Dalla Letteratura Medica

SETTEMBRE 2018
URGENZE IN PEDIATRIA
Bronchiolite: La risposta alla terapia è predetta dalla frequenza cardiaca ?

Uno studio del Pediatric Emergency Research Network (raggruppamento di 6 società scientifiche di Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Irlanda), che ha arruolato 2722 lattanti con bronchiolite, ha osservato una escalation delle cure in 261 casi (8,9%) ed ha identificato alcune variabili fortemente predittive, alle quali hanno attribuito un punteggio:

  • Età ≤2 mesi:                 punteggio 1
  • Scarsa alimentazione:  punteggio 1
  • Sat O2 <90%:              punteggio 5 (scelto valore 90% in accordo alle raccomandazioni AAP)
  • Apnea:                          punteggio 2
  • Alitamento nasale:       punteggio 2
  • Disidratazione:             punteggio 1
  • Retrazioni toraciche:    punteggio 2
  • Il rischio di escalation delle cure va dallo 0,9% (punteggio totale 0) al 96,3 % (punteggio totale 14)
    Sulla base di queste osservazioni è stato prodotto un punteggio clinico di rischio


    SETTEMBRE 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Soluzione ipertonica salina nella bronchiolite: risultato della Trial sequential analysis (TSA)

    Le metanalisi sull’efficacia della soluzione ipertonicsa salina nella bronchiolite hanno dato risultati molto differenti. Impiegando un nuovo sistema di analisi elaborato per ridurre le potenziali fonti di errore che si incontrano nelle metanalisi, gli autori osservano che il riscontro con la metanalisi di effetti benefici è in realtà prematuro rispetto ai dati disponibili, e che l’affermazione diun beneficio della ipertonica nella bronchiolite rappresenta un errore di tipo I (rifiuto dell’ipotesi nulla quando questa è vera)

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    L’editoriale di accompagnamento ha un titolo significativo: “New Method, Same Answer: We Do Not Know if Hypertonic Saline Helps Bronchiolitis”.

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    SETTEMBRE 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Superare i “Bronchiolitis Blues”:

    Un commento in Pediatrics di settembre invita a tener conto della eterogeneità della bronchiolite, anche in dipendenza dell’agente causale (la bronchiolite da virus respiratorio sinciziale ha una durata di ricoveri maggiore rispetto a quella da virus respiratorio sinciziale, e viene più spesso trattata con steroidi), e allo sviluppo di un numero maggiore di studi che incorporino fattori biologici di differenziazione.

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    SETTEMBRE 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Alti flussi rispetto a bassi flussi nella bronchiolite: alcuni commenti all’articolo pubblicato a marzo in NEJM

    Nel fascicolo del 21 giugno di NEJM sono state pubblicate alcune lettere di commento all’articolo “A Randomized Trial of High-Flow Oxygen Therapy in Infants with Bronchiolitis“ pubblicato nel fascicolo del 22 marzo di NEJM (leggi), che riportava una frequenza significativa minore di intensificazione della terapia nel gruppo trattato con ossigenoterapia ad alti flussi.
    Sara Meskill e Robert Moore (Baylor College of Medicine – Houston) osservano che comunque la terapiastandard è risultata efficace in 566 casi, suggerendo che un numero significativo di lattanti trattati con alti flussi non ne avrebbero avuto necessità, e che il numero dei casi che non hanno beneficiato della terapia ad alti flussi suggerisce l’assenza di vantaggi nel suo inizio precoce.
    Modesto i Alapont (Valencia), Garcia Cuscò (Bristol) e Alberto Medina (Oviedo) hanno creato un albero di analisi decisionale, che indica come l’approccio migliore sia l’inizio della terapia con bassi flussi, passando alla terapia ad altiflussi solo quando la terapia iniziale è fallita
    Fernando Maria de Benedictis (Ospedale Salesi AOU Ancona) e Paola Cogo (Ospedale S. Maria della Misercordia ASUI Udine) invitano a porre attenzione ai criteri di utilizzo dell’ossigenopatia ad alti flussi, perché non ne è sufficientementedimostrata l’efficacia nelle forme lievi-moderate di bronchiolite.
    Gli autori dell’articolo commentano che obiettivo del loro studio era la valutazione della sicurezza dell’uso degli alti flussi al di fuori delle Terapie Intensive, e condividono il parere che la maggior parte dei lattanti con bronchiolite possa essere curato con la terapia standard.

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    SETTEMBRE 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Malattia di Kawasaki: La risposta alla terapia è predetta dalla frequenza cardiaca ?

    Uno studio su 322 casi di malattia di Kawasaki suggerisce che la frequenza cardiaca alla diagnosi rappresenti un fattore predittivo della risposta al trattamento con IgEV e della comparsa di aneurismi coronarici. La frequenza cardiaca, calcolata in base all’ECG, è stata espressa come z-score della frequenza cardiaca (Heart Rate zeta score, HRZ), modificato in base all’età e alla temperatura corporea [HRZ age/temp], e nei 224 casi responsivi era pari a 0.26 (-0.52-1.01), e a -0.10 (-1.29-80) nei 98 non responsivi

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    AGOSTO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Fattori predittivi della resistenza alle IVIG nella malattia di Kawasaki

    Una metanalisi di 28 studi che hanno arruolato 26.260 casi di malattia di Kawasaki, 4442 dei quali resistenti alle immunoglobuline endovena (IVIG) ha mostrato che la VES è significativamente più elevata mentre il numero delle piastrine ed il valore di emoglobina sono significativamente inferiori nei soggetti IVIG-resistenti. Fattori predittivi di resistenza al trattamento con IVIG sono anche le alterazioni della mucosa orale, la linfoadenite laterocervicale, il gonfiore degli arti, l’esantema polimorfo e la somministrazione delle IVIG nei primi 4 giorni dopo l’esordio dei sintomi.

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    AGOSTO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Trauma cranico grave: una correlazione tra pressione arteriosa e mortalità?

    L’ipotensione arteriosa dopo trauma cranico grave si associa ad una maggiore mortalità, ma la soglia di rischio non è stata determinata.
    Una metanalisi di 10.473 casi di trauma cranico grave arruolati nel National Trauma Data Bank (2388 dei quali deceduti) ha mostrato i seguenti rischi relativi di morte in confronto al gruppo di pazienti con pressione arteriosa (P.A.) >75° centile:
    • 25°-74° centile: rischio relativo 1,4
    • 5°-24° centile: rischio relativo 2,3
    • <5° centile:rischio relativo 3,2

    Questi dati indicano che una pressione arteriosa <75° percentile dopo trauma cranico grave si associa ad una maggior rischio di mortalità

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    AGOSTO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Trauma cranico abusivo nei bambini: Consensus Statement della Society for Pediatric Radiology.

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    AGOSTO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Trauma cranico commotivo: L’ipotensione arteriosa è un fattore predittivo di danno

    L’ipotensione successiva a trauma cranico provoca ridotto flusso cerebrale, con lesioni cerebrali secondarie e di conseguenza prognosi peggiore
    Il rischio relativo di decesso rilevato in uno studio retrospettivo pluricentrico statunitense in relazione al percentile della pressione arteriosa secondo la definizione dell’American College of Surgeons in rapporto al rischio nei percentili compresi tra 75° e 94° è risultato essere:
    • <5°: 3,2 (95% intervallo di confidenza 2,9-3,6)

    • 5°-24°: 2,3 (95% intervallo di confidenza 2,0-2,7)

    • 25°-74°: 1,4 ((95% intervallo di confidenza 1,2-1,6)

    *Lo studio ha analizzato i dati del National Trauma Data Bank (NTDB), che raccoglie i dati di più di 700 trauma centers. In totale sono stati arruolati 10.473 casi di trauma cranico in età <18 anni. AGOSTO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Presentazione dell’ictus cerebrale in un Pronto Soccorso Pediatrico di terzo livello

    Uno studio retrospettivo in Costa Rica, che ha valutato 70 casi di ictus cerebrale con dati completi osservati in un periodo di 7 anni (primo studio in un paese non sviluppato) ha osservato come più comuni i seguenti sintomi di presentazione:
    ICTUS EMORRAGICO (HS): 48,5%
    (deficit neurologico acuto di durata >24 ore causato da ischemia cerebrale con infarto parenchimale)
    • GCS 9-13 nel 20,5% e <8 nel 38,2% dei casi

    • Stato di coscienza alterato: 64,7%

    • Necessità di intubazione in PS: 56%

    ICTUS ISCHEMICO ARTERIOSO (AIS): 42,8%

    (deficit neurologico acuto di durata >24 ore con emorragia intracranica non associata ad infarto ischemico)
    • GCS: >14 nel 70% e <8 nel 16,6% dei casi

    • Ipostenia e debolezza muscolare: 63,3%

    • Necessità di intubazione in PS: 3%

    TROMBOSI DEI SENI VENOSI (SVT): 8,5%


    Esclusa dalla valutazione per il piccolo numero di pazienti
    Non è stata osservata nessuna associazione con malattie tropicali (in particolare dengue, leishmaniosi cutanea e leptospirosi, comuni nell’area), e le cause sono risultate simili a quelle dei paesi sviluppati

    AGOSTO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    La determinazione capnografica del valore di CO2 di fine espirazione non sembra essere utile per l’identificazione della disidratazione da gastroenterite in PS

    In presenza di disidratazione si sviluppa un’acidosi metabolica con riduzione del livello di bicarbonato sierico, associata ad un’alcalosi respiratoria compensatoria con riduzione della CO2 nel sangue arterioso che si correla in maniera lineare con il valore di CO2 di fine espirazione (end-tidal carbon dioxide, EtCO2), come era stato dimostrato da uno studio precedente in bambini con gastroenterite (Pediatrics 2006;99:E6). L’applicazione di questa osservazione consentirebbe la quantificazione del grado di disidratazione in Pronto Soccorso con un mezzo non invasivo come la capnografia.
    Uno studio canadese su 116 bambini di età compresa 3 mesi e 10 anni presentatisi in Pronto Soccorso per vomito e/o diarrea non ha però confermato una forte correlazione tra EtCO2 e grado di disidratazione. E’ possibile che il pianto e la conseguente iperventilazione abbiano provocato una riduzione dell’ EtCO2, come suggeriscono i valori registrati, inferiori a quelli osservati nello studio precedente, ed il miglioramento dei valori se si escludono i casi di età inferiore a 12 mesi. Ciononostante sulla base di questi risultati la capnografia per la determinazione dell’EtCO2 non sembra essere una metodica adeguata per determinare il grado di disidratazione nei bambini con gastroenterite a basso rischio che si presentano in PS.

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    AGOSTO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Vomito ciclico: strategie di trattamento

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    LUGLIO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Bronchiolite grave: gli alti flussi sono da preferire alla OxyMask

    Uno studio dell’Università di Kaiseri (Turchia) su 60 lattanti ricoverati in terapia intensiva per bronchiolite ha osservato che la cannula nasale con alti flussi produce un miglioramento più rapido e più efficace rispetto alla maschera a diffusione (OxyMask). Gli studi pubblicati finora non avevano dimostrato l’esistenza di un beneficio nella bronchiolite medio-grave.

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    LUGLIO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Torcicollo in Pronto Soccorso Pediatrico: quali indicatori di necessità di ricovero?

    Uno studio retrospettivo su 392 ragazzi di età inferiore a 18 anni valutati presso il Pronto Soccorso dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste per dolore al collo ha mostrato che:
    • 239 pazienti (61%) hanno ricevuto una diagnosi di torcicollo

    • 76 pazienti (19,4%) hanno ricevuto una diagnosi di infezione

    • 64 pazienti (16,3%) hanno ricevuto una diagnosi di causa traumatica

    • In 14 casi sono state identificate altre cause


    In 28 casi si è reso necessario il ricovero (17 al primo accesso, 8 in un accesso successivo). Quattro variabili si sono rivelate predittive di ricovero: febbre, faringodinia, cefalea ed età (inferiore a 5 anni).
    Il rischio e correlato al numero di variabili presenti: 5,2% con una sola, 32,4% con due, 58,3% con 3. Il valore di queste variabili sembra però correlato soprattutto al loro valore predittivo negativo: in loro assenza la probabilità di ricovero è estremamente bassa.

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    GIUGNO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Il magnesio solfato EV sembra efficace anche in età pediatrica in caso di crisi asmatiche non responsive ad altre terapie

    Il magnesio solfato (MgSO4) per via endovenosa sembra essere efficace in adulti con crisi asmatiche resistenti alla terapia standard, mentre pochi studi ne hanno valutato l’efficacia in forma nebulizzata. I dati in età pediatrica sono però conflittuali anche per la via endovenosa.
    Una metanalisi degli studi disponibili conclude che il magnesio solfato per via endovenosa (da 25 a 100 mg/kg in 20 minuti) è un trattamento efficace anche in età pediatrica, mentre non ha effetti significativi in forma nebulizzata.

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    GENNAIO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    In presenza di febbre la saturazione di ossigeno misurata è più bassa?

    L’aumento della temperatura corporea riduce l’affinità dell’ossigeno per l’emoglobina; di conseguenza è ipotizzabile che in presenza di febbre la SaO2 misurata con il saturimetro possa essere ridotta. Uno studio su 34 bambini ha mostrato che effettivamente la SaO2 rilevata in corso di febbre aumentava di 1.55 ± 1.79% con la riduzione della temperatura corporea (in media 2.03 °C). Pertanto l’aumento della temperatura corporea sembra effettivamente associarsi ad una riduzione dei valori di SaO2 rilevati, anche se con un andamento non prevedibile

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    GENNAIO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Dopo la rianimazione – il sovraccarico di fluidi aumenta il rischio di decesso?

    I soggetti in età pediatrica con patologie critiche in cui siano state necessarie manovre rianimatorie possono accumulare fluidi e sviluppare sovraccarico di liquidi. Numerose evidenze indicano che tale condizione contribuisce ad una maggiore complessità dei trattamenti necessari e si associa ad una prognosi peggiore. Una revisione sistematica della letteratura che analizza 44 studi includenti 7507 casi conferma che, benché la definizione di sovraccarico vari tra gli studi e le condizioni esaminate non siano omogenee, la presenza di un sovraccarico, qualsiasi ne sia la definizione, è comune e si associa ad un’aumentata mortalità intraospedaliera: la probabilità di decesso aumenta del 6% per ogni aumento dell’1% del sovraccarico di fluidi.
    Il sovraccarico di fluidi si associa più comunemente a ventilazione meccanica di durata superiore a 48 ore e a danno renale acuto.

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    GENNAIO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Concussione cerebrale – Il dosaggio dei microRNA salivari consente l’identificazione precoce dei casi con sintomatologia protratta

    Un studio condotto su 52 ragazzi di età compresa tra 7 e 21 anni ha identificato 5 microRNA salivari correlati a sintomi postconcussivi persistenti 4 settimane dopo il trauma, 3 dei quali associati a sintomi specifici .
    I microRNA sono RNA non codificanti costituiti da 20-25 nucleotidi che servono come regolatori post-trascrizionali di vari processi fisiologici, inclusi quelli scatenati da forze meccaniche. Vengono trasportati negli spazi extracellulari protetti in esosomi o microvescicole, e rappresentano un biomarcatore ideale per la loro abbondanza e resistenza alla degradazione enzimatica. Alcuni studi ne avevano osservato l’aumento dopo trauma cranico e la correlazione con la gravità del trauma, ma nessuno focalizzato sull’età pediatrica né sulla correlazione con sintomi post-concussivi protratti.
    Come sottolinea l’editoriale di accompagnamento, se verrà confermata l’efficacia, questo test potrà identificare i pazienti con maggiore indicazione ai trattamenti disponibili e chiarire meglio la fisiopatologia della concussione.

