Dalla Letteratura Medica


MARZO 2017
TOSSICOLOGIA
Anche i farmaci omeopatici possono essere tossici.
Attenzione alla belladonna!

Dopo un caso di crisi convulsive protratte (circa 25 minuti) in una lattante che aveva assunto un prodotto omeopatico per i denti contenente belladonna, la FDA ha identificato più di 400 casi di eventi avversi negli ultimi 6 anni (convulsioni, tremori, febbre, difficoltà di respiro, letargia, sonnolenza, stipsi, vomito, agitazione, irritabilità) in lattanti e bambini che avevano assunto prodotti omeopatici per i denti contenenti belladonna, con 10 decessi. A settembre 2016 la FDA ha pubblicato un avvertimento diretto ai consumatori sul rischio per i bambini dei prodotti omeopatici per i denti, basato sulla imprevedibilità della quantità di belladonna presente, ed a gennaio 2017 ha comunicato che la analisi eseguite avevano trovato in alcuni prodotti livelli elevati di belladonna, superiori a quanto riportato dalle etichette. E’ in corso un’indagine per determinare l’effettiva correlazione tra la belladonna e gli eventi avversi.

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MARZO 2017
PEDIATRIA DI URGENZA
Sindrome emolitico-uremica diarrea-associata: un semplice parametro per identificare i casi a rischio ?

L’identificazione precoce dei casi di sindrome emolitico-uremica diarrea-associata (D+HUS) destinati ad un decorso più grave potrebbe consentire un intervento più tempestivo ed un monitoraggio adeguato. Uno studio retrospettivo su 34 bambini con D+HUS, 11 dei quali con decorso complicato/sfavorevole, ha identificato un rapporto BUN/creatinina sierica ≤40 all’ingresso come un predittore sensibile ed altamente specifico, che può identificare in maniera accurata i bambini con D+HUS a rischio di decorso complicato/sfavorevole.

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MARZO 2017
PEDIATRIA DI URGENZA
Efficacia del trattamento non chirurgico dell’appendicite acuta: una metanalisi

Una metanalisi di 10 articoli includente 766 casi di appendicite in età pediatrica (413 dei qualii trattati con varie associazioni di antibiotici in sostituzione della Chirurgia, Non Operative Treatment, NOT), indica che l’approccio NOT è sicuro, con una efficacia nel 97% dei casi ed una percentuale di ricorrenza del 14%, che porta l’efficacia all’82%. Il rischio di complicanze è risultato uguale nei due gruppi, così come la durata del ricovero.
I principali punti critici della metanalisi (riportati dall’articolo) sono:
• Un solo studio con randomizzazione per il trattamento
• Criteri per l’inclusione nel gruppo con trattamento medico o chirurgico variabile.
• Tipo di terapia antibiotica variabile tra gli studi
• Criteri di diagnosi di appendicite acuta
• Variabilità della durata del follow up

MARZO 2017
PEDIATRIA DI URGENZA
Invaginazione intestinale

Incidenza in diminuzione ?
La WHO nel raccomandare l’introduzione della vaccinazione antirotavirus ha raccomandato anche il monitoraggio dell’incidenza di invaginazione intestinale prima e dopo l’introduzione della vaccinazione (Leggi).
Uno studio osservazionale nella Francia orientale su tutti i bambini di età <1 anno ricoverati dal 2008 al 2012 ha identificato una riduzione dell’incidenza dei casi per 100.000 nati vivi da 44 (1° anno) e 30,9 (2° a 21,7 (3°anno) 22,1 (4°anno)

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Ma non in Italia…
Una analisi dei ricoveri in Italia per invaginazione tra il 2009 ed il 2014 in bambini di età compresa tra 0 e 59 mesi ha identificato una incidenza di 20,2 casi per 100.000 nati (0-11 mesi: 36/100.000; >12 mesi: 16 /100,000), con un aumento del 18% tra il 2009 ed il 2014. Questi dati indicano che l’incidenza del’invaginazione sta aumentando in Italia

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E dopo la riduzione dell’invaginazione? Una linea guida pratica

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MARZO 2017
TOSSICOLOGIA
Intossicazione da oppioidi: maggior rischio in caso di prescrizione alla madre.

Uno studio in Ontario dal 2002 al 2015 ha identificato 103 casi di età < 10 anni arrivati in ospedale per overdose di oppioidi (codeina 53,%, ossicodone 32,0%, metadone 15,5%), con .39 ricoveri (37,9%). L'età media era di 2 anni, e 9 avevano un'età <12 mesi (8,7%). Nell'87,4% dei casi la madre aveva ricevuto una prescrizione di oppioidi (contro il 73,1% controlli), con un OR 2,41, significativamente maggiore in caso alla FANS

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MARZO 2017
LINEE GUIDA
Anafilassi

Adrenalina per il trattamento di Emergenza dell’anafilassi – AAP
Guida dell’American Academy of Pediatrics (AAP)
Discusso soprattutto l’impiego (ed il dosaggio) degli autoiniettori
Pediatrics. 2017 Mar;139(3)

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Guida per il completamento di un piano di emergenza scritto per l’allergia e l’anafilassi
Guida dell’American Academy of Pediatrics (AAP)
Un programma scritto serve da guida per il paziente, i genitori ed i caregivers
Pediatrics. 2017 Mar;139(3).

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MARZO 2017
TRAUMATOLOGIA- NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
Incidenza di disturbi mentali dopo trauma cranico lieve

I disturbi mentali osservati dopo un trauma cranico lieve o una concussione sono spesso attribuiti al trauma. Uno studio retrospettivo su 31.272 ragazzi di età <21 anni in 14 stati USA (il 27,4% dei quali con precedente diagnosi di disturbo mentale ha mostrato che: • Dopo il trauma ricorso ai Servizi Mentali aumenta per i soggetti senza mentale, mentre resta invariato questi ultimi (98% delle prese carico assenza trauma) • I rappresentano l'85% casi presi dopo trauma, pur essendo un quarto del totale, e perciò la grande maggioranza casi. Il alle strutture sanitarie nei disturbi mentali è però influenzato dall'età, dalla razza soprattutto copertura Medicaid

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MARZO 2017
LINEE GUIDA
Cura dell’adolescente dopo un assalto sessuale – AAP

Guida dell’American Academy of Pediarics (AAP)

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MARZO 2017
LINEE GUIDA
Un registro statunitense per la morte improvvisa del giovane

Presentazione del Sudden death in the young (SDY) Case Registry, rete lanciata nel 2015 dalla collaborazione tra NHLBI (National Heart, Lung and Blood Institute) e CDC (Centers for Disease Control)

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FEBBRAIO 2017
URGENZE IN PEDIATRIA
Trattamento della tachicardia sopraventricolare refrattaria ed instabile in età pediatrica

Studio retrospettivo su pazienti di età 0-18 anni senza cardiopatie congenite. Identificati 179 episodi di SVT, in 72 dei quali (56%) è risultata efficace la prima dose di adenosina; una seconda dose è stata efficace in 27 dei 54 rimanenti (50%). I restanti 27 episodi (15% del totale), classificati come SVT refrattaria, sono stati trattati con adenosina e antiaritmici; in un sottogruppo di pazienti il trattamento medico prima della cardioversione può avere un ruolo. La cardioversione sincronizzata è stata eseguita in 3 casi (2 con SVT instabile, 1 con SVT refrattaria). Ben 16 dei 17 episodi in lattanti sono risultati refrattari

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FEBBRAIO 2017
SEDAZIONE
Effetto sedativo della somministrazione intranasale della dexmedetomidina nei bambini sottoposti a interventi chirurgici: review sistematica e metanalisi

Gli autori suggeriscono che la dexmedetomidina intranasale abbia un effetto sedativo migliore di quello delle benzodiazepine, senza provocare depressione respiratoria. La comparsa dell’effetto è però ritardata

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FEBBRAIO 2017
URGENZE IN PEDIATRIA
Caratteristiche della linfoadenite mesenterica in confronto all’appendicite acuta

La linfoadenite mesenterica è una delle più comuni diagnosi alternative nei bambini con sospetta appendicite acuta. Uno studio su 99 pazienti che avevano ricevuto una diagnosi di appendicite acuta ha mostrato che la linfoadenite mesenterica ha:
• Una durata dei sintomi precedenti l’arrivo in Pronto Soccorso più lunga (2,4 ± 2,6 vs 1,4 ± 1,4 giorni, P = 0.002)
• Un maggior numero di accessi (1,3 ± 0.7 vs 1,.05 ± 0,3, P < 0.001)
• Una maggiore durata della permanenza (9,2 ± 5,9 vs 5,2 ± 4 h, P < 0.001)
• Un minor numero di leucociti (10.160 ± 4.700/mmc vs 15.800 ± 4.400/mmc, P < 0.001), con prevalenza linfocitaria
• Livelli di PCR più bassi (.4,8 vs 16 mg/L)
• Minore frequenza della migrazione della sede del dolore (7% vs 28%) e dei segni clinici classici dell’appendicite (20% vs 72%)

Il diametro linfonodale non ha nessuna correlazione con la presentazione clinica, a suggerire che l’ingrandimento dei linfonodi rappresenta un segno non specifico.

