La testimonianza da Quartucciu – Cagliari, Centro Commerciale “Le vele”

“La giornata è andata benissimo!
Abbiamo dovuto tenere aperto lo stand ben oltre l’orario previsto”

 

SQUADRA SIMEUP

Eurilla Sequi
Beatrice Cancedda
Alessandro Canetto
Maria Francesca Staico
Debora Panico, Simone Mameli
Stefano Forestieri,
Valentina Ibba
Federica Loriga
Vittoria Montecchiani
Marta Melis

 


 

Com’é andata la giornata? Quante persone sono state coinvolte? Di quale fascia di età?

“La giornata è andata benissimo! Abbiamo dovuto protrarre Le Manovre di due ore e mezza oltre l’orario previsto. Hanno partecipato attivamente più di 250 persone di ogni età. Ma molte di più hanno assistito alle spiegazioni non esercitandosi: chi a causa di impedimenti fisici, chi perché alle prese con i figli piccoli”.

 

Quest’anno, per la prima volta, avete insegnato il massaggio cardiaco oltre alla manovra di Heimlich. Come vi siete trovati? Le persone erano interessate?

“Bene, le persone si sono mostrate molto interessate”.

 

Quali sono le difficoltà maggiori che si incontrano nel fare le manovre? E quali gli errori da evitare?

“È importante insegnare le manovre rianimatorie con calma in modo che vengano apprese”.

 

Basta un solo giorno per imparare le manovre? Le persone si sentono poi pronte a intervenire?

“Bisogna ripetere l’esecuzione delle manovre per far acquisire maggiore sicurezza. Questa giornata è comunque un buon trampolino e siamo certi che, in caso di necessità, le persone che hanno “provato” saranno in grado di agire”.

 

Raccontateci un episodio particolare accaduto durante la giornata

“La dottoressa Sequi è riuscita a far avvicinare una mamma con la figlia di 10 anni ancora traumatizzate perché la piccola, poco tempo prima, aveva rischiato di soffocare. La mamma ha accettato di imparare le manovre mentre la bimba era molto spaventata. La dottoressa le ha parlato e, senza forzarla, le ha detto che sarebbe potuta tornare in qualsiasi momento. La gioia più grande l’abbiamo provata quando ce la siamo ritrovata davanti, pronta a effettuare le manovre. È stata bravissima e ha meritato un attestato con tanto di nome e firma”.