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    GENNAIO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Il rapporto azotemia/creatininemia non è un predittore efficace della gravità della sindrome uremico-emolitica

    Uno studio pubblicato a marzo in European Journal of Pediatrics (Leggi) suggeriva che un rapporto BUN/creatinina sierica ≤40 all’ingresso fosse un predittore sensibile ed altamente specifico di rischio di decorso più grave per la sindrome emolitico-uremica diarrea-associata (D+HUS). Uno studio retrospettivo di validazione includente un numero di casi cinque volte superiore (161) non ha però confermato questa ipotesi: la prognosi peggiore si osservava anche in questo studio nei pazienti con un basso rapporto BUN/creatinina all’ingresso, ma questo dato ha mostrato una capacità limitata di identificare i casi a rischio elevato.

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    GENNAIO 2018
    CASI CLINICI
    Shock da impacco fecale in ragazzo con tetraplegia

    Ragazzo di 15 anni con paralisi cerebrale tetraplegica, in stato di shock attibuito dagli autori a feci compattate per stipsi cronica grave

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    GENNAIO 2018
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Febbre in chi ritorna dai viaggi

    Revisione pratica delle principali cause di febbre da sospettare, anche in relazione all’area di provenienza, processo diagnostico e terapia

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    DICEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Alti flussi nella bronchiolite: necessari protocolli per lo svezzamento?

    Un’analisi con questionario in 18 ospedali finlandesi ha mostrato che l’incidenza di casi trattati è di 3,8/1000 lattanti di età inferiore a 12 mesi, ad indicare un uso attivo, ma non eccessivo. Il 71% degli ospedali forniva istruzioni sull’inizio del trattamento, ma solo il 61% per lo svezzamento; negli ospedali che non fornivano istruzioni per la sospensione della terapia la durata del trattamento è maggiore, e sia il flusso che la FiO2 prima della sospensione erano più elevati. L’adozione di protocolli per lo svezzamento dagli alti flussi potrebbe evitare durate di trattamento eccessivamente prolungate

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    Uno studio analogo in Germania, con questionari inviati a 226 ospedali, ha mostrato che il nel 70% dei casi gli alti flussi erano utilizzati al di fuori delle indicazioni consolidate (alternativa alla CPAP per neonati e lattanti pretermine, bronchiolite) , per polmonite, supporto dopo estubazione e non aderenza alla CPAP. Complicanze gravi, come lo pneumotorace, sono state osservate nel 17,9% degli ospedali che hanno partecipato alla survey, confermando che benché considerati una procedura non invasiva, gli alti flussi possono avere effetti indesiderati.

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    DICEMBRE 2017
    CASI CLINICI
    Arresto cardiaco in corso di bronchiolite in un bambino in trattamento con propranololo

    La Clinica Pediatrica di Padova pubblica il primo caso di arresto cardiaco (con sequele neurologiche) in corso di bronchiolite in una bambina dell’età di 14 mesi in trattamento da un mese e mezzo con propranololo orale per un esteso emangioma nella regione interscapolare. Prima dell’inizio della terapia erano stati eseguiti un ECG ed un ecocardiogramma, risultati normali. L’unico elemento di rilievo nell’anamnesi era una storia di “spasmi affettivi”, che potrebbero aver ipoteticamente provocato fenomeni vasovagali con inibizione cardiaca. Gli autori suggeriscono di considerare l’esecuzione di un Holter-ECG dopo il raggiungimento della dose finale di propranololo, per evidenziare possibili episodi di tachicardia

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    DICEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Lesioni cutanee suggestive di abuso: nuovi dati sulle loro caratteristiche

    Diversi studi hanno identificato le caratteristiche fondamentali delle lesioni cutanee che possono aiutare a distinguere i traumatismi accidentali dagli abusi. Uno studio gallese aggiunge nuovi dati sulle caratteristiche di tali lesioni in rapporto a specifici tipi di traumatismi non intenzionali nelle diverse età del bambino fino a 13 anni. Il messaggio fondamentale è che 3 o più ecchimosi sono infrequenti dopo un trauma accidentale, ed in questo caso ci si aspetta che siano state provocate da caduta dalle scale, traumi sportivi o incidenti automobilistici. La presenza di più di 5 ecchimosi fa sorgere dubbi sulla natura accidentale del trauma. Inoltre, le lesioni cutanee tendono a localizzarsi nella stessa regione corporea, o nello stesso lato.

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    DICEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Asma bronchiale: nessuna differenza tra desametasone per 2 giorni e prednisone/prednisolone per 5

    Uno studio spagnolo non ha osservato differenze nella durata dei sintomi, nelle percentuali di ricovero, nei rientri non programmati in Pronto Soccorso, nel punteggio di qualità della vita e nell’incidenza di vomito tra il trattamento con 2 dosi orali di desametasone in 24 ore (0.6 mg/kg/dose) e quello con prednisone/prednisolone orale per 5 (prima dose 1.5 mg/kg/die, seguito da 1 mg/kg/die in due dosi nei giorni 2-5)

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    DICEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Raccomandazioni Europee per la diagnosi precoce della nefrite lupica in età pediatrica

    Benché rara (prevalenza 1,9–25,7/100.000 bambini, incidenza 0,3–0,9/100.000 bambini/anno), il suo rapido riconoscimento è essenziale per la prevenzione del danno renale. Il progetto SHARE dell’Unione Europea (Single Hub and Access point for paediatric Rheumatology in Europe ), lanciato nel 2012, ha ora prodotto le raccomandazioni europee basate sull’evidenza per la diagnosi ed il trattamento di questa patologia.
    La nefrite lupica va sospettata (e va quindi richiesta una consulenza Nefrologica Pediatrica per una eventuale biopsia) in presenza di proteinuria ≥0.5 g/24 ore dopo aver escluso una proteinuria ortostatica o di rapporto UP:CR ≥50 mg/mmol e/o riduzione della filtrazione glomerulare.

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    Il progetto SHARE ha contemporaneamente pubblicato le raccomandazioni europee per la diagnosi del LES (Leggi l’articolo) e della sindrome antifosfolipidi (Leggi l’articolo) in età pediatrica.

    NOVEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Valutazione del peso con il tappeto di Broselow: una formula di correzione per i ragazzi obesi

    Uno studio statunitense conferma che la valutazione del peso con il tappeto Broselow è più accurata nei soggetti in età pediatrica normopeso (71,8%) rispetto a quelli sovrapeso (41,8%). L’accuratezza scende al 4,7% nel gruppo degli obesi. Questo dato potrebbe essere rilevante, perché un aumento della massa grassa può alterare la distribuzione di alcuni farmaci, soprattutto quelli lipofilici come gli antimicrobici, i chemioterapici, gli anestesici generali e gli oppioidi. L’utilizzo di una formula di correzione ([0,014 x circonferenza addominale in cm + 0,3] x peso stimato dal Broselow) fa aumentare l’accuratezza della misurazione nei soggetti obesi dal 4,7% al 59,4% (e l’accuratezza totale dal 40,5% al 65,2%)

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    NOVEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Spasmi infantili: necessaria una maggiore rapidità della diagnosi

    Già in passato studi retrospettivi avevano dimostrato che il trattamento tardivo degli spasmi affettivi si associa ad un peggior sviluppo neurocognitivo, soprattutto nei casi di spasmi criptogenetici (ovvero senza deficit neurologici o di sviluppo antecedenti).
    Uno studio su 100 genitori (ASSIST, Assess Symptoms and Specialists in Infantile Spasms Treatment) ha confermato che il tempo mediano tra l’esordio dei sintomi e la visita di un neurologo è di 3,5 settimane, e che solo un quarto dei casi viene valutato entro una settimana dall’esordio, tempo che la maggior parte dei neurologi riterrebbe ottimale.
    Ne consegue che una maggiore consapevolezza dei sintomi di esordio da parte dei Pediatri sarebbe necessaria, e che sarebbe opportuna la disponibilità da parte dei Neurologi Pediatri con tempi di attesa per la visita troppo lunghi a valutare anche immagini video per una diagnosi più precoce

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    NOVEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Fosfatasi alcalina per il bypass cardiopolmonare

    La fosfatatasi alcalina (ALP) è un enzima endogeno associato anche con i processi infiammatori, efficace sia in vivo che in vitro nel trattamento nelle patologie infiammatorie e da danno di organo.
    Un articolo pubblicato in Journal of Pediatrics di novembre suggerisce che possa essere efficace anche nel bypass cardio-polmonare, largamente utilizzato per la riparazione di cardiopatie congenite, ma che può provocare infiammazione globale e/o danno di organo. Infatti una attività persistentemente bassa dell’ALP era indipendentemente associata con la presenza di eventi cardiaci maggiori (arresto cardiaco, necessità di supporto circolatorio meccanico, morte). Lo studio ha dimostrato anche che la concentrazione sierica dell’ ALP è strettamente correlata con la sua cinetica. Pertanto il monitoraggio dell’attività dell’ALP potrebbe essere importante per prevedere il decorso clinico, e rappresentare un potenziale bersaglio terapeutico.

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    NOVEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Anestesia con lidocaina nel cateterismo vescicale

    Un’analisi degli studi sull’uso della lidocaina gel per il cateterismo vescicale non ha dimostrato effetti indesiderati, ma gli autori ricordano che esistono numerose segnalazioni di effetti tossici gravi dopo l’applicazione della lidocaina sulle superfici mucose. Tale rischio e la valutazione dei costi fanno preferire per il cateterismo vescicale l’impiego di gel non contenenti anestetici, ed una maggiore attenzione a tutti gli interventi non farmacologici che possono ridurre la sofferenza del bambino durante procedure dolorose o stressanti.

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    NOVEMBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Caffeina per la prevenzione della dispnea della prematurità

    Lo studio CAP del 2006 (Leggi N Engl J Med 2006;354:2112-2121) ed i report successivi hanno dimostrato che la terapia con caffeina iniziata ad un’età media di 3 giorni riduce il rischio di displasia broncopolmonare e non ha effetti indesiderati a lungo termine. Uno studio pubblicato in Journal of Pediatrics di novembre indica che negli ultimi anni la frequenza dell’impiego profilattico della caffeina già dal primo giorno di vita è aumentato dal 22% nel 2000 al 67% nel 2014senza però ridurre i fallimenti della CPAP o la frequenza di complicazioni, quali la displasia broncopolmonare. Sulla base di tali dati sembra preferibile una posizione conservativa, che continui a raccomandare l’uso della caffeina solo per indicazioni consolidate come l’apnea della prematurità e la facilitazione dell’estubaztione, soprattutto nei very preterm infants.

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    OTTOBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Validazione di un nuovo test per differenziare le infezioni virali da quelle batteriche

    Un ampio studio internazionale su 597 campioni di sangue (529 da sospette infezioni acute, 68 senza sospetto di infezione) ha valutato l’affidabilità di un nuovo test diagnostico (ImmunoXpert assay) per distinguere una infezione virale da una batterica in soggetti di età compresa tra 3 mesi e 18 anni.
    Il test dosa due marcatori di infezione virale [tumor necrosis factor-related apoptosis.induced ligand (TRAIL]) interferon g-induced protein-10 (IP-10)] e la PCR.
    I livelli di TRAIL e IP-10 erano significativamente più elevati nei pazienti con infezione virale, quelli della PCR nei pazienti con infezione batterica. Il test ha dato una attribuzione errata in 25 casi, ed è risultato equivoco in 53 casi.
    Il test ha dimostrato una sensibilità superiore rispetto al numero dei leucociti e dei neutrofili, alla PCR e alla procalcitonina, ed una maggiore specificità rispetto al numero dei leucociti, alla PCR e alla procalcitonina. La positive likelyhood ratio è vicina a 20 (un valore elevato indica il grado in cui l’anormalità di un test aumenta la probabilità pretest di malattia), mentre la negative likelyhood ratio è 0,07 (valori 0-1 suggeriscono l’assenza l’assenza di malattia).

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    OTTOBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Rischio di annegamento: aumenta nei bambini con epilessia?

    Uno studio australiano analizza la probabilità che condizioni mediche preesistenti, quali disabilità o epilessia, possa aumentare il rischio di annegamento, esaminando 486 casi in età pediatrica registrati tra il 2002 ed il 2012. L’11.3% di questi (53 casi) aveva una condizione medica preesistente; l’età media di questo gruppo era di 7 anni, contro i 3,7 anni dei restanti 433. L’epilessia si è rivelata un significativo fattore di rischio, con una prevalenza del 4,1% contro lo 0,7-1,7% nella popolazione generale. Disabilità intellettive ed asma si associano invece ad un rischio ridotto, forse per una maggiore sorveglianza da parte degli adulti. Gli autori concludono perciò che questi ultimi possono godere delle attività acquatiche se adeguatamente sorvegliati, se il bambino non ha presentato crisi convulsive negli ultimi 6-12 mesi e se i livelli ematici dei farmaci antiepilettici sono adeguati.
    L’editoriale di accompagnamento, dopo aver sottolineato che l’aumento del rischio di annegamento nei ragazzi con diagnosi di epilessia è osservato anche in studi nello stato di Washington (rischio relativo 13,8), in Gran Bretagna (aumento del rischio di 4 volte) ed in Svezia, esprime perplessità sia sulla diagnosi di epilessia (non del tutto certa) e sull’assenza di chiara definizione di quali forme comprenda, che sulle ultime due condizioni indicate come necessarie e sufficienti per consentire le attività acquatiche, anch’esse fortemente dipendenti dal tipo di epilessia.

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    OTTOBRE 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Shock in età pediatrica: un punteggio ibrido SOFA-PELOD-2 (pSOFA) è più affidabile all’esordio?

    Uno studio retrospettivo su singolo centro della University of Chicago, che ha arruolato 6303 ragazzi di età inferiore a 21 anni ricoverati in PICU (per un totale di 8711 accessi) ha valutato l’affidabilità di una versione pediatrica del punteggio SOFA per quantificare la disfunzione di organo nella sepsi (pSOFA). Questa versione differisce dalle precedenti perché prende in considerazione anche la variabilità dei valori di funzionalità renale in età pediatrica.
    Il punteggio pSOFA utilizzato è stato modificato attraverso:
    – Utilizzo dei punteggi PELOD-2 per determinare la funzione vascolare e renale
    – Espansione del sottopunteggio respiratorio includendo il rapporto SpO2/FiO2 come alternativa al danno polmonare.
    La comparazione del pSOFAcon il PELOD-2, il PELOD-2 aggiornato ed il Pediatric Multiple Organ Dysfunction Score ha dimostrato:
    •   Eccellente valore del punteggio massimo pSOFA per la mortalità in Ospedale (cutoff >8)
    •   Affidabilità dei sottopunteggi cardiovascolari, renali e respiratori per la valutazione del rischio di decesso migliore dei corrispondenti punteggi SOFA
    •   Risultati paragonabili a quelli ottenuti con PELOD e PELOD2 ma superiori a quelli ottenuti con il Pediatric Multiple Organ Dysfunction Score, per la valutazione del rischio di decesso, ma con variazioni in base alla giornata di ricovero:
       ➢   Risultati migliori rispetto agli altri punteggi in prima giornata, e simili a quelli di PRISM III
       ➢   Risultati leggermente migliori nelle giornate 2-4
       ➢   Risultati equivalenti nelle giornate 7-14
    La natura retrospettiva dello studio ne limita il valore, ma è un’indicazione per futuri studi prospettici, anche allo scopo di ottenere una definizione armonizzata di sepsi nelle varie età.