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FEBBRAIO 2017
URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
Identificazione in Pronto Soccorso dei ragazzi a rischio di suicidio

Il Pronto Soccorso è una sede critica per l’identificazione dei ragazzi ed adolescenti a rischio di suicidio. Uno studio retrospettivo sull’implementazione di un breve strumento di screening in pazienti presentatisi per disturbi di tipo psichiatrico (Ask Suicide Screening Questions [ASQ]) in un Pronto Soccorso Pediatrico ha dimostrato una sensibilità del 93% e una specificità del 43% nel predire un rientro con problematiche suicidarie entro 6 mesi. Lo screening è risultato positivo in 237/448 casi valutati; 53 dei soggetti positivi allo screening non si erano presentati con disturbi di tipo suicidario. L’articolo conclude che brevi strumenti di screening di rischio di suicidio possono essere incorporati nello standard di cura, e possono identificare casi che non avevano rivelato segni correlabili ad intenzioni suicidarie al triage.

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FEBBRAIO 2017
URGENZE IN PEDIATRIA – NEUROLOGIA
Stato epilettico refrattario nella FIRES (febrile infection-related epilepsy syndrome)

La sindrome epilettica febbrile infezione-correlata (febrile infection-related epilepsy syndrome, FIRES) è una oscura encefalopatia epilettica, molto probabilmente immunomediata, che di regola si manifesta con uno stato epilettico super-refrattario (definito come uno stato epilettico non responsivo ad almeno due antiepilettici e all’anestesia generale). La FIRES è una delle più maligne encefalopatie sporadiche dell’età pediatrica: un numero significativo di bambini è deceduto nel corso del trattamento intensivo, mentre altri sono restati in Terapia Intensiva per quasi 1 anno, e anche i pazienti che riescono ad essere controllati presentano un grave deficit intellettuale ed epilessia cronica. Un articolo ed un editoriale nel fascicolo di febbraio di Neuropediatrics riassumono i dati attualmente disponibili sulla sindrome. Nell’articolo si indica l’introduzione di emergenza della dieta ketogenica, oltre che di fenobarbital e benzodiazepine ad alte dosi come il trattamento che offre le maggiori probabilità di successo, e si propone la nuova denominazione di “fulminant immune response epilepsy syndrome” per l’acronimo FIRES (proposta non condivisa nell’editoriale).

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Un secondo articolo nello stesso fascicolo presenta un caso trattato con terapia elettroconvulsiva dopo 8 settimane di trattamenti inefficaci in Terapia Intensiva.

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Un articolo pubblicato a dicembre descrive il caso di una bambina di 32 mesi trattata efficacemente con anakinra.

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GENNAIO 2017
URGENZE IN PEDIATRIA
Ipotermia terapeutica dopo arresto cardiaco intraospedaliero. Nessun vantaggio

Studio pluricentrico che ha coinvolto 37 ospedali (THAPCA Trial Investigators ), interrotto dopo la randomizzazione di 329 pazienti (età 48 ore-18 anni) per chiara assenza di beneficio dell’ipotermia. I pazienti erano arruolati entro 6 ore dalla ripresa del circolo dopo un arresto cardiaco intraospedaliero e randomizzati ad un trattamento con ipotermia terapeutica (temperatura target 33°C) o normotermia terapeutica (temperatura target 36,8°C), ma non è stata rilevata nessuna differenza tra i due gruppi in termini di sopravvivenza con un esito funzionalmente favorevole dopo 1 anno (percentuale di sopravvivenza 49% dopo ipotermia, 46% dopo normotermia; nessuna differenza in termini di trasfusioni, infezioni, eventi avversi gravi, mortalità a 28 giorni).

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GENNAIO 2017
URGENZE IN PEDIATRIA
Epidemiologia dell’AKI (Acute Kidney Injury) nei bambini e giovani adulti in condizioni critiche

Uno studio prospettico osservazionale in 32 Terapie Intensive Pediatriche in Asia, Australia, Europa e Nordamerica che ha arruolato 4683 pazienti di età compresa tra 3 mesi e 25 anni (AWARE) ha mostrato la presenza di AKI in 1261 casi (26,9%), grave in 543 casi (11,6%). In questo gruppo la mortalità è stata dell’11% (60 decessi) contro il 2,5% dei restanti 4140 senza danno renale grave. L’incidenza di AKI è risultata inferiore a quella osservata negli adulti, ma maggiore di quella riportata dal Collaborative Pediatric Critical Care Research Network .
La definizione di AKI era basata sulla diuresi (stadio 1: <0.5 ml/kg/ora per 6-12 ore; stadio 2: <0.5 ml/kg/ora per ≥12 ore; stadio 3: <0.3 ml /kg/ora per ≥24 ore oppure anuria per ≥12 ore) oltre che sulla creatinina. Se fosse stata utilizzata solo quest'ultima (STADIO 1: aumento 1.5-1.9 volte rispetto al basale oppure aumento ≥0.3 mg/dl nelle ultime 48 ore; STADIO 2: livello 2,0-2,9 volte rispetto al basale ; STADIO 3: livello 3,0 volte rispetto al basale oppure aumento ≥4.0 mg/dl rispetto al basale) l'AKI non sarebbe stata identificata in 355 dei 528 pazienti (67.2%). Il rischio di AKI grave è correlato a all'impiego e alla durata della ventilazione meccanica, alla terapia di renal replacement e alla durata del ricovero in ICU.

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GENNAIO 2017
URGENZE IN PEDIATRIA
Affidabilità della scala FLACC per la valutazione del dolore nel Pronto Soccorso Pediatrico

Benché largamente utilizzata in numerosi contesti, sono stati pubblicati solo pochi articoli sull’affidabilità della scala FLACC (Facies, Legs, Activity, Cry and Consolability) nella popolazione non chirurgica e nessuno sui bambini che accedono al Pronto Soccorso. Questo studio in cui due valutatori in cieco hanno attribuito un punteggio a 66 bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni in Pronto Soccorso Pediatrico ne ha confermato l’affidabilità sia per i singoli punti che per il punteggio complessivo.

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Vedi anche Utilizzo della scala FLACC nei pazienti in età pediatrica operati di adenoidotonsillectomia.

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GENNAIO 2017
PROCEDURE
Un nuovo metodo di infusione intraossea di adenosina nel trattamento della tachicardia sopraventricolare (SVT) in un lattante

La pratica corrente raccomanda la via endovenosa per la somministrazione dell’adenosina nel trattamento della SVT. Sono state pubblicate solo poche descrizioni dell’efficacia dell’adenosina per via intraossea. Uno studio su 30 porcellini appena svezzati ha mostrato che la dose da somministrare per via intraossea è maggiore di quella con CVC e minore di quella per vena periferica, ma senza differenze statisticamente significative. Nel 2012 sono stati pubblicati due casi di assenza di efficacia della via intraossea in due lattanti di 2 e 4 mesi (Pediatric Emerg Care 2012;28:47-48). Nell’articolo viene descritto un trattamento efficace in un neonato di 15 giorni dopo infusione per via intraossea di adenosina premescolata con fisiologica e somministrata come unico agente.

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GENNAIO 2017
DIAGNOSTICA
Utilità dell’ecografia “Point-of-Care” per l’identificazione delle emorragie traumatiche nei lattanti

Uno studio su 12 bambini di età compresa tra 0 e 2 anni (4 con emorragia intracranica diagnosticata in TC e 8 controlli) valutati in cieco separatamente da due fellows ha confermato che le emorragie intracraniche possono essere identificate con l’ecografia (OSSERVATORE 1: sensibilità 100%, specificità 100%; OSSERVATORE 2: sensibilità 50%, specificità 87,5%; concordanza tra gli osservatori 75%)

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GENNAIO 2017
LINEE GUIDA
Linee guida SIP per il trattamento della febbre nel bambino

Revisione delle Linee Guida SIP per il trattamento della febbre nel bambino alla luce della letteratura più recente che conferma le precedenti raccomandazioni, ed in particolare:
• La temperatura va misurata con un termometro digitale ascellare nel bambino di età <4 settimane, e con termometro digitale o a infrarossi nei bambini di età>4 settimane in regime ospedaliero o ambulatoriale (forza della raccomandazione B).
• Paracetamolo e ibuprofene sono i soli farmaci antipiretici raccomandati per il trattamento della febbre nel bambino (forza della raccomandazione A).
• Il paracetamolo dovrebbe essere utilizzato al dosaggio di 40 mg/kg/die suddiviso in 4 dosi
• L’uso dei due farmaci in associazione o alternato non è raccomandato (forza della raccomandazione D).
• Paracetamolo ed ibuprofene non sono raccomandati per prevenire la febbre e le reazioni locali nei bambini che devono essere vaccinati (forza della raccomandazione E).
• Paracetamolo ed ibuprofene non sono controindicati nei bambini con asma, fatta eccezione per i casi con nota asma indotta da paracetamolo o FANS (forza della raccomandazione A).

