La testimonianza degli operatori di Messina

 

 

MESSINA


 

“La più famosa manovra non corretta? Mettere a testa in giù il bambino”

 

Trasmettere a genitori, nonni, bambini e insegnanti le manovre da mettere in atto quando ci si trova di fronte a una ostruzione delle vie aeree a causa dell’ingerimento o dell’inalazione di giocattoli, cibo o altre sostanze: questo lo scopo di “Una manovra per la vita”, evento organizzato dalla SIMEUP (Società di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica) che, ogni anno da ben 10 anni, coinvolge nelle piazze italiane i migliori istruttori “salvavita”, proprio con l’obiettivo insegnare ai familiari come comportarsi nel caso di un episodio così frequente e drammatico.

 

Abbiamo intervistato i dottori Francesco De Luca e Alessandro Arco del Policlinico Universitario di Messina, che il 15 ottobre saranno in piazza per la dimostrazione insieme a una nutrita squadra di collaboratori.

 

Perché è così importante informare e formare?

“Conoscere le manovre per l’ostruzione da corpo estraneo nel lattante-bambino è fondamentale per evitare danni irreparabili al paziente che non respira da minuti, se non addirittura la morte”.

 

Quali sono gli errori più comuni che si commettono cercando di salvare un bambino che rischia di morire soffocato?

“Spesso si improvvisano manovre che se riescono è solo perché il meccanismo automatico della tosse svolge il suo compito. La più famosa manovra che non è corretta è quella di mettere a testa in giù il paziente”.