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    OTTOBRE 2017
    SEDAZIONE
    Sedazione procedurale: meno effetti indesiderati con la ketamina

    Uno studio prospettico multicentrico in Canada che ha arruolato 6295 ragazzi di età ≥18 anni sottoposti a sedazione procedurale ha registrato 831 eventi avversi in 736 pazienti, prevalentemente desaturazione (353 casi [5,6%]) e vomito (328 casi [5,2%]). Eventi avversi gravi (SAEs) sono stati osservati in 69 casi [1,1%]: apnea in 55 [0,9%], ipotensione in 7 [0,1%], laringospasmo in 4 [0,1%], bradicardia in 3 [0,1]. Un intervento significativo, rappresentato in tutti i casi da ventilazione a pressione positiva, è avvenuto in 86 casi [1,4%].
    Il maggior numero di SAEs si è osservato con:
    •   Ketamina e propofol (18 casi [2,1%], 21 interventi [2,5%])
    •   Ketamina e fentanyl (7 casi [3,2%], 9 interventi [4,1%])
    •   Propofol (9 casi [3,7%])
    L’incidenza minore si è avuta con la ketamina (17 casi [0,4%], 37 interventi [0,9%]). Da notare che con l’aumento della dose, pur in assenza di aumento dei SAEs, è stata osservata una maggiore frequenza di desaturazioni e vomito, in contrasto con quanto indicato dalle raccomandazioni per l’uso.

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    LUGLIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Appendicite acuta non perforata: quanto tempo si può aspettare prima dell’intervento chirurgico?

    Un’analisi secondaria di uno studio multicentrico statunitense (che aveva come obiettivo primario la validazione di un processo decisionale per la diagnosi di appendicite) ha valutato il rischio di perforazione in caso di ritardo dell’intervento chirurgico. Lo studio, che ha esaminato 955 casi (con l’esclusione di tutti i pazienti operati >24 ore dopo la valutazione in PS), ha mostrato che non c’è nessuna differenza nella incidenza di perforazione in rapporto al tempo intercorso tra la prima valutazione e l’intervento chirurgico, mentre il tempo trascorso tra l’esordio dei sintomi e la prima valutazione è fortemente associato al rischio di perforazione.

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    Analogo risultato in uno studio retrospettivo limitato al Boston Children’s Hospital, che giunge alla conclusione che il ritardo dell’intervento di appendicectomia entro 24 ore dalla prima valutazione non si associa ad aumento del rischio di appendicite complicata o di decorsi sfavorevoli.

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    LUGLIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    “Shaken Baby Syndrome”: dimenticare la Triade “ematoma subdurale, emorragie retiniche, encefalopatia” ?

    La Triade “ematoma subdurale, emorragie retiniche, encefalopatia” è considerata un segno diagnostico della shaken baby syndrome. Una revisione sistematica della letteratura pubblicata in Acta Paediatrica giunge però alla conclusione che:
    •   L’evidenza scientifica a sostegno dell’assunzione che la triade indichi che un lattante sia stato scosso con violenza è insufficiente
    •   L’evidenza scientifica a sostegno dell’assunzione che lo scuotimento violento di un bambino possa provocare la triade è limitata
    Gli autori affermano inoltre che lo stesso termine “Shaken Baby Syndrome” non è giustificato, dal momento che include sia i riscontri medici che il meccanismo della lesione, ed anche la volontarietà dell’evento (limitata evidenza del rapporto tra scuotimento violento e comparsa della triade)

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    L’editoriale di accompagnamento, dopo aver espresso la preoccupazione che l’articolo possa provocare, al di là delle intenzioni degli autori (che nel 2016 avevano pubblicato un articolo che si focalizzava sull’importanza dell’allertamento dei servizi sociali in caso di sospetto di abuso), una riduzione delle denunce ai servizi sociali, dissente da entrambe le conclusioni affermando che:
    •   Gli articoli presi in considerazioni danno una evidenza non limitata del rapporto tra scuotimento e triade
    •   Benché soprattutto gli articoli meno recenti siano di qualità limitata, in presenze della triade (cioè tutti e tre i segni contemporaneamente) la probabilità di uno scuotimento violento volontario è 93 volte più elevata rispetto ad altre cause.
    Ciononostante anche l’editoriale concorda sul fatto che la triade può avere altre cause oltre l’abuso, e che ogni sintomo vada inquadrato in un contesto più generale.

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    L’articolo ha portato a numerose lettere di commento, alcune delle quali evidentemente molto critiche, come si evince dai titoli di alcune delle risposte degli autori

    –   Conflicts of interest issues. Response to Lucas et al. Acta Paediatr 2017; 106       Leggi
    –   The shaken baby syndrome report was not the result of a conspiracy. Response to Dr. Narang et al. Acta Paediatr 2017; 106:      Leggi
    –   Is accepting circular reasoning in shaken baby studies bad science or misconduct? Acta Paediatr. 2017 Jun 13      Leggi

    LUGLIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Barriere al trattamento preospedaliero del dolore: un problema di conoscenze

    Uno studio su questionario proposto nel 2013 a personale non medico nelle contrade di Monroe e Livingston (stato di New York) analizza le nuove barriere al trattamento preospedaliero del dolore. Le principali barriere emerse sono risultate:
    •   Timore di provocare più dolore attraverso l’incannulazione di una vena
    •   Influenza dei genitori
    •   Difficoltà nel valutare il dolore
    •   Timore di reazioni allergiche
    Differenze statisticamente significative nelle risposte in base alla anzianità di servizio sono state osservate per: importanza del trattamento del dolore nel bambino; tranquillità nella gestione del paziente pediatrico; influenza dei superiori; utilità del Broselow per il dosaggio del fentanyl nel bambino

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    L’introduzione di un protocollo per il trattamento del dolore in età pediatrica ha prodotto un immediato miglioramento dei punteggi di efficacia, soprattutto per la valutazione del dolore, persistito per un tempo più lungo rispetto ai protocolli degli adulti (nei quali si è osservato un decline dell’efficacia dopo 13 mesi).

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    LUGLIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Una microematuria transitoria può essere provocata dalla febbre

    L’esistenza di una associazione tra febbre e microematuria transitoria è un concetto comune, ma mai supportato da evidenze pubblicate. In un campione di 660 bambini, 161 dei quali con febbre, è stata riscontrata una microematuria (>5 emazie/campo) in 12 casi. La percentuale di microematuria nei bambini con febbre era del 5,6% (9/161), contro lo 0,6% del gruppo controllo (3/499); in tutti i casi la micromematura era regredita entro 3 settimane.
    Verrebbe così confermata l’associazione tra febbre e microematuria transitoria.

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    LUGLIO 2017
    TRAUMATOLOGIA
    Un punteggio per calcolare il rischio di emorragia dopo trauma cranico

    Dopo trauma cranico minore, il rischio di emorragia può essere calcolato sulla base di un punteggio basato su:
    •   Glasgow coma scale score 3~8:      6 punti
    •   Emorragia intraassiale/contusione cerebrale:      4 punti
    •   Deviazione dalla linea mediana ≥5 mm:      9 punti
    •   Piastrine < 100.000/mmc:      11 punti •   PTT >14      6 punti
    •   PT >1,25 (international normalized ratio)      7 punti
    •   D-dimero ≥5 mg/L      14 punti
    •   glicemia ≧10 mmol/L      11 punti
    che distingue tre gruppi di rischio (basso rischio 0-16 punti; rischio intermedio 17-36 punti; alto rischio 37-68 punti)
    La percentuale dei casi di emorragia è stata determinata su un successivo studio di validazione che ha arruolato 84 pazienti, ed è risultato del 10,1% nel gruppo a basso rischio, del 47,9% nel rischio intermedio e dell’84.2% nell’alto rischio,

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    LUGLIO 2017
    CASI CLINICI
    Sublussazione atlanto-assiale dopo intervento di adenoidectomia

    Bambina di 4 anni presentatasi in PS per dolore al collo; intervento di adenoidectomia 18 giorni prima, con dolore al collo comparso subito dopo (per questo motivo trattata per 10 giorni con amoxicillina per sospetta infeziobne da streptococco). La TC dimostrava sublussazione atlanto assiale con dislocazione anteriore di C1 su C2 >5 mm. Trattata con riallineamento manuale e posizionamento di collare.
    La sublussazione atlanto-assiale è la causa più comune di lesione spinale nel bambino, a causa dell’ipermobilità della colonna cervicale del bambino e del maggiore volume del capo rispetto al resto del corpo in confronto con l’adulto. La presentazione clinica tipica è con torcicollo, dolore al collo e caratteristica postura con la testa ruotata in una direzione e inclinato nell’altra (a “pettirosso maschio”. Il miglior approccio diagnostico è con la TC dinamica. Il trattamento dipende dal tipo di sublussazione; nella fasi iniziali si può ricorrere a trattamenti conservativi, come riposo a letto, fissazione esterna o rilassanti muscolari.
    In base alla classificazione di Field-Hawkins possono essere distinte:
    –   Tipo I: Rotazione di C1 e C2 senza dislocazione vertebrale
    –   Tipo II: Dislocazione anteriore di 3-5 mm di C1 su C2
    –   Tipo III: Dislocazione anteriore >5 mm di C1 su C2
    –   Tipo IV: Dislocazione posteriore di C1 su C2

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    La sublussazione atlanto-assiale non traumatica, che in genere si presenta con torcicollo successivo ad intervento otorinolaringoiatrico (naso, orecchie e cavo orale), ma anche ad infiammazione naso-faringea, è denominata anche sindrome di Grisel.

    LUGLIO 2017
    CASI CLINICI
    Nefrite batterica focale acuta associata a manifestazioni del sistema nervoso centrale

    Descrizione di due casi con nefrite batterica focale acuta (AFBN):
    1.      Bambina di 3 anni ricoverata per febbre e crisi convulsiva generalizzata; TC cranio modesto edema cerebrale, β2-microglobulina elevata, TC addome multipli difetti a forma di cuneo nel rene destro, reperto suggestivo di AFBN. Diagnosi finale encefalopatia posteriore acuta reversibile (PRES) associata a AFBN
    2.      Bambina di 5 anni con febbre, vomito e dolore addominale destro (test rapido per influenza positivo, negativo ad un successivo controllo). In seconda giornata alterazioni del comportamento e obnubilamento della coscienza (GCS 13). TC cranio modesto edema cerebrale, β2-microglobulina elevata, TC addome rene destro di volume aumentato con difetto di captazione a forma di cuneo. Diagnosi finale lesione reversibile dello splenio (MERS) associata a AFBN
    •      La PRES (Posterior reversible encephalopathy syndrome) è una sindrome clinica e radiologica caratterizzata da cefalea, stato confusionale, crisi convulsive e disturbi visivi associati a alterazioni cerebrali prevalentemente posteriori reversibili; descritte anche forme atipiche con manifestazioni di coinvolgimento di tronco, cervelletto, gangli basali, lobi fontali e parietali.
    •      La AFBN (acute focal bacterial nephritis) è una infezione batterica localizzata del rene, che si presenta come massa senza chiara formazione di ascesso. In genere assenti batteriuria e leucocituria, talvolta presenti sintomi neurologici (irritazione meningea, alterazioni della coscienza, crisi convulsive). Spesso elevati i libelli di β2-microglobulina e NAG (N-acetil-β-D-glucosaminidasi)
    •      La MERS (mild encephalitis/encephalopathy with a reversible splenial lesion) è caratterizzata da una tipica lesione ovale transitoria dello splenio del corpo calloso ad elevata intensità di segnale con RMN pesata in diffusione. Talvolta è associata a lesioni simmetriche della materia bianca, decorso clinico non grave e prognosi buona. Proposta la distinzione in due varianti: tipo 1 (lesione isolata allo splenio del corpo calloso); tipo 2 lesioni estese della materia bianca e/o del corpo calloso.

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    LUGLIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Dosaggio arterioso o venoso dei lattati nella sepsi ?

    Uno studio retrospettivo che ha coinvolto 60 PICU in Gran Bretagna ha mostrato che il dosaggio venoso dei lattati corrisponde a quello arterioso fino a 2 mmol/L. A livelli più elevati è necessario dosare anche i lattati arteriosi.

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    LUGLIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Comparazione dei punteggi PELOD e PELOD-2 in una Terapia Intensiva Pediatrica in un paese in via di sviluppo

    Nel 1999 era stato sviluppato il punteggio PELOD (Pediatric logistic organ dysfunction), validato nel 2003, con l’obiettivo di descrivere la gravità della disfunzione di organo nei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva pediatrica.
    Il successivo punteggio PELOD-2 fu sviluppato nel 2013 in Francia e in Belgio, ed è validato per queste popolazioni nelle quali si è dimostrato riproducibile e di più facile esecuzione
    Uno studio egiziano mostra che il punteggio PELOD-2, più facilmente eseguibile rispetto al precedente punteggio PELOD, ha una eccellente capacità discriminatoria ed è facilmente eseguibile, con una calibrazione migliore rispetto al PELOD (almeno nella popolazione egiziana).

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    L’analisi secondaria del database utilizzato per lo sviluppo e la validazione del punteggio PELOD-2 per i pazienti ricoverati per sospetta infezione ne ha dimostrato l’elevata capacità predittiva di mortalità già in prima giornata di ricovero

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    LUGLIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Comparazione di 4 strumenti di accesso intraosseo nella simulazione di rianimazione

    La comparazione di 4 strumenti di accesso intraosseo nella rianimazione simulata (NIO, BIG, EZ-IO, and Jamshidi) ha dimostrato una superiorità del NIO in termini di numero di successi al primo tentativo, tempo di inserzione e facilità di utilizzo anche da parte di personale non esperto.