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GENNAIO 2017
LINEE GUIDA
Strumenti clinici per valutare il controllo dell’asma. Clinical Report dell’American Academy of Pediatrics (AAP)

Il controllo dell’asma è inadeguato negli Stati Uniti. I recenti progressi nella misurazione della funzionalità polmonare, i profili basati sui biomarkers (in particolare la concentrazione dell’ossido nitrico nell’aria espirata), l’aderenza al trattamento, lo sviluppo di questionari validati hanno reso il controllo dell’asma una realtà. La Section on Pediatric Pulmonology And Sleep Medicine dell’AAP ha perciò pubblicato un Clinical Report che riassume I mezzi a disposizione per una più accurata valutazione del controllo dell’asma in età pediatrica i cui punti principali sono:
• Il primo incontro implica un ascolto critico ed empatico, ed una accurata identificazione dei sintomi che indicano il controllo dell’asma, facilitato da strumenti quali il C-ACT/ACT
• L’ostruzione bronchiale e l’AHR possono essere determinati misurando il FEV1 pre- e post-broncodilatatore. Può essere considerata utile anche la valutazione dell’infiammazione bronchiale con il FENO (fractional exhaled nitric oxide)
• L’educazione ed il training del paziente dovrebbero tener conto delle sue preferenze e degli obiettivi
• La strategia di azione dovrebbe tener conto dei sintomi e di criteri oggettivi, come il monitoraggio mensile con strumenti validati o programmi individualizzati (FEV1 elettronico giornaliero, monitoraggio PEF a domicilio)
• I punteggi ottenuti con strumenti validati ed il FEV1 possono essere monitorati ai successivi controlli ed utilizzati per adeguare il dosaggio dei farmaci.
• L’educazione del paziente va fornita a tutte le visite successive

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GENNAIO 2017
LINEE GUIDA
Trattamento della sepsi e dello shock settico – LINEA GUIDA PER ADULTI

Surviving Sepsis Campaign: International Guidelines for Management of Sepsis and Septic Shock 2016
• Antibiotici ad ampio spettro entro 1 ora dal riconoscimento della sepsi
• In caso di ipoperfusione indotta da sepsi 30 ml/kg di cristalloidi EV entro 3 ore
• In caso di necessità di vasopressori, pressione arteriosa target (MAP) di 65 mmHg
• Noradrenalina come vasopressore di prima scelta
• Target per ventilazione meccanica in pazienti con AEDS sepsi-correlata: Tidal volume 6 ml/kg del peso corporeo predetto e pressione plateau ≤30 cm H2O

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GENNAIO 2017
URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
Strategie per il trattamento della salute mentale in età pediatrica in Pronto Soccorso: una review

Review sistematica per aggiornare le evidenze di supporto a modelli specialistici di cura per ridurre i ricoveri, i ritorni in PS e la lunghezza della permanenza in PS nei ragazzi con crisi di salute mentale. Uno strumento di valutazione molto promettente è l’home, education, activities and peers, drugs and alcohol, suicidality, emotions and behaviour, discharge resources (HEADS-ED), che ha una buona accuratezza per prevedere il ricovero ad una Neuropsichiatria infantile. Ulteriori studi psicometrici sono però necessari per considerarlo uno strumento ben stabilito.

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GENNAIO 2017
URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
Ricoveri nei Dipartimenti di Emergenza di adolescenti per ideazioni e comportamenti autolesivi

Studio retrospettivo nei Dipartimenti di Emergenza del Friuli Venezia Giulia per gli anni 2005-2006 in 53.198 accessi di ragazzi di età compresa tra 11 e 18 anni, che ha identificato 135 episodi di ideazioni e comportamenti autolesivi (Self-Injurious Thoughts and Behaviors [SITBs]) in 120 ragazzi, con un’incidenza media di 27/100,000 nella fascia di età 11-14 anni, e 155/100.000 in quella 15-18 anni. L’incidenza è stata significativamente maggiore nelle femmine che nei maschi (118/100.000 contro 64/100.000), e nei mesi autunnali.
Le autolesioni più frequenti sono state gli avvelenamenti (54% dei casi: 63% nelle femmine e 39% nei maschi), soprattutto con psicofarmaci, ed i tagli (16%, sia nelle femmine che nei maschi). Il 13% dei casi ha richiesto una attenzione immediata (codice rosso), il 54% ha ricevuto un codice giallo. Una pregressa diagnosi psichiatrica è stata riportata nel 36% dei casi.
Solo il 9% dei casi ha iniziato una gestione psichiatrica mentre era in Ospedale; il 66% dei casi è stato reinviato a domicilio subito dopo la visita. Il solo fattore che spingeva a richiedere una valutazione Neuropsichiatrica era una preesistente diagnosi di patologia psichiatrica. Questi dati confermano l’importanza di migliorare le capacità dei Medici di Pronto Soccorso di identificare e riportare i casi di SITB, considerando che la ripetizione dell’atto è un importante fattore di rischio.

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GENNAIO 2017
PEDIATRIA
Vaccino antimeningococcico quadrivalente: maggior rischio di paralisi di Bell se somministrato concomitantemente ad altri vaccini ?

Uno studio di coorte condotto al Kaiser Permanente Southern California ha osservato una maggiore incidenza di paralisi di Bell in caso di somministrazione del vaccino antimeningococcico quadrivalente (MenACWY-CRM) insieme ad altri vaccini nella fascia di età 11-21 anni ((RI = 5.0, 95% CI = 1.4-17.8), mentre non si è osservato alcun aumento se non venivano somministrati concomitantemente altri vaccini (RI = 1.1, 95% CI = 0.2-5.5).

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GENNAIO 2017
CASI CLINICI
Sindrome uremico-emolitica atipica (aHUS) associata ad influenza B

Descrizione di 3 casi con aHUS associati ad influenza B, associazione finora mai descritta (mentre sono stati pubblicati rari casi di aHUS da influenza A)

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Vedi anche
Sindrome uremico-emolitica atipica: aspetti essenziali per una diagnosi accurata

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DICEMBRE 2016
NEONATOLOGIA
Impiego della noradrenalina nei neonati pretermine con compromissione cardiovascolare

La noradrenalina è di beneficio nei neonati a termine con compromissione cardiovascolare da sepsi o ipertensione polmonare, ma le esperienze nel neonato pretermine sono limitate. In uno studio su 48 neonati di età ≤32 settimane di gestazione con sepsi (63%) o ipertensione polmonare (23 %) trattati con noradrenalina una pressione arteriosa normale è stata raggiunta in un tempo medio di un’ora in tutti tranne uno ad una dose media di 0.5 mcg/kg/min. I neonati deceduti (46 %) avevano una minore età gestazionale ed una funzionalità cardiovascolare peggiore all’inizio del trattamento. Nel 31% dei casi si è osservata tachicardia, ma non sono stati osservate alterazioni nelle funzioni renali o epatiche.

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DICEMBRE 2016
CASI CLINICI
Coinvolgimento cardiaco diretto nella sindrome uremico-emolitica

Bambino di 4 anni e mezzo con sindrome uremico-emolitica (HUS) ed improvvisa comparsa dopo 6 ore di compromissione emodinamica secondaria a micro-angiopatia trombotica, con successivo decesso. Una revisione della letteratura ha identificato 18 casi di HUS con compromissione cardiaca entro 25 giorni dalla diagnosi, causata da micro-angiopatia, emopericardio e miocardite.

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DICEMBRE 2016
PROCEDURE

Utilità degli strumenti a raggi nel vicino infrarosso (NIR) per l’incannulamento dei vasi periferici: una review sistematica
Una metanalisi di 11 studi non ha rilevato differenze significative rispetto al metodo”tradizionale”. Limitando però la valutazione agli incannulamenti ritenuti più difficoltosi per fallimento al primo tentativo, si osserva una minor percentuale di insuccessi con l’utilizzo degli strumenti NIR.

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DICEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
I pazienti con malattia di Kawasaki non responsivi alla prima dose di IVIG possono richiedere una terapia di seconda linea più aggressiva

Uno studio retrospettivo su 182 pazienti non responsivi alle IVIG, suddivisi in “nonresponders parziali” (68% dei casi, febbre calata a <37,5°C ma poi ricomparsa) e “nonresponders completi” (32% dei casi, temperatura sempre ≥ 37,5°C) ha mostrato che mentre molti “nonresponders parziali” rispondono ad una seconda dose di IVIG (72%), solo il 58% dei “nonresponders completi” risponde al secondo ciclo, con un maggior rischio di aneurismi coronarici sia rispetto ai responsivi (OR: 3,2 [1,5-6,9], P=0,002) che ai “responsivi parziali” (OR: 2,4 [1,1-5,4], P=0,03). Questi dati suggeriscono che i “nonresponders completi” potrebbero richiedere una terapia di seconda linea più aggressiva (ad esempio infliximab) rispetto alla ripetizione della somministrazione di IVIG. I fattori correlati alla mancata risposta sono la presenza documentata di una infezione, valori più elevati di PCR (responsivi 38 mg/L [28-80] “nonresponders parziali” 63 mg/L [30-97], “nonresponders completi” 86 mg/L [36-193]) e anche la ditta produttrice delle IVIG.

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DICEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Il NT-proBNP (N-terminal pro-brain natriuretic peptide) può essere un marcatore diagnostico aggiuntivo della fase iperacuta della malattia di Kawasaki.

Il NT-proBNP è un utile marker per la diagnosi di malattia di Kawasaki in fase acuta. Non è stato però determinato il livello appropriato di NT-proBNP per identificare la malattia di Kawasaki nei primi 5 giorni di febbre (fase iperacuta della malattia di Kawasaki).
Un’analisi retrospettiva di casi di malattia di Kawasaki di età compresa tra 1 mese e 15 anni con febbre di durata uguale o inferiore a 4 giorni ha mostrato livelli di NT-proBNP significativamente più elevati rispetto ai controlli (444.8 pg/mL [189.7–951.5] contro 153.4 pg/mL [68.9–287.6] pg/mL; p < 0.001). Un valore di cutoff di 244.7 pg/mL ha una sensibilità del 68.6% ed una specificità del 70.3 %.

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DICEMBRE 2016
CASI CLINICI
Iperkaliemia nei bambini: è stata valutata la pressione arteriosa ?

