La testimonianza degli operatori di Roma

 

ROMA


“La community SIMEUP sempre più motivata a diffondere un messaggio così importante”

 

Trasmettere a genitori, nonni, bambini e insegnanti le manovre da mettere in atto quando ci si trova di fronte a una ostruzione delle vie aeree a causa dell’ingerimento o dell’inalazione di giocattoli, cibo o altre sostanze: questo lo scopo di “Una manovra per la vita”, evento organizzato dalla SIMEUP (Società di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica) che, ogni anno da ben 10 anni, coinvolge nelle piazze italiane i migliori istruttori “salvavita”, proprio con l’obiettivo insegnare ai familiari come comportarsi nel caso di un episodio così frequente e drammatico.

 

Abbiamo intervistato gli operatori dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù / Ospedale Villa San Pietro / Policlinico Umberto I / Ospedale G.B. Grassi / Pediatri di libera scelta, che il 15 ottobre saranno in piazza per la dimostrazione insieme a una nutrita squadra di collaboratori.

 

Perché è così importante informare e formare?

“Per poter dare serenità a chi è in costante rapporto con i bambini e  perché, con una manovra semplice e rapida, tutti possono salvare i nostri figli”.

 

Quanto spesso si verifica, statisticamente, un episodio del genere famiglia?

“Il 25% delle morti in età pediatrica per cause accidentali si verifica per soffocamento”.

 

Quali sono gli errori più comuni che si commettono cercando di salvare un bambino che rischia di morire soffocato?

“I più frequenti sono due: attuare le manovre sbagliate, per esempio mettere un dito in bocca, o eseguire le manovre corrette quando non serve, quando il bambino tossisce o parla e quindi ancora respira”.

 

Quali sono – se ci sono – le novità della dimostrazione in piazza di quest’anno?

“La più importante è la conferma della presenza in piazza di tutta la community SIMEUP, sempre più motivata a diffondere un messaggio così importante”.