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    LUGLIO 2017
    URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Strategie di gestione della salute mentale in età pediatrica nei dipartimenti di emergenza

    Più del 50% dei soggetti in età pediatrica che si presenta in Pronto Soccorso per problemi mentali non ha una storia di precedenti contatti con le strutture di salute mentale.
    Uno studio canadese che ha incluso tutti i giovani dell’Ontario di età compresa tra 14 e 24 anni ha identificato 118.851 casi di prima visita in PS per un problema mentale tra il 2010 ed il 2014; il 53,5% dei giovani non aveva ricevuto precedenti cure nei servizi di salute mentale, soprattuttonelle fasce economicamente più basse. Nella maggior parte dei casi le visite erano dovute a problemi di disordini correlati all’abuso di sostanze (26,6%), disturbi di ansia (20,4%) e affettivi/dell’umore (18,2%), disturbi da stress acuto (14,4%).
    Ciò implica che per questi casi i medici del PS dovrebbero assicurarsi dell’organizzazione di un adeguato follow up, senza delegarlo alle cure primarie. Sarebbe però importante l’implementazione di strategie da parte dei servizi mentali per prevenire queste visite in PS

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    LUGLIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Valutazione dello sforzo respiratorio del lattante con diverse modalità di supporto respiratorio

    Studio prospettico in singolo centro su 42 lattanti di età inferiore a 6 mesi (età media 2 mesi) dopo estubazione. Non è stata osservata nessuna differenza nella PRP (pressure-rate product ) in base al sistema di ventilazione non-invasivo utilizzato dopo l’estubazione [alti flussi (HFNC), ventilazione meccanica intermittente nasale (NIMV), pressione positiva continua vie aeree nasale (nCPAP).

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    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Modalità della rilevazione del dolore: tempo di cambiare?

    Un provocatorio commento su JAMA Pediatrics, richiamando il suggerimento rilasciato a ottobre dall’American Medical Association (AMA) House of Delegates di abbandonare il concetto di “dolore come quinto segno vitale” nella pratica clinica, propone di sostituire la classificazione del dolore sulla base di un semplice punteggio con un approccio più olistico, incentrato sul paziente, che includa nella valutazione la qualità del dolore e la limitazione dell’attività causata dal dolore.
    I tre autori, che avevano contribuito allo sviluppo della scala FLACC, ricordano che già in precedenza avevano raccomandato di interpretare con cautela i punteggi di rilevazione del dolore, e che nel 2012 un Joint Commission Sentinel Event Alert aveva esplicitamente affermato che la decisione di somministrare oppioidi non può essere basata sul semplice punteggio.
    Di fatto le prescrizioni di oppioidi negli Stati Uniti sono raddoppiate, e quadruplicate in età adolescenziale, un incremento che evidentemente gli autori ritengono non correlato ad un ben indirizzato controllo del dolore, tanto da ricordare in conclusione che “il dolore è un fenomeno complesso che necessita di un approccio complesso (…). E’ forse giunto il momento di sostituire i punteggi del dolore con altre strategie di valutazione più sicure ?”

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    MAGGIO 2017
    ECOGRAFIA DI URGENZA
    Verso una pediatria di emergenza personalizzata: utilità dell’ecografia

    L’esame ecografico consente di tarare gli interventi di urgenza più opportuni per il singolo paziente, superando i protocolli. L’articolo si sofferma sui seguenti punti:
    1) Vie aeree: Intubazione personalizzata
    2) Edema polmonare: idratazione personalizzata
    3) Shock: valutazione emodinamica personalizzata
    4) Ipertensione endocranica: valutazione personalizzata attraverso diametro nervo ottico

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    MAGGIO 2017
    SEDAZIONE
    Validazione della scala dello stato di sedazione pediatrica

    La scala dello stato di sedazione pediatrica (PSSS, Pediatric Sedation State Scale) è stata prodotta da un gruppo di esperti provenienti da diversi Ospedali statunitensi. Identifica sei stati di sedazione, ciascuno dei quali identificato da un valore numerico crescente con l’aumento dello stato di attività:
       0   Sedazione associata a parametri fisiologici alterati che richiedono un intervento di urgenza
       1   Sedazione profonda con segni vitali normali, ma necessità di interventi e/o assistenza sulle vie aeree
       2   Tranquillo (sveglio o in sonno), immobile durante le procedure, non segni di dolore.
       3   Espressione faciale di dolore o ansietà, ma non movimenti che impediscano il completamento delle procedure
       4   Movimenti durante le procedure che richiedono una immobilizzazione non coercitiva
       5   Movimenti che impediscono la continuazione delle procedure e richiedono una immobilizzazione forzata.
    La scala è stata sviluppata ed elaborata con l’obiettivo di produrre uno strumento di facile utilizzo che consentisse di valutare quanto frequentemente venga raggiunto uno stato di sedazione ideale, e nel comparare tecniche alternative di sedazione.

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    MAGGIO 2017
    NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Accessi in PS per allucinazioni: analisi eziologica

    Studio in singolo centro che ha mostrato:
       • Stagionalità degli accessi (picchi in primavera e autunno)
       • Prevalenza delle allucinazioni visive (90%), acute (77%) e complesse (63%)
       • Associazione delle allucinazioni visive con altri tipi di allucinazioni: uditive (25%), somatosensoriali (10%)
       • Il 22% dei casi aveva una storia psichiatrica e quasi tutti avevano avuto altri fenomeni allucinatori
       • Associazione con altri sintomi nel 69% dei casi: agitazione (41%), cefalea (28%), ipertermia (21%) e sintomi negativi dello spettro schizofrenico (15%)
       • Terapie in corso nel 29% dei casi, con 34 farmaci (il 49% dei quali con noti effetti collaterali allucinogeni)
       • Analisi tossicologica positiva in 5/19 casi (26%)
       • Ricovero nel 53% di casi; in 51 follow up neurologico o neuropsichiatrico
       • Diagnosi finale:
          o Cause non psichiatriche 29 (43%)
          o Cause neurologiche 10 (14%)
          o Cause infettive 10 (14%)
          o Intossicazioni 5 (7%)
          o Effetti collaterali di farmaci 4 (6)

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    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    ASA nella malattia di Kawasaki: quale dose?

    Uno studio retrospettivo coreano indica che non c’è differenza significativa nell’efficacia di ASA a dosi medio-alte (>30 mg/kg ) o a basse dosi (3-5 mg/kg/die). Per la verità lo studio indica un maggior numero di alterazioni coronariche nei casi trattati con dosi medio-alte, il che le renderebbe addirittura controindicate. Trattandosi di uno studio retrospettiva non è però possibile sapere se la scelta della dose fosse legata a criteri di gravità.

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    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    TC a basse dosi in caso di sospetto malfunzionamento di derivazione ventricolare

    Studi precedenti suggeriscono che solo il 15-25% dei bambini valutati in PS per sospetto malfunzionamento della derivazione vanno incontro a revisione chirurgica, ma che a causa delle ripetute valutazioni l’esposizione radiante nel corso della vita è significativa.
    Un gruppo multidisciplinare comprendente sia medici che infermieri del Children’s Hospital di Philadelphia ha collaborato per 6 mesi allo sviluppo di un percorso Web con l’obiettivo di standardizzare la valutazione ed il trattamento dei pazienti in età pediatrica con sospetto malfunzionamento della derivazione. L’introduzione del percorso clinico ha rapidamente prodotto sia una riduzione della dose radiante (precedenti analisi hanno indicato che anche una riduzione della dose del 90% consente di identificare con accuratezza una emorragia) che il numero degli esami TC senza compromettere il percorso di cura.

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    MAGGIO 2017
    TRAUMATOLOGIA
    Concussione cerebrale. Cosa pensano i pediatri ?

    Due studi su Journal of Pediatrics ed un commento di accompagnamento analizzano le risposte di 120 pediatri intervistati nell’area metropolitana di Atlanta dopo un intervento educazionale e di 227 pediatri sottoposti ad un questionario.
    L’adozione di un programma educativo basato sull’evidenza produce una modifica positiva del comportamento dei pediatri, come indicato dalle risposte di 120 pediatri che vi avevano partecipato 18 mesi dopo il completamento di un corso nell’area metropolitana di Atlanta, che indicano un significativo miglioramento nella conoscenza della concussione, l’utilizzo delle linee guida e il livello di sicurezza nel trattamento. Dopo il corso i partecipanti erano meno inclini a richiedere una TC, ma non un invio al Dipartimento di Emergenza.
    I 227 pediatri sottoposti al questionario hanno mostrato opinioni discordi, con marcate differenze tra cognizioni espresse e pratica clinica, che i commentatori definiscono “preoccupante”, invitando ad una maggiore estensione del lavoro di gruppo per uniformare e migliorare l’approccio alla concussione..

    Leggi l’articolo parte 1
    Leggi l’articolo parte 2
    Leggi l’articolo parte 3

    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Un modello per predire la necessità di ricovero all’arrivo in PS: un metodo per ridurre i tempi di attesa per osservazione

    Uno studio pubblicato su Pediatrics indica che un modello a 11 categorie di rischio, basato su informazioni facilmente disponibili, ha una capacità predittiva di necessità di ricovero con un elevato livello di accuratezza (AUC=0,91) già dopo 30 minuti dall’accesso in PS. Questa elevata capacità predittiva può accelerare i processi legati al ricovero, riducendo il tempo di osservazione in PS, una importante causa di sovraffollamento (la riduzione media è stata stimata dagli autori essere pari a 30 minuti per ricovero).

    MAGGIO 2017
    TRAUMATOLOGIA
    Fratture facciali: la TC è efficace quanto la TC faciale dimensionale 3D,
    con minor rischio radiante.

    Studio su 400 pazienti in età pediatrica. Le decisioni terapeutiche non cambiano in base al tipo di esame scelto.

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    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Rientri ospedalieri dopo emorragia gastrointestinale in età pediatrica

    Uno studio retrospettivo su 9902 pazienti di età compresa tra 1 e 21 anni ricoverati in 49 ospedali statunitensi tra il 2007 ed il 2015 ha mostrato una percentuale del 16,1% di rientri in PS entro il mese successivo, con 932 ricoveri (9%), il 68,7% dei quali entro 14 giorni dalla dimissione. Le riammissioni erano il più spesso correlate ad ipertensione portale o ad emorragie da varici esofagee, oltre che a comorbidità multiple.

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    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Pulsiossimetria domiciliare notturna dopo adeinodectomia per apnea ostruttiva del sonno

    L’analisi retrospettiva delle pulsiossimetrie eseguite domiciliarmente per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno in 380 bambini di età media 4,1 anni ha mostrato parametri significativamente più elevati nei bambini sottoposti ad adenoido-tonsillectomia rispetto a quelli non trattati chirurgicamente. I bambini con OSA successivamente sottoposti ad adenoidotonsillectomia avevano valori significativamente più elevati rispetto a quelli senza indicazione chirurgica. I bambini con MOS anormale avevano una probabilità circa venti volte maggiore di essere sottoposti ad adenoidotonsillectomia.
    In conclusione, una pulsimetria anormale ha un elevato potere predittivo per indicazione all’adenoidotonsillectomia. Pertanto gli autori suggeriscono di utilizzare la pulsiossimetria domiciliare come metodo predittivo di necessità di adenoidotonsillectomia, soprattutto in contesti nei quali la polisonnografia non è facilmente disponibile.

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    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    I sintomi respiratori sono un fattore di rischio indipendente di ricorrenza di ALTE

    Analisi secondaria retrospettiva dei dati di un singolo centro in Giappone dal 2002 al 2012, che ha incluso 112 casi di ALTE, 18 dei quali con ricorrenza degli episodi (16%). In questo gruppo erano più frequenti i sintomi di infezione respiratoria (44 vs. 14% p = 0.0055) ed il pallore cutaneo (100 vs. 76%, p = 0.0216). L’analisi multivariata dimostra che I sintomi di infezione respiratoria costituivano il principale fattore di rischio di ricorrenza degli episodi di ALTE
    Conclusioni꞉ I pazienti con ALTE che presentano sintomi respiratori dovrebbero essere ricoverati per osservazione di eventuali ricorrenze.

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    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Valore predittivo del pannello metabolico in Pronto Soccorso pediatrico

    Il pannello metabolico (CMP, Comprehensive Metabolic Panel) costituito dal pannello metabolico di base e da test di funzionalità epatica* viene frequentemente utilizzato in PS per l’inquadramento del paziente e per indirizzare le decisioni terapeutiche immediate, come ad esempio l’idratazione. Uno studio retrospettivo su 207 pazienti di età <18 anni ha analizzato le variabili predittive per alterazioni dei test di funzionalità epatica, confermando che in assenza storia epatopatie o cardiopatie, ittero epatomegalia lo screening è poco utile, e il non eseguirlo consentirebbe un significativo risparmio economico (stimato 7125 $ all'anno PS con 22.000 accessi all'anno)

    * Na, K, Cl, Ca, azotemia, creatininemia, glucosio, bicarbonato, proteine totali, albumina, transaminasi, bilirubina totale, fosfatasi alcalina

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    MAGGIO 2017
    ORTOPEDIA D’URGENZA
    Gesso lungo con banda pelvica: nuovo approccio alla frattura spirale del femore

    L’utilizzo di un gesso lungo con banda pelvica sembra da preferire nei bambini di età 8 mesi-4 anni con fratture spirali del femore, perché facilita l’uso della toilette e l’accesso a torace, addome e perineo per scopi igienici, il carico sulla gamba integra e la possibilità di modifica della flessione dell’anca in qualsiasi punto dopo il posizionamento.

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    MAGGIO 2017
    INTOSSICAZIONI
    Intossicazione da cannabinoidi da olio di canapa a dosi terapeutiche

    Lattante di 7 mesi portato in PS per iporeattività nelle ultime 24 ore, in terapia con olio di semi di canapa come immunostimolante (un cucchiaino ogni 12 ore). Il quadro si è risolto dopo idratazione EV, e nelle urine è stato rilevato il principale metabolita del Δ9-tetraidrocannabinolo. Primo caso descritto in letteratura, italiano.

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    MAGGIO 2017
    ECOGRAFIA D’URGENZA
    Utilità della guida ecografica per l’accesso venoso centrale in età pediatrica

    Review CME (Continuing Medical Education) sull’utilizzo dell’ecografia per il posizionamento di un catetere venoso centrale in età pediatrica.

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    MAGGIO 2017
    ECOGRAFIA D’URGENZA
    Utilità dell’ecografia per l’identificazione di un corpo estraneo nello stomaco

    Descrizione di un caso clinico e revisione della letteratura.
    Benché l’ecografia non possa essere considerata l’esame standard per l’identificazione di un corpo estraneo ingerito, può essere utilizzata per seguirne la progressione nell’intestino. Peraltro anche l’esame radiografico ha alcune limitazioni (ad esempio ingestione di corpi estranei non radio-opachi, che sono invece visibili ecograficamente, oppure difficoltà di identificarne l’esatta posizione a causa della sovrapposizione di stomaco ed intestino), oltre alla esposizione radiante.
    L’interferenza dei gas nell’apparato digerente possono essere ridotti ponendo il paziente in posizione seduta con il tronco inclinato in avanti.

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    MAGGIO 2017
    ECOGRAFIA D’URGENZA
    Utilità dell’ecografia per l’identificazione delle ernie traumatiche della parete addominale

    Descrizione di un caso in bambino di 3 anni con trauma addominale e massa palpabile, con esame FAST negativo per versamento intraperitoneale, nel quale l’esame ecografico ha mostrato la presenza di un difetto della parete addominale con protrusione intestinale, confermata dalla TC.