Due casi di bambini con iperkaliemia riscontrata casualmente, entrambi con ipertensione arteriosa, nei quali è stata successivamente fatta una diagnosi di ipertensione iperkaliemica familiare (o pseudoipoaldosteronismo tipo II). L’iperkaliemia nei bambini piccoli è nella maggior parte dei casi causata da campioni emolizzati. La vera iperkaliemia è un fenomeno raro, ed una delle sue cause è l’ipertensione iperkaliemica familiare, caratterizzata da iperkaliemia, ipertensione e lieve acidosi metabolica ipercloremica.(con gap anionico normale), che va sospettata in caso di iperkaliemia con normale filtrazione glomerulare.

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DICEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Anafilassi ricorrente: frequente e insufficientemente trattata

I dati del Registro Canadese dell’anafilassi (Cross-Canada Anaphylaxis Registry) indicano una percentuale annuale di recidive di anafilassi del 17,6%, simile a quella riportata da altri studi, più frequenti in caso di asma e nella maggior parte dei casi provocate da alimenti (81,7%). L’adrenalina è stata somministrata solo nel 66,2% dei casi. Questi dati impongono la promozione di programmi educativi per la prevenzione ed il pronto utilizzo dell’adrenalina.

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DICEMBRE 2016
SEDAZIONE
L’uso del protossido di azoto non determina alterazioni dei livelli di vitamina B12 negli operatori

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DICEMBRE 2016
SEDAZIONE
Confronto tra etomidate e ketamina per la sedazione di emergenza nei traumi ortopedici in pronto soccorso pediatrico

L’etomidate, un anestetico a breve durata di azione introdotto nell’uso clinico in Europa negli anni ’70 e successivamente abbandonato per effetti collaterali dell’infusione continua, ma largamente utilizzato negli Stati Uniti, alla dose di 0,25 mg/kg in associazione al fentanyl (1,30 μg/kg) induce una sedazione efficace ed adeguata nelle procedure ortopediche. Benché non siano state osservate differenze nel tempo di risveglio, frequenza e gravità degli effetti collaterali e durata dell’osservazione post-procedurale, la ketamina resta da preferire per la riduzione delle fratture in considerazione della sua maggior durata di azione.

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DICEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Sindromi simil-influenzali: trattamento in Pronto Soccorso

In caso di sospetto di sindrome influenzale in alcuni bambini ad alto rischio è consigliato il trattamento immediato con inibitori della neuraminidasi (Pediatrics. 2016 Oct;138[4]), in particolare oseltamivir e zanamivir approvati dalla FDA per l’uso in età pediatrica (Tabella con i dosaggi nell’articolo). Uno studio a Taiwan ha mostrato che febbre, tosse, rinorrea, starnuti e congestione nasale sono predittori significativi di influenza. L’associazione di febbre e tosse ha la migliore sensibilità (86%), ma l’associazione di febbre, tosse e sternuti ha la migliore specificità (77%).

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DICEMBRE 2016
URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
Validità di un alcool screen in due domande in Pronto Soccorso Pediatrico

Studio condotto in 16 Dipartimenti di Emergenza aderenti al Pediatric Emergency Care Applied Research Network (PECARN). Arruolati 4838 ragazzi di età compresa tra 12 e 17 anni. Il test di screening in 2 domande del National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA) si è rivelato un valido approccio per lo screening del rischio alcoolico in PS. Un test positivo indica l’opportunità di una ulteriore valutazione per escludere un disordine da abuso di alcool.

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DICEMBRE 2016
URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
Emergenze psichiatriche nei minori con storia di migrazione

Studio retrospettivo condotto all’Università di Vienna che ha arruolato 1821 ragazzi di età compresa tra 4 e 18 anni (800 austriaci, 130 originari della Turchia e 163 dalla ex-Jugoslavia).
I ragazzi austriaci sono stati riferiti soprattutto per disturbi acuti da stress (20,9%), problemi comportamentali (14,8%), o ideazioni suicidarie (11,9%), quelli Turchi per tentato suicidio (23,1%), disturbi acuti da stress (18,5%), o disturbi da ansia/panico (13,1%), quelli Serbo/Croato/Bosniaci per disturbi acuti da stress (19,0%), tentato suicidio (16,6%), e problemi comportamentali (14,7%). Ulteriori studi sono necessari per valutare l’impatto della migrazione sulla salute mentale in età pediatrica.

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DICEMBRE 2016
TRAUMATOLOGIA
Trombosi del seno durale: una rara complicanza dopo trauma cranico chiuso

Descrizione del caso di una ragazza di 14 anni con precipitoso decorso di una trombosi del seno durale dopo un trauma maggiore (scontro tra auto). L’articolo conclude che benché si tratti di un evento raro va sempre sospettato in qualsiasi paziente che presenta deterioramento clinico, indipendentemente dal tempo trascorso dal trauma.

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NOVEMBRE 2016
CASI CLINICI
Arresto cardiaco fatale in 2 bambini: Possibile ruolo dell’ondansetron

L’ondansetron può provocare un prolungamento del QT dose-dipendente ed aritmie. Alcuni casi di decesso in concomitanza all’uso di ondansetron sono stati riportati sia negli adulti che in età pediatrica. Gli autori descrivono il caso di un bambino di 10 anni senza patologie preesistenti che ha sviluppato un quadro di tachicardia ventricolare immediatamente dopo la somministarzione EV di ondansetron (4 mg) con successivo decesso e il caso di un lattante di 86 giorni, con quadro di vomito e modesta diarrea, che sviluppò una tachicardia sopraventricolare 4 ore dopo la somministrazione di 0,5 mg di ondansetron per os, con successivo decesso. In questo caso però l’autopsia dimostrò la presenza di una cardiomiopatia congenita.

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NOVEMBRE 2016
CASI CLINICI
Stato epilettico da malattia da graffio di gatto

Due casi (bambina di 3 anni e bambino di 5) con stato di male epilettico in corso di malattia da graffio di gatto. Una encefalopatia nell’1-2% dei casi di malattia da graffio di gatto, e si associa quasi sempre a stato di male epilettico (Am J Dis Child 1991;145,98-101).

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NOVEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
L’uso degli steroidi nello shock in corso di Pediatric Acute Respiratory Distress Syndrome (ARDS) non è supportato dall’evidenza

Un articolo sul fascicolo di ottobre di Journal of Pediatrics mostra che l’aggiunta di idrocortisone in 155 casi di shock vasoattivo inotropo-dipendente in corso di ARDS non modifica il decorso clinico anche nei soggetti con bassi livelli di cortisolo sierico (con cutoff inferiori sia a 18 che a 10 mcg/dL, valori scelti perché indicati in precedenti studi come soglia per definire l’insufficienza surrenalica). Per di più, nei pazienti con livelli di cortisolo sierico >18 mcg/dL trattati con idrocortisone la mortalità è superiore. Gli autori concludono che le linee guida future dovrebbero riconsiderare l’utilità del dosaggio random del cortisolo per identificare i casi che beneficerebbero della terapia con idrocortisone

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L’editoriale di accompagnamento mette in evidenza come i dati riportati mostrino che il dosaggio del cortisolo
1) Non permette di identificare un sottogruppo di casi che beneficerebbe del trattamento steroideo in caso di shock.
2) I valori basali di cortisolo totale o libero non identificano i casi con instabilità emodinamica, ipoglicemia o iponatremia.
3) Il timore di non identificare una crisi Addisoniana nel paziente in shock non è giustificato, soprattutto dopo l’introduzione dello screening neonatale per l’iperplasia surrenale congenita(dal 2009 negli USA).
4) Al momento la definizione di insufficienza surrenalica acuta resta dipendente dall’approccio individuale, e non è chiaro cosa possa essere definito come “insufficienza surrenalica relativa” o “insufficienza cortisolica correlata a malattia critica”

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NOVEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Apnea nella bronchiolite: la caffeina non la previene

Un articolo nel fascicolo di ottobre del Journal of Pediatrics valuta l’efficacia della caffeina (25 mg/kg in singola dose EV, stessa dose utilizzata per l’apnea del pretermine) nelle apnee in corso di bronchiolite, arruolando 94 lattanti di età <4 mesi con bronchiolite e pregressa apnea. Nel gruppo trattato non si è osservata alcuna riduzione dell'outcome primario (tempo intercorso per scomparsa delle apnee almeno 24 ore, necessità di ventilazione invasiva o meccanica)

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L’editoriale di accompagnamento analizza alcuni possibili problemi dello studio, ma lo ritiene un importante preludio ad uno studio multicentrico più ampio.

