comportarsi nel caso di un episodio così frequente e drammatico.

 

Abbiamo intervistato gli operatori Ciro Sannino, Francesco Carlomagno, Antonio D’Avino, Giannamaria Vallefuoco, Mariarosaria  Maestro, Edna Assunta Marigliano e Giuseppe Aloi della ASL Napoli Pediatri di Famiglia.

 

Perché è così importante informare e formare?

“Per evitare decessi ed esiti gravi in età pediatrica, per manovre semplici e facilmente assimilabili (se proposte) anche alla popolazione laica. Ricordiamoci che il medico non c’è mai quando accade, quindi le manovre devono diventare patrimonio laico”.

 

Quanto spesso si verifica, statisticamente, un episodio del genere famiglia?

“50 decessi l’ anno, circa 300 casi l’ anno totali”.

 

Quali sono gli errori più comuni che si commettono cercando di salvare un bambino che rischia di morire soffocato?

“Improvvisare, cercando di infilare le dita in bocca per raggiungere il corpo estraneo, usare pacche sulla schiena, poco efficaci”.

 

Quali sono – se ci sono – le novità della dimostrazione in piazza di quest’anno?

“Pubblicizzare anche le manovre di rianimazione cardiopolmonare da fare se la disostruzione va male, in attesa del soccorso avanzato”.