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    MAGGIO 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Pneumomediastino spontaneo in età pediatrica

    Revisione della letteratura, che ricorda come l’incidenza sia maggiore alla nascita, dai 6 mesi ai 4 anni e nell’adolescenza (15-18 anni), concludendo che il ricovero può non essere necessario in assenza di difficoltà respiratoria (ma tenendo conto delle cause), e che il follow up può essere clinico, senza necessità di controlli radiografici.

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    APRILE 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Malattia di Kawasaki: linee guida 2017 dell’American Heart Association

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    PEDIATRIA D’URGENZA
    Trattamento in acuto della malattia di Kawasaki – una review

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    APRILE 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Trattamento conservativo nell’appendicite acuta non complicata: rivalutazione della sicurezza

    Uno studio prospettico su 197 bambini con diagnosi di appendicite acuta trattati con antibiotici EV per 3-5 giorni e seguiti per 18 mesi ha confermato una percentuale di successo del trattamento conservativo dell’87%, con una durata della degenza inferiore a quella dei pazienti che avevano richiesto intervento chirurgico.

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    APRILE 2017
    CASO CLINICO
    Eruzioni bollose nella porpora di Schönlein-Henoch: revisione sistematica della letteratura

    Revisione sistematica della letteratura, che ha identificato 41 casi singoli documentati e altri 10 in 7 casistiche che avevano arruolato 660 casi di porpora di Schonlein-Henoch (1.5%). L’eruzione vescicolare può comparire contemporaneamente alla porpora o entro due settimane, ed ha una distribuzione molto simile. Nell’80% dei casi l’eruzione è regredita spontaneamente entro 4 settimane, indipendentemente dall’uso di steroidi, e non ha nessun significato prognostico.

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    APRILE 2017
    PEDIATRIA D’URGENZA
    Utilità delle caratteristiche cliniche e dei markers infiammatori nella polmonite in età pediatrica

    Studio prospettico osservazionale, che ha arruolato 394 casi di sospetta polmonite, 265 dei quali con Rx suggestive; in 34 di questi era presente evidenza di infezione batterica. L’86.5% dei casi aveva ricevuto vaccinazione anti-pneumococcica.
    Nei casi con sospetta polmonite, in analisi multivariata la positività della radiografia era significativamente associata a PCR in aumento, età più elevata e SpO2 ≤92%
    L’associazione di PCR >80 mg/L e leucocitosi ha mostrato una specificità >85%, ma una sensibilità <46%, sia per la polmonite diagnosticata radiologicamente che per quella ad eziologia batterica dimostrata. In conclusione In conclusione PCR, leucocitosi e ipossia possono essere utili nel prevedere la positività della radiografia o l'eziologia batterica, ma in considerazione della bassa sensibilità l'utilità clinica è limitata.

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    APRILE 2017
    CARDIOLOGIA
    Disordini di movimento associate ad ingestione di corpo estraneo

    Nella cardiopatia ipertrofica un moderato esercizio fisico riduce il consumo di picco di ossigeno. In uno studio su 136 adulti con cardiopatia elettronica un moderato esercizio fisico (temuto per il rischio di addestramento di aritmie) si è associato ad un modesto ma significativo miglioramento della capacità di esercizio, espresso come picco di consumo di ossigeno dopo 16 settimane.

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    MARZO 2017
    CASO CLINICO
    Disordini di movimento associate ad ingestione di corpo estraneo

    Lattante di 10 mesi con letargia e disturbi del movimento caratterizzati da estensione della testa con inarcamento del tronco. Un Rx addome eseguito nel sospetto di invaginazione intestinale, ha mostrato la presenza di un corpo estraneo radio-opaco del diametro di 15 mm alla giunzione ileo-cecale, che potrebbe aver provocato dolori addominali intermittenti da ostruzione intestinale transitoria.

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    MARZO 2017
    NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Rientri in PS di bambini ed adolescenti per problemi mentali

    Fino al 45% degli accessi in PS per problemi mentali sono visite di rientro. Una revisione sistematica della letteratura indica che i predittori principali sono rappresentati da stato socioeconomico, coinvolgimento dei servizi di protezione, e utilizzo precedente o attuale dei servizi di salute mentale. Limitando la finestra ai rientri entro 6 mesi i predittori principali sono precedenti ricoveri per problemi psichiatrici e attuale ricorso ai servizi di salute mentale. In conclusione si tratta di un fenomeno complesso che richiede studi ulteriori.

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    MARZO 2017
    TRAUMATOLOGIA

    Breve strumento di screening (in inglese e spagnolo) per i sintomi di stress acuto post-traumatico in età pediatrica.
    Sono stati valutati quattro gruppi di bambini con trauma recente utilizzando una forma abbreviata della Acute Stress Checklist for Children in inglese (ASC-Kids) e spagnolo (Cuestionario de Estrés Agudo-Niños [CEA-N]), rilevando una buona sensibilità e specificità del questionario abbreviato.
    J Trauma Stress. 2016 Dec;29(6):483-490

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    MARZO 2017
    NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Caratteristiche dei bambini che si presentano in PS con crisi mentali

    Gli accesi in PS per crisi mentali stanno aumentando, anche negli Stati Uniti. Uno studio nei PS di Detroit che ha arruolato 225 bambini (età 5-18 anni) presentatisi per crisi mentale in un periodo di 27 mesi (120 femmine e 105 maschi), ha rilevato il 32% di casi con sintomi di depressione grave, la metà dei quali (52%) a rischio di suicidio, nella maggior parte dei casi di sesso femminile.
    Rischio di suicidio, scarsa capacità di giudizio, sintomi di psicosi, e rischio di danni a terzi erano i più frequenti predittori di successivo ricovero.

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    MARZO 2017
    NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Utilizzazione dl PS da parte dei bambini con disordini dello spettro autistico

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    MARZO 2017
    TOSSICOLOGIA
    Anche i farmaci omeopatici possono essere tossici.
    Attenzione alla belladonna!

    Dopo un caso di crisi convulsive protratte (circa 25 minuti) in una lattante che aveva assunto un prodotto omeopatico per i denti contenente belladonna, la FDA ha identificato più di 400 casi di eventi avversi negli ultimi 6 anni (convulsioni, tremori, febbre, difficoltà di respiro, letargia, sonnolenza, stipsi, vomito, agitazione, irritabilità) in lattanti e bambini che avevano assunto prodotti omeopatici per i denti contenenti belladonna, con 10 decessi. A settembre 2016 la FDA ha pubblicato un avvertimento diretto ai consumatori sul rischio per i bambini dei prodotti omeopatici per i denti, basato sulla imprevedibilità della quantità di belladonna presente, ed a gennaio 2017 ha comunicato che la analisi eseguite avevano trovato in alcuni prodotti livelli elevati di belladonna, superiori a quanto riportato dalle etichette. E’ in corso un’indagine per determinare l’effettiva correlazione tra la belladonna e gli eventi avversi.

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    MARZO 2017
    PEDIATRIA DI URGENZA
    Sindrome emolitico-uremica diarrea-associata: un semplice parametro per identificare i casi a rischio ?

    L’identificazione precoce dei casi di sindrome emolitico-uremica diarrea-associata (D+HUS) destinati ad un decorso più grave potrebbe consentire un intervento più tempestivo ed un monitoraggio adeguato. Uno studio retrospettivo su 34 bambini con D+HUS, 11 dei quali con decorso complicato/sfavorevole, ha identificato un rapporto BUN/creatinina sierica ≤40 all’ingresso come un predittore sensibile ed altamente specifico, che può identificare in maniera accurata i bambini con D+HUS a rischio di decorso complicato/sfavorevole.

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    MARZO 2017
    PEDIATRIA DI URGENZA
    Efficacia del trattamento non chirurgico dell’appendicite acuta: una metanalisi

    Una metanalisi di 10 articoli includente 766 casi di appendicite in età pediatrica (413 dei qualii trattati con varie associazioni di antibiotici in sostituzione della Chirurgia, Non Operative Treatment, NOT), indica che l’approccio NOT è sicuro, con una efficacia nel 97% dei casi ed una percentuale di ricorrenza del 14%, che porta l’efficacia all’82%. Il rischio di complicanze è risultato uguale nei due gruppi, così come la durata del ricovero.
    I principali punti critici della metanalisi (riportati dall’articolo) sono:
    • Un solo studio con randomizzazione per il trattamento
    • Criteri per l’inclusione nel gruppo con trattamento medico o chirurgico variabile.
    • Tipo di terapia antibiotica variabile tra gli studi
    • Criteri di diagnosi di appendicite acuta
    • Variabilità della durata del follow up

    MARZO 2017
    PEDIATRIA DI URGENZA
    Invaginazione intestinale

    Incidenza in diminuzione ?
    La WHO nel raccomandare l’introduzione della vaccinazione antirotavirus ha raccomandato anche il monitoraggio dell’incidenza di invaginazione intestinale prima e dopo l’introduzione della vaccinazione (Leggi).
    Uno studio osservazionale nella Francia orientale su tutti i bambini di età <1 anno ricoverati dal 2008 al 2012 ha identificato una riduzione dell’incidenza dei casi per 100.000 nati vivi da 44 (1° anno) e 30,9 (2° a 21,7 (3°anno) 22,1 (4°anno)

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    Ma non in Italia…
    Una analisi dei ricoveri in Italia per invaginazione tra il 2009 ed il 2014 in bambini di età compresa tra 0 e 59 mesi ha identificato una incidenza di 20,2 casi per 100.000 nati (0-11 mesi: 36/100.000; >12 mesi: 16 /100,000), con un aumento del 18% tra il 2009 ed il 2014. Questi dati indicano che l’incidenza del’invaginazione sta aumentando in Italia

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    E dopo la riduzione dell’invaginazione? Una linea guida pratica

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    MARZO 2017
    TOSSICOLOGIA
    Intossicazione da oppioidi: maggior rischio in caso di prescrizione alla madre.

    Uno studio in Ontario dal 2002 al 2015 ha identificato 103 casi di età < 10 anni arrivati in ospedale per overdose di oppioidi (codeina 53,%, ossicodone 32,0%, metadone 15,5%), con .39 ricoveri (37,9%). L'età media era di 2 anni, e 9 avevano un'età <12 mesi (8,7%). Nell'87,4% dei casi la madre aveva ricevuto una prescrizione di oppioidi (contro il 73,1% controlli), con un OR 2,41, significativamente maggiore in caso alla FANS

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    MARZO 2017
    LINEE GUIDA
    Anafilassi

    Adrenalina per il trattamento di Emergenza dell’anafilassi – AAP
    Guida dell’American Academy of Pediatrics (AAP)
    Discusso soprattutto l’impiego (ed il dosaggio) degli autoiniettori
    Pediatrics. 2017 Mar;139(3)

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    Guida per il completamento di un piano di emergenza scritto per l’allergia e l’anafilassi
    Guida dell’American Academy of Pediatrics (AAP)
    Un programma scritto serve da guida per il paziente, i genitori ed i caregivers
    Pediatrics. 2017 Mar;139(3).

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    MARZO 2017
    TRAUMATOLOGIA- NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Incidenza di disturbi mentali dopo trauma cranico lieve

    I disturbi mentali osservati dopo un trauma cranico lieve o una concussione sono spesso attribuiti al trauma. Uno studio retrospettivo su 31.272 ragazzi di età <21 anni in 14 stati USA (il 27,4% dei quali con precedente diagnosi di disturbo mentale ha mostrato che: • Dopo il trauma ricorso ai Servizi Mentali aumenta per i soggetti senza mentale, mentre resta invariato questi ultimi (98% delle prese carico assenza trauma) • I rappresentano l'85% casi presi dopo trauma, pur essendo un quarto del totale, e perciò la grande maggioranza casi. Il alle strutture sanitarie nei disturbi mentali è però influenzato dall'età, dalla razza soprattutto copertura Medicaid

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    MARZO 2017
    LINEE GUIDA
    Cura dell’adolescente dopo un assalto sessuale – AAP

    Guida dell’American Academy of Pediarics (AAP)

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    MARZO 2017
    LINEE GUIDA
    Un registro statunitense per la morte improvvisa del giovane

    Presentazione del Sudden death in the young (SDY) Case Registry, rete lanciata nel 2015 dalla collaborazione tra NHLBI (National Heart, Lung and Blood Institute) e CDC (Centers for Disease Control)

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    FEBBRAIO 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Trattamento della tachicardia sopraventricolare refrattaria ed instabile in età pediatrica

    Studio retrospettivo su pazienti di età 0-18 anni senza cardiopatie congenite. Identificati 179 episodi di SVT, in 72 dei quali (56%) è risultata efficace la prima dose di adenosina; una seconda dose è stata efficace in 27 dei 54 rimanenti (50%). I restanti 27 episodi (15% del totale), classificati come SVT refrattaria, sono stati trattati con adenosina e antiaritmici; in un sottogruppo di pazienti il trattamento medico prima della cardioversione può avere un ruolo. La cardioversione sincronizzata è stata eseguita in 3 casi (2 con SVT instabile, 1 con SVT refrattaria). Ben 16 dei 17 episodi in lattanti sono risultati refrattari

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    FEBBRAIO 2017
    SEDAZIONE
    Effetto sedativo della somministrazione intranasale della dexmedetomidina nei bambini sottoposti a interventi chirurgici: review sistematica e metanalisi

    Gli autori suggeriscono che la dexmedetomidina intranasale abbia un effetto sedativo migliore di quello delle benzodiazepine, senza provocare depressione respiratoria. La comparsa dell’effetto è però ritardata

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    FEBBRAIO 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Caratteristiche della linfoadenite mesenterica in confronto all’appendicite acuta

    La linfoadenite mesenterica è una delle più comuni diagnosi alternative nei bambini con sospetta appendicite acuta. Uno studio su 99 pazienti che avevano ricevuto una diagnosi di appendicite acuta ha mostrato che la linfoadenite mesenterica ha:
    • Una durata dei sintomi precedenti l’arrivo in Pronto Soccorso più lunga (2,4 ± 2,6 vs 1,4 ± 1,4 giorni, P = 0.002)
    • Un maggior numero di accessi (1,3 ± 0.7 vs 1,.05 ± 0,3, P < 0.001)
    • Una maggiore durata della permanenza (9,2 ± 5,9 vs 5,2 ± 4 h, P < 0.001)
    • Un minor numero di leucociti (10.160 ± 4.700/mmc vs 15.800 ± 4.400/mmc, P < 0.001), con prevalenza linfocitaria
    • Livelli di PCR più bassi (.4,8 vs 16 mg/L)
    • Minore frequenza della migrazione della sede del dolore (7% vs 28%) e dei segni clinici classici dell’appendicite (20% vs 72%)

    Il diametro linfonodale non ha nessuna correlazione con la presentazione clinica, a suggerire che l’ingrandimento dei linfonodi rappresenta un segno non specifico.