Frequenza:
– 5% dei casi di bronchiolite (Pediatrics 2013;132:e1194-2011)
– Più frequente in caso di nato pretermine, età <3 mesi, malattia neuromuscolare associata Fattori di rischio: - Età corretta < 2 settimane - Peso nascita <2,3 kg - Frequenza respiratoria all'ingresso <30 o>70/min SatO2 all’ingresso <90%

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NOVEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Identificazione in PS delle principali cause di arresto cardiaco

Studio retrospettivo per identificare la presentazione clinica delle quattro cardiopatie che predispongono all’arresto cardiaco improvviso:
Cardiomiopatia ipertrofica: Prevalentamente storia familiare
QT lungo: Prevalentemente storia familiare
Tachicardia ventricolare catecolaminergica polimorfica (CPVT): Elevata incidenza di sincope, arresto cardiaco improvviso nel 45% dei casi. Storia familiare
Origine anomala dell’arteria coronaria sinistra dal seno di Valsalva destro (ALCA-R): Elevata frequenza di segni e sintomi anomali (dolore toracico da esercizio, sincope, arresto cardiaco improvviso)

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NOVEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
La shaken baby syndrome messa in discussione dai media e dai Tribunali negli USA

La validità delle definizioni di shaken baby syndrome (SBS) e abusive head trauma (AHT) è stata recentemente messa in discussione negli USA da quotidiani a larga diffusione (New York Times, Washington Post), decisioni giudiziarie e alcuni articoli medici, tanto che una US Supreme Court Justice ha recentemente commentato che c’è un’ampia “controversia” nella comunità medica nei concetti di AHT e SBS
Nel fascicolo di ottobre del Journal of Pediatrics vengono riportati i risultati di un questionario al quale hanno risposto 692 medici frequentemente coinvolti nella valutazione di bambini traumatizzati (49,5% degli interpellati). Una grande maggioranza dei medici che hanno risposto ritiene che l’associazione di ematoma subdurale, emorragie retiniche e coma (o morte) indica con elevata probabilità una shaking syndrome con o senza impatto e che l’unica diagnosi alternativa è un incidente stradale. SBS e AHT erano considerate una diagnosi valida dall’88% e 93% dei medici che hanno risposto al questionario

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Il commento di accompagnamento, sottolineando come l’articolo confermi la generale accettazione della diagnosi di SBS e AHT da parte dei Medici che si prendono cura dei bambini vittime di traumi, ricorda come sia la Medicina che il Sistema Legale sono ben serviti quando vengono rispettate le evidenze e le opinioni largamente condivise dall’ambiente scientifico

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NOVEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
I criteri di Triage di Manchester sottostimano un numero significaticvo di casi che richiedono ricovero in unità di cura intensiva

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NOVEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Sepsi in PS: come migliorare la qualità ?

L’introduzione di una iniziativa di miglioramento della qualità al Royal Children Hospital di Melbourne ha ridotto il tempo medio dall’inserzione dell’agocannula alla somministrazione dell’antibiotico da 55 a 19 minuti. La somministrazione di fluidi con push-pull manuale o con pressure-bag è aumentata dal 31% all’84% dei casi. La lunghezza del ricovero ospedaliero si è ridotta da 96 a 80 ore.

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NOVEMBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Elevata affidabilità di una iniziativa di miglioramento della qualità (QI) nello shock settico

Esperienza del Department of Pediatrics della University of Utah con l’implementazione di vari interventi nel corso della iniziativa di QI dal febbraio 2014 al dicembre 2014, a cominciare da un “sepsis order set” con marcato incremento del numero dei pazienti che avevano ricevuto in tempo terapia antibiotica alle dosi più elevate. Durante il periodo valutato la mortalità si è ridotta di5 volte senza incremento dei ricoveri in Terapia Intensiva o della durata dell’ospedalizzazione.

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OTTOBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Shock settico: Attenzione all’ipercloremia

Studio su 240 pazienti adulti con sepsi, nel quale un aumento della cloremia ≥5 mmol/l si associa a maggior incidenza di AKI (acute kidney injury), con un’incidenza dell’85,7% nel gruppo ipercloremico contro il 47,9%

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OTTOBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Colchicina per la pericardite in età pediatrica

La colchicina è ampiamente utilizzata nel trattamento della pericardite nell’adulto, ma non è utilizzata di routine in età pediatrica. Una metanalisi pubblicata nel BMJ conferma l’assenza di dati che consentano di raccomandare o sconsigliarne l’uso in età pediatrica.

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OTTOBRE 2016
TRAUMATOLOGIA
Traumi non intenzionali nei bambini fino a 6 anni: conoscenze e comportamento dei genitori a Napoli

Studio condotto con la collaborazione di 409 genitori nella città di Napoli. Due terzi dei bambini avevano subito almeno un trauma non intenzionale. Circa il 70% dei genitori era a conoscenza delle misure di sicurezza per prevenire i traumi non intenzionali

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OTTOBRE 2016
TRAUMATOLOGIA
Cure collaborative per gli adolescenti con sintomi post-concussivi

Studio su 49 adolescenti con sintomi post-concussivi randomizzati ad un trattamento collaborativo o alle terapie usuali. Dopo sei mesi il 13% dei pazienti nel primo gruppo ed il 45,8% di quelli nel secondo presentavano un livello elevato di sintomi post-concussivi. Pertanto, come ipotizzato dagli autori, il trattamento collaborativo si associa ad una riduzione dei sintomi post-concussivi e di quelli psicologici associati, associata ad un miglioramento della qualità di vita.

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OTTOBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Miglioramento delle pratiche per un sonno sicuro negli ospedali pediatrici dell’Ohio (EASE Project)

Il progetto Education and Sleep Environment (EASE Project) ha coinvolto 6 ospedali pediatrici con la formazione di teams ospedalieri attraverso un corso di 2 ore in situ. Ciascun team era invitato a valutare ogni mese almeno 40 bambini ricoverati di età <1 anno. Benché non sia sto raggiunto l’obiettivo di porre almeno il 90% dei bambini in un ambiente sicuro. Significativi miglioramenti sono stati raggiunti breve periodo tempo. Il risultato migliore è stato ottenuto nella rimozione materiale eccesso nelle culle, con aumento del 29% numero delle culle regola (dal 38,1% al 67,2%).

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OTTOBRE 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Traumi da calcio negli Stati Uniti 1990-2014

Analisi retrospettiva dei traumi da calcio in ragazzi di 7-17 anni negli USA. Nel periodo in esame sono stati accolti nei Dipartimenti di Emergenza 2.995.765 ragazzi, con un aumento del 11,4% della percentuale annuale di traumi per 10.000 atleti dal 1990 al 2014.

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OTTOBRE 2016
PEDIATRIA
La dieta chetogenica nell’epilessia: una review

Una review che riassume i benefici della dieta chetogenica allo scopo di rimarcare la sua importanza nell’epilessia farmaco-resistente, esaminando i nuovi bersagli terapeutici, quali la transizione della permeabilità mitocondriale e le nuove sindromi epilettiche.

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OTTOBRE 2016
CASI CLINICI
Un bambino con midriasi intermittente….

Bambino di 19 mesi con quattro episodi di midriasi della pupilla sinistra in una settimana. All’anamnesi riferita riesacerbazione di asma, che la madre aveva trattato con inalazioni di ipratropio, talvolta inavvertitamente dirette verso l’occhio.
L’ipratropio è un antimuscarinico che inibisce lo sfintere della pupilla, provocando una midriasi prolungata. La mancate contrazione della pupilla con la pilocarpina suggerisce una midriasi farmacologica.

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OTTOBRE 2016
TRAUMATOLOGIA
Trauma cranico e TC cranio: aderenza alle linee guida NICE in Gran Bretagna

Questionario che ha raccolto i dati relativi a 5700 pazienti in età pediatrica dal 90% degli ospedali elegibili. L’aderenza alle linee guida e il carico diagnostico variava in base all’età del paziente, all’ospedale e alla regione. Tale variabilità rischia di associarsi ad un aumento del rischio di mancate diagnosi di lesione intracranica o di eccessivo ricorso alla TC.

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
FANS nelle virosi respiratorie: maggior rischio di polmonite con empiema ?

Uno studio caso/controllo includente 83 bambini con empiema indica che la somministrazione di FANS nelle prime 72 ore di una infezione respiratoria ad eziologia virale si associa ad un aumento ≥2 volte del rischio di empiema (in media 10 giorni dopo la comparsa dell’URI.

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L’editoriale di accompagnamento conclude che questi dati, associati al rischio di effetti collaterali, nefropatia grave e meningite asettica dovrebbero porre fine all’usodei FANS in caso di infezioni virali nel bambino

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Settembre 2016
TRAUMATOLOGIA
Presentazione clinica e delle fratture della base cranica dopo trauma cranico chiuso
Analisi secondaria dallo studio prospettico PECARN

Una frattura della base cranica era presente in 558 di 42.958 pazienti arruolati nello studio PECARN (1.3%) .
Nei 525 casi analizzati, 269 (51.2%) avevano altre lesioni intracraniche oltre alla frattura della base cranica, 104 (19.8%) avevano segni clinici di frattura della base, ma 162 (30.9%) sono stati identificati solo alla TC.
Tra i 363 pazienti con segni clinici di frattura della base, la diagnosi è stata confermata alla TC in 104 (28.7%).
Nessuno dei 266 casi con frattura isolata della base ha però presentato un decorso avverso

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Settembre 2016
TRAUMATOLOGIA
Accuratezza della scala di Glasgow nella valutazione della gravità del trauma cranico. Analisi secondaria dallo studio prospettico PECARN

Il GCS pediatrico per bambini <2 anni è leggermente meno efficace del GCS standard nell'identificazione di lesioni cerebrali traumatiche, ma sono equivalenti delle traumatiche clinicamente importanti

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Settembre 2016
TRAUMATOLOGIA
Gestione del trauma in età pediatrica: raccomandazioni AAP

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Valutazione dei bambini con febbre – approccio “Step-by-Step”

Nel fascicolo di agosto di Pediatrics viene validato un approccio sequenziale per la valutazione della febbre nel bambino di età <3 mesi, basato su criteri clinici e di laboratorio (inclusa la procalcitonina) da parte dell’ European Group for Validation of the Step-by-Step Approach, del quale fanno Liviana Da Dalt Silvia Bressan. Una errata classificazione è avvenuta in 7 casi con l’approccio Step-by-Step, 16 i Rochester, 35 il Lab score.

