La testimonianza degli operatori di Catanzaro

 

CATANZARO


 

Inizieremo a parlare con i laici anche di defibrillazione”

Trasmettere a genitori, nonni, bambini e insegnanti le manovre da mettere in atto quando ci si trova di fronte a una ostruzione delle vie aeree a causa dell’ingerimento o dell’inalazione di giocattoli, cibo o altre sostanze: questo lo scopo di “Una manovra per la vita”, evento organizzato dalla SIMEUP (Società di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica) che, ogni anno da ben 10 anni, coinvolge nelle piazze italiane i migliori istruttori “salvavita”, proprio con l’obiettivo insegnare ai familiari come comportarsi nel caso di un episodio così frequente e drammatico.

 

Abbiamo intervistato gli operatori Stefania Zampogna, Maria Teresa Sanseviero, Maria Antonietta Viliarolo, Daniela Musca, Caterina Marinaro e Giovanni Merola dell’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio Pediatria di Catanzaro, che il 15 ottobre saranno in piazza per la dimostrazione.

 

Perché è così importante informare e formare?

“Perché rappresenta una vera emergenza che può provocare la morte del bambino”.

 

Quanto spesso si verifica, statisticamente, un episodio del genere famiglia?

“Non raramente; 1 su 4 delle morti accidentali avviene per soffocamento”.

 

Quali sono gli errori più comuni che si commettono cercando di salvare un bambino che rischia di morire soffocato?

“Mettere le mani nel cavo orale”.

 

Quante volte è capitato di non riuscire a salvare un bambino proprio a causa di una manovra sbagliata?

“Negli asili italiani  le insegnanti non sono adeguatamente formate per effettuare le manovre salvavita. In questo la Simeup sta lavorando da anni creando una sensibilizzazione delle istituzioni competenti”

 

Quali sono – se ci sono – le novità della dimostrazione in piazza di quest’anno?

“Inizieremo a parlare con i laici anche di defibrillazione, per capire se sanno così un defibrillatore”.