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    FEBBRAIO 2017
    URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Identificazione in Pronto Soccorso dei ragazzi a rischio di suicidio

    Il Pronto Soccorso è una sede critica per l’identificazione dei ragazzi ed adolescenti a rischio di suicidio. Uno studio retrospettivo sull’implementazione di un breve strumento di screening in pazienti presentatisi per disturbi di tipo psichiatrico (Ask Suicide Screening Questions [ASQ]) in un Pronto Soccorso Pediatrico ha dimostrato una sensibilità del 93% e una specificità del 43% nel predire un rientro con problematiche suicidarie entro 6 mesi. Lo screening è risultato positivo in 237/448 casi valutati; 53 dei soggetti positivi allo screening non si erano presentati con disturbi di tipo suicidario. L’articolo conclude che brevi strumenti di screening di rischio di suicidio possono essere incorporati nello standard di cura, e possono identificare casi che non avevano rivelato segni correlabili ad intenzioni suicidarie al triage.

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    FEBBRAIO 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA – NEUROLOGIA
    Stato epilettico refrattario nella FIRES (febrile infection-related epilepsy syndrome)

    La sindrome epilettica febbrile infezione-correlata (febrile infection-related epilepsy syndrome, FIRES) è una oscura encefalopatia epilettica, molto probabilmente immunomediata, che di regola si manifesta con uno stato epilettico super-refrattario (definito come uno stato epilettico non responsivo ad almeno due antiepilettici e all’anestesia generale). La FIRES è una delle più maligne encefalopatie sporadiche dell’età pediatrica: un numero significativo di bambini è deceduto nel corso del trattamento intensivo, mentre altri sono restati in Terapia Intensiva per quasi 1 anno, e anche i pazienti che riescono ad essere controllati presentano un grave deficit intellettuale ed epilessia cronica. Un articolo ed un editoriale nel fascicolo di febbraio di Neuropediatrics riassumono i dati attualmente disponibili sulla sindrome. Nell’articolo si indica l’introduzione di emergenza della dieta ketogenica, oltre che di fenobarbital e benzodiazepine ad alte dosi come il trattamento che offre le maggiori probabilità di successo, e si propone la nuova denominazione di “fulminant immune response epilepsy syndrome” per l’acronimo FIRES (proposta non condivisa nell’editoriale).

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    Un secondo articolo nello stesso fascicolo presenta un caso trattato con terapia elettroconvulsiva dopo 8 settimane di trattamenti inefficaci in Terapia Intensiva.

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    Un articolo pubblicato a dicembre descrive il caso di una bambina di 32 mesi trattata efficacemente con anakinra.

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    GENNAIO 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Ipotermia terapeutica dopo arresto cardiaco intraospedaliero. Nessun vantaggio

    Studio pluricentrico che ha coinvolto 37 ospedali (THAPCA Trial Investigators ), interrotto dopo la randomizzazione di 329 pazienti (età 48 ore-18 anni) per chiara assenza di beneficio dell’ipotermia. I pazienti erano arruolati entro 6 ore dalla ripresa del circolo dopo un arresto cardiaco intraospedaliero e randomizzati ad un trattamento con ipotermia terapeutica (temperatura target 33°C) o normotermia terapeutica (temperatura target 36,8°C), ma non è stata rilevata nessuna differenza tra i due gruppi in termini di sopravvivenza con un esito funzionalmente favorevole dopo 1 anno (percentuale di sopravvivenza 49% dopo ipotermia, 46% dopo normotermia; nessuna differenza in termini di trasfusioni, infezioni, eventi avversi gravi, mortalità a 28 giorni).

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    GENNAIO 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Epidemiologia dell’AKI (Acute Kidney Injury) nei bambini e giovani adulti in condizioni critiche

    Uno studio prospettico osservazionale in 32 Terapie Intensive Pediatriche in Asia, Australia, Europa e Nordamerica che ha arruolato 4683 pazienti di età compresa tra 3 mesi e 25 anni (AWARE) ha mostrato la presenza di AKI in 1261 casi (26,9%), grave in 543 casi (11,6%). In questo gruppo la mortalità è stata dell’11% (60 decessi) contro il 2,5% dei restanti 4140 senza danno renale grave. L’incidenza di AKI è risultata inferiore a quella osservata negli adulti, ma maggiore di quella riportata dal Collaborative Pediatric Critical Care Research Network .
    La definizione di AKI era basata sulla diuresi (stadio 1: <0.5 ml/kg/ora per 6-12 ore; stadio 2: <0.5 ml/kg/ora per ≥12 ore; stadio 3: <0.3 ml /kg/ora per ≥24 ore oppure anuria per ≥12 ore) oltre che sulla creatinina. Se fosse stata utilizzata solo quest'ultima (STADIO 1: aumento 1.5-1.9 volte rispetto al basale oppure aumento ≥0.3 mg/dl nelle ultime 48 ore; STADIO 2: livello 2,0-2,9 volte rispetto al basale ; STADIO 3: livello 3,0 volte rispetto al basale oppure aumento ≥4.0 mg/dl rispetto al basale) l'AKI non sarebbe stata identificata in 355 dei 528 pazienti (67.2%). Il rischio di AKI grave è correlato a all'impiego e alla durata della ventilazione meccanica, alla terapia di renal replacement e alla durata del ricovero in ICU.

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    GENNAIO 2017
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Affidabilità della scala FLACC per la valutazione del dolore nel Pronto Soccorso Pediatrico

    Benché largamente utilizzata in numerosi contesti, sono stati pubblicati solo pochi articoli sull’affidabilità della scala FLACC (Facies, Legs, Activity, Cry and Consolability) nella popolazione non chirurgica e nessuno sui bambini che accedono al Pronto Soccorso. Questo studio in cui due valutatori in cieco hanno attribuito un punteggio a 66 bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni in Pronto Soccorso Pediatrico ne ha confermato l’affidabilità sia per i singoli punti che per il punteggio complessivo.

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    Vedi anche Utilizzo della scala FLACC nei pazienti in età pediatrica operati di adenoidotonsillectomia.

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    GENNAIO 2017
    PROCEDURE
    Un nuovo metodo di infusione intraossea di adenosina nel trattamento della tachicardia sopraventricolare (SVT) in un lattante

    La pratica corrente raccomanda la via endovenosa per la somministrazione dell’adenosina nel trattamento della SVT. Sono state pubblicate solo poche descrizioni dell’efficacia dell’adenosina per via intraossea. Uno studio su 30 porcellini appena svezzati ha mostrato che la dose da somministrare per via intraossea è maggiore di quella con CVC e minore di quella per vena periferica, ma senza differenze statisticamente significative. Nel 2012 sono stati pubblicati due casi di assenza di efficacia della via intraossea in due lattanti di 2 e 4 mesi (Pediatric Emerg Care 2012;28:47-48). Nell’articolo viene descritto un trattamento efficace in un neonato di 15 giorni dopo infusione per via intraossea di adenosina premescolata con fisiologica e somministrata come unico agente.

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    GENNAIO 2017
    DIAGNOSTICA
    Utilità dell’ecografia “Point-of-Care” per l’identificazione delle emorragie traumatiche nei lattanti

    Uno studio su 12 bambini di età compresa tra 0 e 2 anni (4 con emorragia intracranica diagnosticata in TC e 8 controlli) valutati in cieco separatamente da due fellows ha confermato che le emorragie intracraniche possono essere identificate con l’ecografia (OSSERVATORE 1: sensibilità 100%, specificità 100%; OSSERVATORE 2: sensibilità 50%, specificità 87,5%; concordanza tra gli osservatori 75%)

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    GENNAIO 2017
    LINEE GUIDA
    Linee guida SIP per il trattamento della febbre nel bambino

    Revisione delle Linee Guida SIP per il trattamento della febbre nel bambino alla luce della letteratura più recente che conferma le precedenti raccomandazioni, ed in particolare:
    • La temperatura va misurata con un termometro digitale ascellare nel bambino di età <4 settimane, e con termometro digitale o a infrarossi nei bambini di età>4 settimane in regime ospedaliero o ambulatoriale (forza della raccomandazione B).
    • Paracetamolo e ibuprofene sono i soli farmaci antipiretici raccomandati per il trattamento della febbre nel bambino (forza della raccomandazione A).
    • Il paracetamolo dovrebbe essere utilizzato al dosaggio di 40 mg/kg/die suddiviso in 4 dosi
    • L’uso dei due farmaci in associazione o alternato non è raccomandato (forza della raccomandazione D).
    • Paracetamolo ed ibuprofene non sono raccomandati per prevenire la febbre e le reazioni locali nei bambini che devono essere vaccinati (forza della raccomandazione E).
    • Paracetamolo ed ibuprofene non sono controindicati nei bambini con asma, fatta eccezione per i casi con nota asma indotta da paracetamolo o FANS (forza della raccomandazione A).

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    GENNAIO 2017
    LINEE GUIDA
    Strumenti clinici per valutare il controllo dell’asma. Clinical Report dell’American Academy of Pediatrics (AAP)

    Il controllo dell’asma è inadeguato negli Stati Uniti. I recenti progressi nella misurazione della funzionalità polmonare, i profili basati sui biomarkers (in particolare la concentrazione dell’ossido nitrico nell’aria espirata), l’aderenza al trattamento, lo sviluppo di questionari validati hanno reso il controllo dell’asma una realtà. La Section on Pediatric Pulmonology And Sleep Medicine dell’AAP ha perciò pubblicato un Clinical Report che riassume I mezzi a disposizione per una più accurata valutazione del controllo dell’asma in età pediatrica i cui punti principali sono:
    • Il primo incontro implica un ascolto critico ed empatico, ed una accurata identificazione dei sintomi che indicano il controllo dell’asma, facilitato da strumenti quali il C-ACT/ACT
    • L’ostruzione bronchiale e l’AHR possono essere determinati misurando il FEV1 pre- e post-broncodilatatore. Può essere considerata utile anche la valutazione dell’infiammazione bronchiale con il FENO (fractional exhaled nitric oxide)
    • L’educazione ed il training del paziente dovrebbero tener conto delle sue preferenze e degli obiettivi
    • La strategia di azione dovrebbe tener conto dei sintomi e di criteri oggettivi, come il monitoraggio mensile con strumenti validati o programmi individualizzati (FEV1 elettronico giornaliero, monitoraggio PEF a domicilio)
    • I punteggi ottenuti con strumenti validati ed il FEV1 possono essere monitorati ai successivi controlli ed utilizzati per adeguare il dosaggio dei farmaci.
    • L’educazione del paziente va fornita a tutte le visite successive

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    GENNAIO 2017
    LINEE GUIDA
    Trattamento della sepsi e dello shock settico – LINEA GUIDA PER ADULTI

    Surviving Sepsis Campaign: International Guidelines for Management of Sepsis and Septic Shock 2016
    • Antibiotici ad ampio spettro entro 1 ora dal riconoscimento della sepsi
    • In caso di ipoperfusione indotta da sepsi 30 ml/kg di cristalloidi EV entro 3 ore
    • In caso di necessità di vasopressori, pressione arteriosa target (MAP) di 65 mmHg
    • Noradrenalina come vasopressore di prima scelta
    • Target per ventilazione meccanica in pazienti con AEDS sepsi-correlata: Tidal volume 6 ml/kg del peso corporeo predetto e pressione plateau ≤30 cm H2O

    LINEE GUIDA – Leggi l’articolo

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    SINOPSI – Leggi l’articolo

    EDITORIAL – Leggi l’articolo

    GENNAIO 2017
    URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Strategie per il trattamento della salute mentale in età pediatrica in Pronto Soccorso: una review

    Review sistematica per aggiornare le evidenze di supporto a modelli specialistici di cura per ridurre i ricoveri, i ritorni in PS e la lunghezza della permanenza in PS nei ragazzi con crisi di salute mentale. Uno strumento di valutazione molto promettente è l’home, education, activities and peers, drugs and alcohol, suicidality, emotions and behaviour, discharge resources (HEADS-ED), che ha una buona accuratezza per prevedere il ricovero ad una Neuropsichiatria infantile. Ulteriori studi psicometrici sono però necessari per considerarlo uno strumento ben stabilito.

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    GENNAIO 2017
    URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Ricoveri nei Dipartimenti di Emergenza di adolescenti per ideazioni e comportamenti autolesivi

    Studio retrospettivo nei Dipartimenti di Emergenza del Friuli Venezia Giulia per gli anni 2005-2006 in 53.198 accessi di ragazzi di età compresa tra 11 e 18 anni, che ha identificato 135 episodi di ideazioni e comportamenti autolesivi (Self-Injurious Thoughts and Behaviors [SITBs]) in 120 ragazzi, con un’incidenza media di 27/100,000 nella fascia di età 11-14 anni, e 155/100.000 in quella 15-18 anni. L’incidenza è stata significativamente maggiore nelle femmine che nei maschi (118/100.000 contro 64/100.000), e nei mesi autunnali.
    Le autolesioni più frequenti sono state gli avvelenamenti (54% dei casi: 63% nelle femmine e 39% nei maschi), soprattutto con psicofarmaci, ed i tagli (16%, sia nelle femmine che nei maschi). Il 13% dei casi ha richiesto una attenzione immediata (codice rosso), il 54% ha ricevuto un codice giallo. Una pregressa diagnosi psichiatrica è stata riportata nel 36% dei casi.
    Solo il 9% dei casi ha iniziato una gestione psichiatrica mentre era in Ospedale; il 66% dei casi è stato reinviato a domicilio subito dopo la visita. Il solo fattore che spingeva a richiedere una valutazione Neuropsichiatrica era una preesistente diagnosi di patologia psichiatrica. Questi dati confermano l’importanza di migliorare le capacità dei Medici di Pronto Soccorso di identificare e riportare i casi di SITB, considerando che la ripetizione dell’atto è un importante fattore di rischio.

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    GENNAIO 2017
    PEDIATRIA
    Vaccino antimeningococcico quadrivalente: maggior rischio di paralisi di Bell se somministrato concomitantemente ad altri vaccini ?

    Uno studio di coorte condotto al Kaiser Permanente Southern California ha osservato una maggiore incidenza di paralisi di Bell in caso di somministrazione del vaccino antimeningococcico quadrivalente (MenACWY-CRM) insieme ad altri vaccini nella fascia di età 11-21 anni ((RI = 5.0, 95% CI = 1.4-17.8), mentre non si è osservato alcun aumento se non venivano somministrati concomitantemente altri vaccini (RI = 1.1, 95% CI = 0.2-5.5).

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    GENNAIO 2017
    CASI CLINICI
    Sindrome uremico-emolitica atipica (aHUS) associata ad influenza B

    Descrizione di 3 casi con aHUS associati ad influenza B, associazione finora mai descritta (mentre sono stati pubblicati rari casi di aHUS da influenza A)

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    Vedi anche
    Sindrome uremico-emolitica atipica: aspetti essenziali per una diagnosi accurata

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    DICEMBRE 2016
    NEONATOLOGIA
    Impiego della noradrenalina nei neonati pretermine con compromissione cardiovascolare

    La noradrenalina è di beneficio nei neonati a termine con compromissione cardiovascolare da sepsi o ipertensione polmonare, ma le esperienze nel neonato pretermine sono limitate. In uno studio su 48 neonati di età ≤32 settimane di gestazione con sepsi (63%) o ipertensione polmonare (23 %) trattati con noradrenalina una pressione arteriosa normale è stata raggiunta in un tempo medio di un’ora in tutti tranne uno ad una dose media di 0.5 mcg/kg/min. I neonati deceduti (46 %) avevano una minore età gestazionale ed una funzionalità cardiovascolare peggiore all’inizio del trattamento. Nel 31% dei casi si è osservata tachicardia, ma non sono stati osservate alterazioni nelle funzioni renali o epatiche.