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Valutazione dei bambini con febbre – una review

In considerazione dell’evoluzione della stratificazione dei fattori di rischio e della introduzione dei vaccini anti H. influenzae B e pneumococco, la review conclude che, salvo diversa indicazione clinica):
• Bambini 3-36 mesi vaccinati: Da escludere solo l’infezione dellevie urinarie
• Bambini 30-90 giorni: Nella maggior parte dei casi sufficienti infezioni urinarie e ricerca virus (con polymerase chain reaction, PCR).

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Arresto cardiaco improvviso in Pediatria

Review concisa e aggiornata su incidenza, diagnosi differenziale, e gestione dell’arresto cardiaco improvviso per il Medico di Urgenza.

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Appendicite acuta: l’iperbilirubinemia è un fattore predittivo di gravità?

L’iperbilirubinemia sembra essere un fattore predittivo di appendicite perforata, almeno negli adulti(Am J Surg. 2009 Aug;198:193-8). Questo studio su 162 pazienti adulti ha mostrato che la presenza di bilirubina elevata è associato ad un rischio cinque volte superiore di appendicite perforata e/o gangrenosa, mentre la presenza di bilirubina diretta elevata si associa ad un rischio 36 volte maggiore.

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Settembre 2016
PROCEDURE
Laringoscopia diretta o video assistita. Questa e quella pari sono….

Analisi retrospettiva di 452 intubazioni tracheali in ragazzi 0-18 anni nella Division of Pediatric Emergency Medicine della Boston University School of Medicine.
Nessuna differenza in termini di successo al primo tentativo, percentuale di complicanze, percentuale di successi

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Rash non sbiancante: due algoritmi per identificare le infezioni da meningococco

Validazione di due algoritmi (Newcastle-Birmingham-Liverpool e NICE) che hanno l’obiettivo di aiutare il Medico di Urgenza ad identificare quali bambini con rash non sbiancante abbiano una infezione da meningococco.

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) – una review

Una review su due quadri clinici che differiscono solo nella gravità dell’estensione cutanea (<10% nella SJS; >30% nella TEN; 10-30% nelle forme di overlap) nelle quali il ruolo del Medico di Emergenza è fondamentale per l’identificazione precoce (DD con sindrome combustiforme da stafilococco – SSSS, eritema multiforme, malattia di Kawasaki), la sospensione dei farmaci offendenti, il rapido inizio della terapia di supporto, il coinvolgimento precoce di altri Specialisti (Oculista, Ginecologo) ed il rapido invio in Terapia Intensiva o Centro Ustioni.
Una aggressiva terapia di supporto è il cardine del trattamento

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Settembre 2016
TRAUMATOLOGIA
Traumi della spalla negli atleti in età pediatrica: una review

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Settembre 2016
CASI CLINICI
L’ecografia nella diagnosi di artrite settica dell’anca

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Settembre 2016
CASI CLINICI
Emicrania transitoria, deficit neurologici e linfocitosi liquorale: HaNDL syndrome

L’articolo descrive un bambino che presentava una sindrome della cefalea con deficit neurologici transitori e linfocitosi liquorale (HaNDL syndrome) descritta per la prima volta nel 1980. Il quadro clinico è allarmante ma in realtà si tratta di una patologia benigna, che si risolve in genere entro 3 mesi dall’esordio, caratterizzata da:
• intensa cefalea di tipo emicranico (almeno 20 episodi)
• Deficit neurologici
• Pleiocitosi linfocitaria liquorale.

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Settembre 2016
TRAUMATOLOGIA
Gestione del trauma pancreatico chiuso in età pediatrica

Due articoli sui trauma pancreatici chiusi in età pediatrica, che concordano sulla prognosi migliore (o equivalente) nei casi non sottoposti ad intervento chirurgico. Nei traumi gravi però l’atteggiamento conservativo si associa ad una maggiore mortalità e ad una maggiore durata del ricovero ospedaliero.

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Un terzo articolo utilizza il National Trauma Data Bank per analizzare 674 casi di trauma pancreatico in età pediatrica con chiara descrizione della localizzazione, fornendo dati sulle caratteristiche dei pazienti, il decorso clinico, i dettagli chirurgicii nei casi operati

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Blocchi atrio-ventricolari congeniti e del bambino- una review

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Settembre 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Un algoritmo diagnostico per distinguere la malattia di Kawasaki da altre malattie febbrili

Algoritmo diagnostico in due gradini (il primo distinge tre sottogruppi, controlli, indeterminati, Kawasaki, il secondo che nell’ambito del gruppo indeterminato differenzia controlli e Kawasaki) sviluppato dal Pediatric Emergency Medicine Kawasaki Disease Research Group utilizzando i dati clinici di 801 casi di malattia di Kawasaki e 479 controlli con febbre. Il nuovo algoritmoha una maggiore sensibilità (96%) e specificità (78,5%) rispetto al modello precedentemente proposto dallo stesso gruppo

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Luglio 2016
RIANIMAZIONE PEDIATRICA
L’uso di un introduttore (Gum elastic Bougie) favorisce il successo dell’intubazione tracheale durante le compressioni toraciche di un manichino pediatrico

Studio che ha arruolato 16 anestesisti con almeno 2 anni di esperienza. Quattro di loro non sono riusciti ad intubare durante le compressioni, mentre tutti ci sono riusciti con lÕausilio di un GEB.

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
L’espressione dei recettori muscarinici circolanti è elevata nei lattanti con ALTE (o BRUE) idiopatica grave

In questo studio i livelli circolanti dei recettori muscarinici M2 sono risultati molto elevati in 5 lattanti con ALTE (o BRUE) grave idiopatica, mentre sono risultati normali in 12 con ALTE (o BRUE) grave da causa identificata e 9 controlli sani. Alterazioni nei recettori muscarinici cerebrali sono state os-servate in lattanti deceduti per SIDS (Science 1995, 269, 1446), nei quali gli autori avevano osser-vato anche la presenza di recettori muscarinici cardiaci. Questi dati sembrerebbero indicare che una iperattività parasimpatica possa essere un elemento di vulnerabilità comune tra SIDS ed ALTE (o BRUE) grave idiopatica.

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
L’uso di FANS non associati ad antibiotici nella polmonite virale aumenta il rischio di empiema

Studio caso controllo condotto in 15 centri, che ha arruolato 83 casi di empiema ed infezione virale.. Il rischio di empiema aumenta nei bambini trattati con FANS, e si riduce in quelli tratatti con antibiotici

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Validazione del Pittsburgh Infant Brain Injury Score (PIBIS) per il trauma cranico da maltrattamento

Studio multicentrico coordinato dal gruppo che aveva prodotto il PIBIS (un predittore clinico che aiuta nella identificazione dei bambini nei quali è indicata l’esecuzione di una TC del cranio) con l’obiettivo di valutarne l’efficacia nell’identificazione di un trauma cranico conseguente ad abuso. Il PIBIS è un sistema a 5 punti che valuta: alterazioni cutanee (2 punti), età > 3 mesi (1 punto), circonferenza cranica > 85° centile, Hb < 11,2. Sono stati arruolati 1040 bambini di età compresa tra 30 e 364 giorni (214 casi e 826 controlli). Un punteggio ≥2 si associava ad alterazioni alla TC con sensibilità del 93% e specificità del 53%.

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Linee guida per il monitoraggio ed il trattamento dei pazienti in età pediatrica prima, durante e dopo la sedazione per procedure diagnostiche e terapeutiche. Aggiornamento 2016

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Terapia antibiotica dopo appendicectomia. Largo spettro o spettro ristretto ?

Nessuna differenza nel decorso clinico tra i due gruppi, né in caso di appendicite non complicata né in caso di appendicite complicata

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Trattamento pratico del dolore addominale funzionale in età pediatrica

Utilizzando I criteri di Roma III gli autori discutono come classificare i sintomi funzionali, valutarli appropriatamente e rassicurare i genitori spiegandone la natura.

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
L’inalazione nasale di alcool isopropilico riduce la sensazione di nausea negli adulti in PS

L’aromaterapia viene utilizzata empiricamente per il trattamento della nausea post-operatoria, anche se i risultati degli studi con varie sostanze sono contraddittori. Una Cochrane review del 2012 aveva concluso che l’alcool isopropilico è più efficace del placebo, ma meno degli antiemetici. Questo studio su 80 adulti conferma la maggiore efficacia dell’alcool isopropilico rispetto al placebo anche in PS

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Negli adulti l’ecografia aiuta nel reperimento della vena in caso di accesso difficile, ma è svantaggiosa negli accessi semplici

Trial randomizzato controllato su 1189 soggetti adulti che vuole valutare l’utilizzo dell’ecografia per il posizionamento di accessi venosi periferici, comparata alla tecnica “tradizionale”, per diversi livelli di difficoltà di esecuzione. La conclusione depone a favore dell’uso dell’ecografo per i pazienti definiti con accesso venoso difficoltoso o moderatamente difficoltoso, ecografo che risulta essere invece svantaggioso nei pazienti definiti con accesso semplice.

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Luglio 2016
URGENZE IN PEDIATRIA
Il Magicplex favorisce una rapida identificazione dei patogeni in caso di sepsi

Il Magicplex è una PCR sviluppata per identificare le 27 specie batteriche più frequentemente cau-sa di sepsi e tre geni di resistenza (vanA, vanB e mecA). In questo studio dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino il Magicplex ha determinato un aumento del 143% del valore diagno-stico delle emocolture

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Luglio 2016
TRAUMATOLOGIA
Concussione in età pediatrica: uno studio epidemiologico esteso ad una intera rete di cura pediatrica

Gli studi epidemiologici statunitensi sulla concussione di regola si limitano ai casi riportati dai Dipartimenti di Emergenza o dai Centri di Medicina dello Sport. Questo studio condotto nella rete pediatrica di Filadelfia esteso a tutti i soggetti di età pediatrica di età compresa tra 0 e 17 anni ha arruolato 8083 pazienti, confermando che le stime di incidenza basati solo sugli accessi nei Dipartimenti di Emergenza sottostimano il problema, e sottolineando l’importanza dei centri di cura primaria nel tratatmento della concussione.

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Luglio 2016
TRAUMATOLOGIA
Sintomi da concussione e ritorno all’attività sportiva negli atleti di football americano

Ampia raccolta di dati per le stagioni sportive 2012-2014. Il 15,3% dei casi rientrava a giocare dopo più di 30 giorni dal trauma, e la percentuale era più elevata per gli atleti di College. Il 3,1% dei casi tornava a giocare entra 24 ore, e la percentuale era più elevata nei giovani atleti (5-14 anni)

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Luglio 2016
TRAUMATOLOGIA
Negli atleti con problemi comportamentali (deficit di attenzione, difficoltà di apprendimento) c’è una maggiore prevalenza di concussioni

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Luglio 2016
PROCEDURE
La ventilazione domiciliare di bambini con patologie complesse è una strategia di successo ma sottopone ad una grande tensione i caregivers

Studio prospettico su 90 famiglie nella Columbia Britannica, con compilazione di un questionario. La maggior parte dei bambini in ventilazione domiciliare aveva una vita attiva, e più del 90% defini-va il peso delle cure come lieve o moderato. Ma il 25% dei caregivers primari definiva il peso dell’assistenza “severo” ed il 50% aveva malattie croniche (soprattutto depressione, ansia, artrite). Pertanto una attenzione specifica alla salute mentale e fisica dei caregivers dovrebbe rappresenta-re una parte integrale della ventilazione domiciliare

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Luglio 2016
PROCEDURE
La frequenza di rientri in Ospedale nei primi 30 giorni dopo gastrostomia endoscopica percutanea è molto elevata

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Luglio 2016
CASI CLINICI
Avvelenamento da cannabinoidi in un bambino di 2 anni e 7 mesi dopo ingestione subacuta di semi di olio di canapa

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Giugno 2016
CASI CLINICI
Un bambino con dolore acuto al collo

Bambino di 9 anni con storia di asma, che si presenta in PS per dolore improvviso al collo dopo aver eseguito una verticale. All’esame obiettivo rilevato un modesto torcicollo e limitazione delalrotazione del capo. Alla radiografia rilevata rotazione dell’atlante di 30°. DIAGNOSI: sublussazione rotatoria atlanto-assiale

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Giugno 2016
URGENZA IN PEDIATRIA
Approccio al torcicollo nei bambini

Breve review sul torcicollo in età pediatrica partendo dal caso precedente

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Giugno 2016
CASI CLINICI
Rabdomiolisi da ipernatremia grave in un bambino con gastroenterite

La rabdomiolisi può comparire secondariamente a numerose condizioni, tra cui l’ipernatremia, ma questa associazione è stata riportata raramente, soprattutto in età pediatrica. Gli autori descrivono un caso di rabdomiolisi (CPK 8072 U/L) secondario a ipernatremia severa (197 mEq/L)

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Giugno 2016
CASI CLINICI
Eruzione simil-eritema multiforme da allergia alla budesonide in un bambino di 3 anni

L’eritema multiforme è una manifestazione rara della dermatite allergica da contatto, ma rappre-senta la manifestazione non-eczematosa più comune.

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Giugno 2016
URGENZA IN PEDIATRIA
La sincope vagale è spesso sottodiagnosticata nel lattante e nel bambino <6 anni, ma le caratteristiche cliniche sono simili a quelle del bambino più grande

Valutati 37 bambini di età <6 anni. In 30 (86%) era presente un fattore scatenante, in 22 (59,5%) una storia familiare di sincope (59,5%). Nella maggior parte dei casi sono stati eseguiti esami diagnostici, soprattutto EEG. (59%) la è recidivata entro due Una vagale deve essere sospettata anche nei primi anni vita presenza scatenante

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Giugno 2016
URGENZA IN PEDIATRIA
La posizione laterale di sicurezza dopo perdita di coscienza si associa ad una riduzione del numero dei ricoveri

Studio prospettico multicentrico includente 5 centri italiani (11 centri con totale di 553 bambini arruolati dal 1/07/2014 al 31/09/2014) dal quale emerge che:
− Una perdita di coscienza si riscontra nello 0,55% degli accessi in PS; età media 3,5 anni;
− Nel 50% c’era stato un episodio pregresso
− I più frequenti segni/sintomi associati sono cianosi e pallore
− Le principali cause di perdita di coscienza sono convulsioni febbrili (<2 anni) e sincopi vaso-vagali (>2 anni)
posizione laterale di sicurezza solo nel 26% dei casi
− Manovre pericolose (shaking baby < 2 anni) nel 19% dei casi − All'arrivo in PS: 46% subito dimesso, 53% in osservazione − Posizione di sicurezza soprattutto se già diagnosi di epilessia, se dura > 2 minuti, se ci sono movimenti anomali
− Posizione di sicurezza da raccomandare in PS soprattutto se perdita di coscienza >2 min, associata a vomito, manovre pericolose
L’applicazione della posizione laterale di sicurezza può ridurre l’incidenza delle accessi in PS per perdita di coscienza, soprattutto nei bambini di età <2 anni. Pertanto servirebbe una campagna di sensibilizzazione e un'istruzione maggiore ai "caregivers“.

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Giugno 2016
URGENZA IN PEDIATRIA
L’immobilizzazione del lattante durante il sonno (swaddling) sembra associarsi ad un aumentato rischio di SIDS, soprattutto dopo i 6 mesi

La immobilizzazione del lattante durante il sonno, di solito con vestitini leggeri (swaddling) è una pratica che si sta diffondendo sempre di più negli Stati Uniti e in Austarlia perché si associa ad un minor numero di risvegli, ad un sonno più tranquillo, e anche perché rende molto più semplice mantenere la posizione supina nel sonno, raccomandata come prevenzione della SIDS. Una metanalisi di 4 articoli (su 283 esaminati) mostra, nonostante l’eterogeneità dei risultati, un aumento del rischio di SIDS nei lattanti immobilizzati, che raddoppia dopo l’età di 6 mesi. Il rischio è minore se il lattante immobilizzato viene messo a dormire in posizione supina.

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Giugno 2016
URGENZA IN PEDIATRIA
Emorragia subaracnoidea. La rachicentesi è più affidabile della TC

La valutazione tradizionale in caso di sospetta emorragia subaracnoidea è basata sull’esecuzione di una TC seguita da rachicentesi in caso di TC negativa. Un ampio studio prospettico su adulti dimostra però che la rachicentesi da sola ha una sensibilità del 100% nell’identificare una emorragia subaracnoidea, ed in più fornisce elementi utili alla diagnosi di altre condizioni, quali vasculiti e emorragie non aneurismatiche, che potrebbero sfuggire con approcci alternativi.

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Giugno 2016
URGENZA IN PEDIATRIA
Emergenze pediatriche preospedaliere: Analisi della casistica del Belgio

L’analisi di un database comprendente 254.812 interventi di Emergenza, 15.294 dei quali pediatrici, rimarca la differenza tra adulto e bambino e la necessità di una preparazione specifica per le emergenze pediatriche preospedaliere

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Giugno 2016
TRAUMATOLOGIA
Rianimazione nel trauma pediatrico:

Articolo sulla gestione del trauma in età pediatrica, che tenta di riassumere le novità circa l’uso dei fluidi, la trasfusione massiva, la rianimazione permissiva, coagulopatia ed utilizzo dell’acido tranexamico, protocolli di trasfusione. Alcuni di questi temi sono poi trattati più diffusamente in uno specifico articolo (non riguardante specificamente ambito pediatrico). La conclusione è però che le evidenze disponibili sono ancora troppo sparse.

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Giugno 2016
TRAUMATOLOGIA
Epidemiologia dei traumi cranici in età pediatrica. Studio nazionale in Gran Bretagna.

Valutazione a cura del National Confidential Enquiry sull’epidemiologia del trauma cranico in Gran Bretagna:
− 5700 bambini (< 15 anni) periodo 2009-2010: − più frequente < 5 anni e nei maschi → picco < 1 anno − Maggior picco Settembre e nelle ore serali intorno alle 20 − Maggior correlazione con ambiente socio-familiare “povero” − mortalità 0.14% , maggiore nei bambini più piccoli − nella metà dei casi i traumi avvengono in casa, seguito da scuola, esterno − Cause principali: cadute 62%, seguite da traumi sportivi, incidenti stradali − TC eseguita nel 30% → 14% presentavano alterazioni, soprattutto fratture L'analisi ha permesso di evidenziare come siano necessarie maggiori misure protettive in ambito familiare.

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Giugno 2016
TRAUMATOLOGIA
Trauma cranico da incidente ricreativo. In aumento negli Stati Uniti.

Revisione della casistica americana del 2001-2013 sul trauma cranico conseguente ad incidente ricreativo → incremento del numero di tali incidenti negli ultimi 7 anni.
Coinvolti prevalentemente i bambini 5-9 anni, soprattutto maschi.

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Giugno 2016
CASI CLINICI
Edema emorragico del lattante – una diagnosi da non dimenticare.

Lattante di 11 mesi con petecchie, ecchimosi e porpora diffusa, quadro compatibile con diverse patologie gravi. L’articolo descrive il caso ed esamina la diagnosi differenziale.