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    DICEMBRE 2016
    CASI CLINICI
    Coinvolgimento cardiaco diretto nella sindrome uremico-emolitica

    Bambino di 4 anni e mezzo con sindrome uremico-emolitica (HUS) ed improvvisa comparsa dopo 6 ore di compromissione emodinamica secondaria a micro-angiopatia trombotica, con successivo decesso. Una revisione della letteratura ha identificato 18 casi di HUS con compromissione cardiaca entro 25 giorni dalla diagnosi, causata da micro-angiopatia, emopericardio e miocardite.

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    DICEMBRE 2016
    PROCEDURE

    Utilità degli strumenti a raggi nel vicino infrarosso (NIR) per l’incannulamento dei vasi periferici: una review sistematica
    Una metanalisi di 11 studi non ha rilevato differenze significative rispetto al metodo”tradizionale”. Limitando però la valutazione agli incannulamenti ritenuti più difficoltosi per fallimento al primo tentativo, si osserva una minor percentuale di insuccessi con l’utilizzo degli strumenti NIR.

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    DICEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    I pazienti con malattia di Kawasaki non responsivi alla prima dose di IVIG possono richiedere una terapia di seconda linea più aggressiva

    Uno studio retrospettivo su 182 pazienti non responsivi alle IVIG, suddivisi in “nonresponders parziali” (68% dei casi, febbre calata a <37,5°C ma poi ricomparsa) e “nonresponders completi” (32% dei casi, temperatura sempre ≥ 37,5°C) ha mostrato che mentre molti “nonresponders parziali” rispondono ad una seconda dose di IVIG (72%), solo il 58% dei “nonresponders completi” risponde al secondo ciclo, con un maggior rischio di aneurismi coronarici sia rispetto ai responsivi (OR: 3,2 [1,5-6,9], P=0,002) che ai “responsivi parziali” (OR: 2,4 [1,1-5,4], P=0,03). Questi dati suggeriscono che i “nonresponders completi” potrebbero richiedere una terapia di seconda linea più aggressiva (ad esempio infliximab) rispetto alla ripetizione della somministrazione di IVIG. I fattori correlati alla mancata risposta sono la presenza documentata di una infezione, valori più elevati di PCR (responsivi 38 mg/L [28-80] “nonresponders parziali” 63 mg/L [30-97], “nonresponders completi” 86 mg/L [36-193]) e anche la ditta produttrice delle IVIG.

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    DICEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Il NT-proBNP (N-terminal pro-brain natriuretic peptide) può essere un marcatore diagnostico aggiuntivo della fase iperacuta della malattia di Kawasaki.

    Il NT-proBNP è un utile marker per la diagnosi di malattia di Kawasaki in fase acuta. Non è stato però determinato il livello appropriato di NT-proBNP per identificare la malattia di Kawasaki nei primi 5 giorni di febbre (fase iperacuta della malattia di Kawasaki).
    Un’analisi retrospettiva di casi di malattia di Kawasaki di età compresa tra 1 mese e 15 anni con febbre di durata uguale o inferiore a 4 giorni ha mostrato livelli di NT-proBNP significativamente più elevati rispetto ai controlli (444.8 pg/mL [189.7–951.5] contro 153.4 pg/mL [68.9–287.6] pg/mL; p < 0.001). Un valore di cutoff di 244.7 pg/mL ha una sensibilità del 68.6% ed una specificità del 70.3 %.

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    DICEMBRE 2016
    CASI CLINICI
    Iperkaliemia nei bambini: è stata valutata la pressione arteriosa ?

    Due casi di bambini con iperkaliemia riscontrata casualmente, entrambi con ipertensione arteriosa, nei quali è stata successivamente fatta una diagnosi di ipertensione iperkaliemica familiare (o pseudoipoaldosteronismo tipo II). L’iperkaliemia nei bambini piccoli è nella maggior parte dei casi causata da campioni emolizzati. La vera iperkaliemia è un fenomeno raro, ed una delle sue cause è l’ipertensione iperkaliemica familiare, caratterizzata da iperkaliemia, ipertensione e lieve acidosi metabolica ipercloremica.(con gap anionico normale), che va sospettata in caso di iperkaliemia con normale filtrazione glomerulare.

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    DICEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Anafilassi ricorrente: frequente e insufficientemente trattata

    I dati del Registro Canadese dell’anafilassi (Cross-Canada Anaphylaxis Registry) indicano una percentuale annuale di recidive di anafilassi del 17,6%, simile a quella riportata da altri studi, più frequenti in caso di asma e nella maggior parte dei casi provocate da alimenti (81,7%). L’adrenalina è stata somministrata solo nel 66,2% dei casi. Questi dati impongono la promozione di programmi educativi per la prevenzione ed il pronto utilizzo dell’adrenalina.

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    DICEMBRE 2016
    SEDAZIONE
    L’uso del protossido di azoto non determina alterazioni dei livelli di vitamina B12 negli operatori

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    DICEMBRE 2016
    SEDAZIONE
    Confronto tra etomidate e ketamina per la sedazione di emergenza nei traumi ortopedici in pronto soccorso pediatrico

    L’etomidate, un anestetico a breve durata di azione introdotto nell’uso clinico in Europa negli anni ’70 e successivamente abbandonato per effetti collaterali dell’infusione continua, ma largamente utilizzato negli Stati Uniti, alla dose di 0,25 mg/kg in associazione al fentanyl (1,30 μg/kg) induce una sedazione efficace ed adeguata nelle procedure ortopediche. Benché non siano state osservate differenze nel tempo di risveglio, frequenza e gravità degli effetti collaterali e durata dell’osservazione post-procedurale, la ketamina resta da preferire per la riduzione delle fratture in considerazione della sua maggior durata di azione.

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    DICEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Sindromi simil-influenzali: trattamento in Pronto Soccorso

    In caso di sospetto di sindrome influenzale in alcuni bambini ad alto rischio è consigliato il trattamento immediato con inibitori della neuraminidasi (Pediatrics. 2016 Oct;138[4]), in particolare oseltamivir e zanamivir approvati dalla FDA per l’uso in età pediatrica (Tabella con i dosaggi nell’articolo). Uno studio a Taiwan ha mostrato che febbre, tosse, rinorrea, starnuti e congestione nasale sono predittori significativi di influenza. L’associazione di febbre e tosse ha la migliore sensibilità (86%), ma l’associazione di febbre, tosse e sternuti ha la migliore specificità (77%).

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    DICEMBRE 2016
    URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Validità di un alcool screen in due domande in Pronto Soccorso Pediatrico

    Studio condotto in 16 Dipartimenti di Emergenza aderenti al Pediatric Emergency Care Applied Research Network (PECARN). Arruolati 4838 ragazzi di età compresa tra 12 e 17 anni. Il test di screening in 2 domande del National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA) si è rivelato un valido approccio per lo screening del rischio alcoolico in PS. Un test positivo indica l’opportunità di una ulteriore valutazione per escludere un disordine da abuso di alcool.

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    DICEMBRE 2016
    URGENZE IN NEUROPSICHIATRIA PEDIATRICA
    Emergenze psichiatriche nei minori con storia di migrazione

    Studio retrospettivo condotto all’Università di Vienna che ha arruolato 1821 ragazzi di età compresa tra 4 e 18 anni (800 austriaci, 130 originari della Turchia e 163 dalla ex-Jugoslavia).
    I ragazzi austriaci sono stati riferiti soprattutto per disturbi acuti da stress (20,9%), problemi comportamentali (14,8%), o ideazioni suicidarie (11,9%), quelli Turchi per tentato suicidio (23,1%), disturbi acuti da stress (18,5%), o disturbi da ansia/panico (13,1%), quelli Serbo/Croato/Bosniaci per disturbi acuti da stress (19,0%), tentato suicidio (16,6%), e problemi comportamentali (14,7%). Ulteriori studi sono necessari per valutare l’impatto della migrazione sulla salute mentale in età pediatrica.

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    DICEMBRE 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Trombosi del seno durale: una rara complicanza dopo trauma cranico chiuso

    Descrizione del caso di una ragazza di 14 anni con precipitoso decorso di una trombosi del seno durale dopo un trauma maggiore (scontro tra auto). L’articolo conclude che benché si tratti di un evento raro va sempre sospettato in qualsiasi paziente che presenta deterioramento clinico, indipendentemente dal tempo trascorso dal trauma.

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    NOVEMBRE 2016
    CASI CLINICI
    Arresto cardiaco fatale in 2 bambini: Possibile ruolo dell’ondansetron

    L’ondansetron può provocare un prolungamento del QT dose-dipendente ed aritmie. Alcuni casi di decesso in concomitanza all’uso di ondansetron sono stati riportati sia negli adulti che in età pediatrica. Gli autori descrivono il caso di un bambino di 10 anni senza patologie preesistenti che ha sviluppato un quadro di tachicardia ventricolare immediatamente dopo la somministarzione EV di ondansetron (4 mg) con successivo decesso e il caso di un lattante di 86 giorni, con quadro di vomito e modesta diarrea, che sviluppò una tachicardia sopraventricolare 4 ore dopo la somministrazione di 0,5 mg di ondansetron per os, con successivo decesso. In questo caso però l’autopsia dimostrò la presenza di una cardiomiopatia congenita.

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    NOVEMBRE 2016
    CASI CLINICI
    Stato epilettico da malattia da graffio di gatto

    Due casi (bambina di 3 anni e bambino di 5) con stato di male epilettico in corso di malattia da graffio di gatto. Una encefalopatia nell’1-2% dei casi di malattia da graffio di gatto, e si associa quasi sempre a stato di male epilettico (Am J Dis Child 1991;145,98-101).

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    NOVEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    L’uso degli steroidi nello shock in corso di Pediatric Acute Respiratory Distress Syndrome (ARDS) non è supportato dall’evidenza

    Un articolo sul fascicolo di ottobre di Journal of Pediatrics mostra che l’aggiunta di idrocortisone in 155 casi di shock vasoattivo inotropo-dipendente in corso di ARDS non modifica il decorso clinico anche nei soggetti con bassi livelli di cortisolo sierico (con cutoff inferiori sia a 18 che a 10 mcg/dL, valori scelti perché indicati in precedenti studi come soglia per definire l’insufficienza surrenalica). Per di più, nei pazienti con livelli di cortisolo sierico >18 mcg/dL trattati con idrocortisone la mortalità è superiore. Gli autori concludono che le linee guida future dovrebbero riconsiderare l’utilità del dosaggio random del cortisolo per identificare i casi che beneficerebbero della terapia con idrocortisone

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    L’editoriale di accompagnamento mette in evidenza come i dati riportati mostrino che il dosaggio del cortisolo
    1) Non permette di identificare un sottogruppo di casi che beneficerebbe del trattamento steroideo in caso di shock.
    2) I valori basali di cortisolo totale o libero non identificano i casi con instabilità emodinamica, ipoglicemia o iponatremia.
    3) Il timore di non identificare una crisi Addisoniana nel paziente in shock non è giustificato, soprattutto dopo l’introduzione dello screening neonatale per l’iperplasia surrenale congenita(dal 2009 negli USA).
    4) Al momento la definizione di insufficienza surrenalica acuta resta dipendente dall’approccio individuale, e non è chiaro cosa possa essere definito come “insufficienza surrenalica relativa” o “insufficienza cortisolica correlata a malattia critica”

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    NOVEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Apnea nella bronchiolite: la caffeina non la previene

    Un articolo nel fascicolo di ottobre del Journal of Pediatrics valuta l’efficacia della caffeina (25 mg/kg in singola dose EV, stessa dose utilizzata per l’apnea del pretermine) nelle apnee in corso di bronchiolite, arruolando 94 lattanti di età <4 mesi con bronchiolite e pregressa apnea. Nel gruppo trattato non si è osservata alcuna riduzione dell'outcome primario (tempo intercorso per scomparsa delle apnee almeno 24 ore, necessità di ventilazione invasiva o meccanica)

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    L’editoriale di accompagnamento analizza alcuni possibili problemi dello studio, ma lo ritiene un importante preludio ad uno studio multicentrico più ampio.

    Frequenza:
    – 5% dei casi di bronchiolite (Pediatrics 2013;132:e1194-2011)
    – Più frequente in caso di nato pretermine, età <3 mesi, malattia neuromuscolare associata Fattori di rischio: - Età corretta < 2 settimane - Peso nascita <2,3 kg - Frequenza respiratoria all'ingresso <30 o>70/min SatO2 all’ingresso <90%

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    NOVEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Identificazione in PS delle principali cause di arresto cardiaco

    Studio retrospettivo per identificare la presentazione clinica delle quattro cardiopatie che predispongono all’arresto cardiaco improvviso:
    Cardiomiopatia ipertrofica: Prevalentamente storia familiare
    QT lungo: Prevalentemente storia familiare
    Tachicardia ventricolare catecolaminergica polimorfica (CPVT): Elevata incidenza di sincope, arresto cardiaco improvviso nel 45% dei casi. Storia familiare
    Origine anomala dell’arteria coronaria sinistra dal seno di Valsalva destro (ALCA-R): Elevata frequenza di segni e sintomi anomali (dolore toracico da esercizio, sincope, arresto cardiaco improvviso)

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    NOVEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    La shaken baby syndrome messa in discussione dai media e dai Tribunali negli USA

    La validità delle definizioni di shaken baby syndrome (SBS) e abusive head trauma (AHT) è stata recentemente messa in discussione negli USA da quotidiani a larga diffusione (New York Times, Washington Post), decisioni giudiziarie e alcuni articoli medici, tanto che una US Supreme Court Justice ha recentemente commentato che c’è un’ampia “controversia” nella comunità medica nei concetti di AHT e SBS
    Nel fascicolo di ottobre del Journal of Pediatrics vengono riportati i risultati di un questionario al quale hanno risposto 692 medici frequentemente coinvolti nella valutazione di bambini traumatizzati (49,5% degli interpellati). Una grande maggioranza dei medici che hanno risposto ritiene che l’associazione di ematoma subdurale, emorragie retiniche e coma (o morte) indica con elevata probabilità una shaking syndrome con o senza impatto e che l’unica diagnosi alternativa è un incidente stradale. SBS e AHT erano considerate una diagnosi valida dall’88% e 93% dei medici che hanno risposto al questionario

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    Il commento di accompagnamento, sottolineando come l’articolo confermi la generale accettazione della diagnosi di SBS e AHT da parte dei Medici che si prendono cura dei bambini vittime di traumi, ricorda come sia la Medicina che il Sistema Legale sono ben serviti quando vengono rispettate le evidenze e le opinioni largamente condivise dall’ambiente scientifico

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    NOVEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    I criteri di Triage di Manchester sottostimano un numero significaticvo di casi che richiedono ricovero in unità di cura intensiva

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    NOVEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Sepsi in PS: come migliorare la qualità ?