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Giugno 2016
CASI CLINICI
Idrotorace secondario a perforazione esofagea da ingestione di moneta. Un caso clinico.

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Giugno 2016
CASI CLINICI
Vomito con dolore, toracico e addominale in un bambino di 5 anni dopo aver bevuto una bibita.
Qual è la diagnosi ?

Un caso di pneumatosi intestinale da ingestione di perossido di idrogeno 35%

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Il neonato in Pronto Soccorso.

Numero tutto incentrato sui problemi del neonato nel PS: rianimazione del neonato (sulle linee guida AHA 2015), elementi per distinguere il neonato malato dal neonato “fussy”, gestione del neonato a rischio in acuto, gestione del neonato con distress respiratorio o con vomito, la sepsi neonatale, il medico che si confronta con la morte di un neonato.

Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Valutazione del neonato in Pronto Soccorso

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Parti imprevisti in Pronto Soccorso: preparazione e gestione

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Segni normali e anormali nel neonato in Pronto Soccorso
Come riconoscerli

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Gestione del neonato ad alto rischio in Pronto Soccorso

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Distress respiratorio nel neonato in Pronto Soccorso
Una review per il Medico di Emergenza

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Vomito nel neonato: Raccomandazioni per la gestione iniziale in Pronto soccorso

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Sepsi neonatale in Pronto Soccorso

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Il neonato scompensato nei primi giorni di vita.
Gestione in Pronto Soccorso delle cinque condizioni più comuni.

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Giugno 2016
NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
Il decesso del neonato in Pronto Soccorso

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8 Maggio 2016
Disponibiltà dei defribillatori esterni nelle scuole del Michigan
Studio con questionario su 188 scuole del Michigan, 133 delle quali hanno risposto. Lo studio evidenzia una forte disparità nella disponibilità dei defibrillatori, che è minore nelle scuole più grandi e con una più ampia rappresentanza di minoranze etniche.

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8 Maggio 2016
Tossicità da anti-infiammatori non steroidei in età pediatrica – una review

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8 Maggio 2016
Il succo di mela diluito é più efficace delle soluzioni reidratanti orali in caso di gastroenterite?
Studio su 647 bambini randomizzati a ricevere succo di mela diluito seguito dalla loro bevanda preferita oppure soluzione reidratante orale. Nel primo gruppo si è osservato un minor numero di fallimenti della terapia e di ricorso a reidratazione EV. Tutti i casi avevano però una disidratazione lieve.

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8 Maggio 2016
Caratteristiche degli ematomi dello scalpo associati a lesioni intracraniche dopo trauma cranico.
Analisi secondaria di 3.866 patients arruolati nello studio CATCH (Canadian Assessment of Tomography of Childhood Head Injury)

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8 Maggio 2016
Comparazione delle compressioni manuali con quelle meccaniche con o senza piano di sostegno
In uno studio che ha comparato l’efficacia delle compressioni da parte di 24 esecutori ALS- certificati su manichino Resusci-Anne disteso su tre diverse superfici con quelle eseguite da uno strumento meccanico a pistone (LUCAS2) Le compressioni meccaniche si sono rivelate eseguite correttamente più frequentemente (90%) di quelle manuali (30%), indipendentemente dalla presenza di un piano di sostegno.

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8 Maggio 2016
Compressioni meccaniche in confronto alle compressioni manuali nell’arresto cardiaco: una review sistematica e metanalisi.
Secondo questa revisione sistematica della Letteratura, le compressioni meccaniche hanno una minore efficacia nel ritorno alla circolazione spontanea rispetto a quelle manuali.

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8 Maggio 2016
Programmi innovativi di rianimazione cardiopolmonare e di defibrillazione esterna nelle scuole di Philadelphia

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8 Maggio 2016
Trattamento basato sull’evidenza delle lesioni da caustici in Pronto soccorso

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8 Maggio 2016
La presenza di clown in Pronto Soccorso prima e durante le procedure dolorose è efficace nel ridurre l’ansia del bambino

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8 Maggio 2016
Programmi di Fellowship in Emergenza Pediatrica

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8 Maggio 2016
Programmi di Fellowship in Emergenza Pediatrica – Una overview

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Aprile 2016
Andamento dei segni vitali: la loro valutazione identifica con più accuratezza il deterioramento clinico
Affermazione che sembra scontata, ma che di fatto spesso non può essere messa in pratica a causa della bassa frequenza dei monitoraggi, degli interventi rivolti alla normalizzazione dei segni vitali, valutazione manuale di alcune variabili. Questo studio multicentrico conferma che la traiettoria dei segni vitali è un parametro migliore della valutazione isolata dei parametri clinici.

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Aprile 2016
Reidratazione rapida nella gastroenterite acuta: nessun vantaggio
In caso di gastroenterite la reidratazione rapida (60 ml/kg/ora) sembra associarsi a un tempo di permanenza in ospedale più lungo (2-6 ore contro 2-5) e ad un maggior numero di rientri rispetto alla reidratazione standard (20 ml/kg/ora per 2-4 ore), ma la differenza non è statisticamente significativa. Comunque non c’è alcuna evidenza che la idratazione rapida sia più efficace di quella standard.

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Aprile 2016
Alimentazione parenterale in Terapia Intensiva Pediatrica:
risultati migliori se iniziata tardivamente (>7 giorni) che precocemente (inizio <24 ore)

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Aprile 2016
Ondansetron e prolungamento QTc (QT corretto)
Uno studio prospettico su 22 adulti ha confermato un aumento del QTc di una proporzione media del 5,2%, un prolungamento inferiore alla soglia di rischio indicata dall’ICH (International Conference on Harmonization (ICH).

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Aprile 2016
Appendicite acuta: utilità dell’ APPY1 Test Panel
L’APPY1 Test Panel (Venaxis) misura calprotectina (MRP 8/14) e PCR
Dopo inserimento del numero di leucociti un algoritmo pre-programmato analizza i dati e fornisce il risultato dell’APPY1 test.
Neutrofili <7.500/mmc ed un APPY1 Test Panel negativo escludono la diagnosi di appendicite acuta (sensibilità 97,8%, valore predittivo negativo 95,1%)
Una conta di neutrofili >7.500/mmc ed un APPY1 Test Panel positivo hanno un valore predittivo positivo di appendicite acuta, superiore a leucociti, PCR, procalcitonina e calprotectina

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Aprile 2016
Appendicite acuta: il D-Dimero: non è un marker utile nella diagnosi, ma è un buon marker di appendicite gangrenosa o perforata
Una elevazione del D-Dimero è stata osservata in caso di addome acuto con necessità di laparotomia, con una sensibilità superiore a quella della conta dei leucociti. Un aumento del D-Dimero è stato osservato in varie condizioni con importante risposta infiammatoria, ed anche in caso di appendicite. In questo studio su 135 casi il D-Dimero ha mostrato un elevato valore predittivo per appendicite gangrenosa o perforata.

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Aprile 2016
Alterazioni neurologiche conseguenti a frattura degli arti superiori: una semplice linea guida per identificarle

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Aprile 2016
Intossicazione da Rivaroxaban e Apixaban
Rivaroxaban e Apixaban sono due anticoagulanti orali anti fattore Xa senza necessità di frequente monitoraggio laboratoristico. Un’analisi di 223 casi in 8 centri antiveleni, di cui 20 di età<20 anni conclude che le emorragie sono infrequenti, che le alterazioni degli indici di coagulazione non correlano con il rischio di emorragie, e che un’unica ingestione nei casi pediatrici non determina alterazioni del profilo coagulativo né emorragie.

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Aprile 2016
Un approccio basato sull’evidenza per ridurre al minimo il dolore acuto da procedura in Pronto Soccorso (ed oltre)

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Aprile 2016
Lesioni perineali nelle bambine e nelle adolescenti che si presentano in PS.
Analisi retrospettiva di 261 casi

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Aprile 2016
Trauma cranico:caratteristiche di presentazione dei bambini che richiedono intervento neurochirurgico
Analisi di 289 casi

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Aprile 2016
Nuovi parametri leucocitari: nessun vantaggio nella diagnosi di sepsi neonatale
Studio in 116 neonati con sepsi. Volume medio dei neutrofili (MNV), volume medio dei monociti (MMV), ampiezza di distribuzione del volume dei neutrofili (NDW) e ampiezza di distribuzione del volume dei monociti (MDW) sono più elevati nei neonati con sepsi, ma il loro valore predittivo è inferiore a quello di PCR, procalcitonina e IL-6. Alcuni di questi nuovi parametri, ed in particolare MNV, potrebbero essere utili nella diagnosi differenziale.

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Aprile 2016
Intossicazione da benzene: alterazioni di laboratorio in 899 bambini dopo esplosione di una raffineria

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CASI CLINICI

Aprile 2016
Mielite acuta da Zika virus in una ragazza di 15 anni

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Aprile 2016
Un caso di PRES (Sindrome dell’encefalopatia posteriore reversibile) secondaria a fecaloma
Bambino di 11 anni con fecaloma che aveva provocato una compressione della vena renale con ipertensione nefro-vascolare e successiva PRES, risoltasi dopo eliminazione del fecaloma.

Aprile 2016
Ritenzione urinaria in PS
Pensare anche all’ADEM

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Aprile 2016
Miocardite da Parvovirus: una patologia devastante con elevata mortalità.
Descrive 17 casi, 5 dei quali deceduti (29%) ed 1 sopravvissuto dopo trapianto. In nessuno era presente il tipico esantema.

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