    L’introduzione di una iniziativa di miglioramento della qualità al Royal Children Hospital di Melbourne ha ridotto il tempo medio dall’inserzione dell’agocannula alla somministrazione dell’antibiotico da 55 a 19 minuti. La somministrazione di fluidi con push-pull manuale o con pressure-bag è aumentata dal 31% all’84% dei casi. La lunghezza del ricovero ospedaliero si è ridotta da 96 a 80 ore.

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    NOVEMBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Elevata affidabilità di una iniziativa di miglioramento della qualità (QI) nello shock settico

    Esperienza del Department of Pediatrics della University of Utah con l’implementazione di vari interventi nel corso della iniziativa di QI dal febbraio 2014 al dicembre 2014, a cominciare da un “sepsis order set” con marcato incremento del numero dei pazienti che avevano ricevuto in tempo terapia antibiotica alle dosi più elevate. Durante il periodo valutato la mortalità si è ridotta di5 volte senza incremento dei ricoveri in Terapia Intensiva o della durata dell’ospedalizzazione.

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    OTTOBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Shock settico: Attenzione all’ipercloremia

    Studio su 240 pazienti adulti con sepsi, nel quale un aumento della cloremia ≥5 mmol/l si associa a maggior incidenza di AKI (acute kidney injury), con un’incidenza dell’85,7% nel gruppo ipercloremico contro il 47,9%

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    OTTOBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Colchicina per la pericardite in età pediatrica

    La colchicina è ampiamente utilizzata nel trattamento della pericardite nell’adulto, ma non è utilizzata di routine in età pediatrica. Una metanalisi pubblicata nel BMJ conferma l’assenza di dati che consentano di raccomandare o sconsigliarne l’uso in età pediatrica.

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    OTTOBRE 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Traumi non intenzionali nei bambini fino a 6 anni: conoscenze e comportamento dei genitori a Napoli

    Studio condotto con la collaborazione di 409 genitori nella città di Napoli. Due terzi dei bambini avevano subito almeno un trauma non intenzionale. Circa il 70% dei genitori era a conoscenza delle misure di sicurezza per prevenire i traumi non intenzionali

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    OTTOBRE 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Cure collaborative per gli adolescenti con sintomi post-concussivi

    Studio su 49 adolescenti con sintomi post-concussivi randomizzati ad un trattamento collaborativo o alle terapie usuali. Dopo sei mesi il 13% dei pazienti nel primo gruppo ed il 45,8% di quelli nel secondo presentavano un livello elevato di sintomi post-concussivi. Pertanto, come ipotizzato dagli autori, il trattamento collaborativo si associa ad una riduzione dei sintomi post-concussivi e di quelli psicologici associati, associata ad un miglioramento della qualità di vita.

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    OTTOBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Miglioramento delle pratiche per un sonno sicuro negli ospedali pediatrici dell’Ohio (EASE Project)

    Il progetto Education and Sleep Environment (EASE Project) ha coinvolto 6 ospedali pediatrici con la formazione di teams ospedalieri attraverso un corso di 2 ore in situ. Ciascun team era invitato a valutare ogni mese almeno 40 bambini ricoverati di età <1 anno. Benché non sia sto raggiunto l’obiettivo di porre almeno il 90% dei bambini in un ambiente sicuro. Significativi miglioramenti sono stati raggiunti breve periodo tempo. Il risultato migliore è stato ottenuto nella rimozione materiale eccesso nelle culle, con aumento del 29% numero delle culle regola (dal 38,1% al 67,2%).

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    OTTOBRE 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Traumi da calcio negli Stati Uniti 1990-2014

    Analisi retrospettiva dei traumi da calcio in ragazzi di 7-17 anni negli USA. Nel periodo in esame sono stati accolti nei Dipartimenti di Emergenza 2.995.765 ragazzi, con un aumento del 11,4% della percentuale annuale di traumi per 10.000 atleti dal 1990 al 2014.

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    OTTOBRE 2016
    PEDIATRIA
    La dieta chetogenica nell’epilessia: una review

    Una review che riassume i benefici della dieta chetogenica allo scopo di rimarcare la sua importanza nell’epilessia farmaco-resistente, esaminando i nuovi bersagli terapeutici, quali la transizione della permeabilità mitocondriale e le nuove sindromi epilettiche.

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    OTTOBRE 2016
    CASI CLINICI
    Un bambino con midriasi intermittente….

    Bambino di 19 mesi con quattro episodi di midriasi della pupilla sinistra in una settimana. All’anamnesi riferita riesacerbazione di asma, che la madre aveva trattato con inalazioni di ipratropio, talvolta inavvertitamente dirette verso l’occhio.
    L’ipratropio è un antimuscarinico che inibisce lo sfintere della pupilla, provocando una midriasi prolungata. La mancate contrazione della pupilla con la pilocarpina suggerisce una midriasi farmacologica.

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    OTTOBRE 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Trauma cranico e TC cranio: aderenza alle linee guida NICE in Gran Bretagna

    Questionario che ha raccolto i dati relativi a 5700 pazienti in età pediatrica dal 90% degli ospedali elegibili. L’aderenza alle linee guida e il carico diagnostico variava in base all’età del paziente, all’ospedale e alla regione. Tale variabilità rischia di associarsi ad un aumento del rischio di mancate diagnosi di lesione intracranica o di eccessivo ricorso alla TC.

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    FANS nelle virosi respiratorie: maggior rischio di polmonite con empiema ?

    Uno studio caso/controllo includente 83 bambini con empiema indica che la somministrazione di FANS nelle prime 72 ore di una infezione respiratoria ad eziologia virale si associa ad un aumento ≥2 volte del rischio di empiema (in media 10 giorni dopo la comparsa dell’URI.

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    L’editoriale di accompagnamento conclude che questi dati, associati al rischio di effetti collaterali, nefropatia grave e meningite asettica dovrebbero porre fine all’usodei FANS in caso di infezioni virali nel bambino

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    Settembre 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Presentazione clinica e delle fratture della base cranica dopo trauma cranico chiuso
    Analisi secondaria dallo studio prospettico PECARN

    Una frattura della base cranica era presente in 558 di 42.958 pazienti arruolati nello studio PECARN (1.3%) .
    Nei 525 casi analizzati, 269 (51.2%) avevano altre lesioni intracraniche oltre alla frattura della base cranica, 104 (19.8%) avevano segni clinici di frattura della base, ma 162 (30.9%) sono stati identificati solo alla TC.
    Tra i 363 pazienti con segni clinici di frattura della base, la diagnosi è stata confermata alla TC in 104 (28.7%).
    Nessuno dei 266 casi con frattura isolata della base ha però presentato un decorso avverso

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    Settembre 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Accuratezza della scala di Glasgow nella valutazione della gravità del trauma cranico. Analisi secondaria dallo studio prospettico PECARN

    Il GCS pediatrico per bambini <2 anni è leggermente meno efficace del GCS standard nell'identificazione di lesioni cerebrali traumatiche, ma sono equivalenti delle traumatiche clinicamente importanti

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    Settembre 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Gestione del trauma in età pediatrica: raccomandazioni AAP

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Valutazione dei bambini con febbre – approccio “Step-by-Step”

    Nel fascicolo di agosto di Pediatrics viene validato un approccio sequenziale per la valutazione della febbre nel bambino di età <3 mesi, basato su criteri clinici e di laboratorio (inclusa la procalcitonina) da parte dell’ European Group for Validation of the Step-by-Step Approach, del quale fanno Liviana Da Dalt Silvia Bressan. Una errata classificazione è avvenuta in 7 casi con l’approccio Step-by-Step, 16 i Rochester, 35 il Lab score.

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Valutazione dei bambini con febbre – una review

    In considerazione dell’evoluzione della stratificazione dei fattori di rischio e della introduzione dei vaccini anti H. influenzae B e pneumococco, la review conclude che, salvo diversa indicazione clinica):
    • Bambini 3-36 mesi vaccinati: Da escludere solo l’infezione dellevie urinarie
    • Bambini 30-90 giorni: Nella maggior parte dei casi sufficienti infezioni urinarie e ricerca virus (con polymerase chain reaction, PCR).

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Arresto cardiaco improvviso in Pediatria

    Review concisa e aggiornata su incidenza, diagnosi differenziale, e gestione dell’arresto cardiaco improvviso per il Medico di Urgenza.

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Appendicite acuta: l’iperbilirubinemia è un fattore predittivo di gravità?

    L’iperbilirubinemia sembra essere un fattore predittivo di appendicite perforata, almeno negli adulti(Am J Surg. 2009 Aug;198:193-8). Questo studio su 162 pazienti adulti ha mostrato che la presenza di bilirubina elevata è associato ad un rischio cinque volte superiore di appendicite perforata e/o gangrenosa, mentre la presenza di bilirubina diretta elevata si associa ad un rischio 36 volte maggiore.

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    Settembre 2016
    PROCEDURE
    Laringoscopia diretta o video assistita. Questa e quella pari sono….

    Analisi retrospettiva di 452 intubazioni tracheali in ragazzi 0-18 anni nella Division of Pediatric Emergency Medicine della Boston University School of Medicine.
    Nessuna differenza in termini di successo al primo tentativo, percentuale di complicanze, percentuale di successi

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Rash non sbiancante: due algoritmi per identificare le infezioni da meningococco

    Validazione di due algoritmi (Newcastle-Birmingham-Liverpool e NICE) che hanno l’obiettivo di aiutare il Medico di Urgenza ad identificare quali bambini con rash non sbiancante abbiano una infezione da meningococco.

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) – una review

    Una review su due quadri clinici che differiscono solo nella gravità dell’estensione cutanea (<10% nella SJS; >30% nella TEN; 10-30% nelle forme di overlap) nelle quali il ruolo del Medico di Emergenza è fondamentale per l’identificazione precoce (DD con sindrome combustiforme da stafilococco – SSSS, eritema multiforme, malattia di Kawasaki), la sospensione dei farmaci offendenti, il rapido inizio della terapia di supporto, il coinvolgimento precoce di altri Specialisti (Oculista, Ginecologo) ed il rapido invio in Terapia Intensiva o Centro Ustioni.
    Una aggressiva terapia di supporto è il cardine del trattamento

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    Settembre 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Traumi della spalla negli atleti in età pediatrica: una review

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    Settembre 2016
    CASI CLINICI
    L’ecografia nella diagnosi di artrite settica dell’anca

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    Settembre 2016
    CASI CLINICI
    Emicrania transitoria, deficit neurologici e linfocitosi liquorale: HaNDL syndrome

    L’articolo descrive un bambino che presentava una sindrome della cefalea con deficit neurologici transitori e linfocitosi liquorale (HaNDL syndrome) descritta per la prima volta nel 1980. Il quadro clinico è allarmante ma in realtà si tratta di una patologia benigna, che si risolve in genere entro 3 mesi dall’esordio, caratterizzata da:
    • intensa cefalea di tipo emicranico (almeno 20 episodi)
    • Deficit neurologici
    • Pleiocitosi linfocitaria liquorale.

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    Settembre 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Gestione del trauma pancreatico chiuso in età pediatrica

    Due articoli sui trauma pancreatici chiusi in età pediatrica, che concordano sulla prognosi migliore (o equivalente) nei casi non sottoposti ad intervento chirurgico. Nei traumi gravi però l’atteggiamento conservativo si associa ad una maggiore mortalità e ad una maggiore durata del ricovero ospedaliero.

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    Leggi l’articolo 2

    Un terzo articolo utilizza il National Trauma Data Bank per analizzare 674 casi di trauma pancreatico in età pediatrica con chiara descrizione della localizzazione, fornendo dati sulle caratteristiche dei pazienti, il decorso clinico, i dettagli chirurgicii nei casi operati

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Blocchi atrio-ventricolari congeniti e del bambino- una review

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    Settembre 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Un algoritmo diagnostico per distinguere la malattia di Kawasaki da altre malattie febbrili

    Algoritmo diagnostico in due gradini (il primo distinge tre sottogruppi, controlli, indeterminati, Kawasaki, il secondo che nell’ambito del gruppo indeterminato differenzia controlli e Kawasaki) sviluppato dal Pediatric Emergency Medicine Kawasaki Disease Research Group utilizzando i dati clinici di 801 casi di malattia di Kawasaki e 479 controlli con febbre. Il nuovo algoritmoha una maggiore sensibilità (96%) e specificità (78,5%) rispetto al modello precedentemente proposto dallo stesso gruppo

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    Luglio 2016
    RIANIMAZIONE PEDIATRICA
    L’uso di un introduttore (Gum elastic Bougie) favorisce il successo dell’intubazione tracheale durante le compressioni toraciche di un manichino pediatrico

    Studio che ha arruolato 16 anestesisti con almeno 2 anni di esperienza. Quattro di loro non sono riusciti ad intubare durante le compressioni, mentre tutti ci sono riusciti con lÕausilio di un GEB.

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    L’espressione dei recettori muscarinici circolanti è elevata nei lattanti con ALTE (o BRUE) idiopatica grave

    In questo studio i livelli circolanti dei recettori muscarinici M2 sono risultati molto elevati in 5 lattanti con ALTE (o BRUE) grave idiopatica, mentre sono risultati normali in 12 con ALTE (o BRUE) grave da causa identificata e 9 controlli sani. Alterazioni nei recettori muscarinici cerebrali sono state os-servate in lattanti deceduti per SIDS (Science 1995, 269, 1446), nei quali gli autori avevano osser-vato anche la presenza di recettori muscarinici cardiaci. Questi dati sembrerebbero indicare che una iperattività parasimpatica possa essere un elemento di vulnerabilità comune tra SIDS ed ALTE (o BRUE) grave idiopatica.

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    L’uso di FANS non associati ad antibiotici nella polmonite virale aumenta il rischio di empiema

    Studio caso controllo condotto in 15 centri, che ha arruolato 83 casi di empiema ed infezione virale.. Il rischio di empiema aumenta nei bambini trattati con FANS, e si riduce in quelli tratatti con antibiotici

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Validazione del Pittsburgh Infant Brain Injury Score (PIBIS) per il trauma cranico da maltrattamento

    Studio multicentrico coordinato dal gruppo che aveva prodotto il PIBIS (un predittore clinico che aiuta nella identificazione dei bambini nei quali è indicata l’esecuzione di una TC del cranio) con l’obiettivo di valutarne l’efficacia nell’identificazione di un trauma cranico conseguente ad abuso. Il PIBIS è un sistema a 5 punti che valuta: alterazioni cutanee (2 punti), età > 3 mesi (1 punto), circonferenza cranica > 85° centile, Hb < 11,2. Sono stati arruolati 1040 bambini di età compresa tra 30 e 364 giorni (214 casi e 826 controlli). Un punteggio ≥2 si associava ad alterazioni alla TC con sensibilità del 93% e specificità del 53%.

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Linee guida per il monitoraggio ed il trattamento dei pazienti in età pediatrica prima, durante e dopo la sedazione per procedure diagnostiche e terapeutiche. Aggiornamento 2016

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Terapia antibiotica dopo appendicectomia. Largo spettro o spettro ristretto ?

    Nessuna differenza nel decorso clinico tra i due gruppi, né in caso di appendicite non complicata né in caso di appendicite complicata

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Trattamento pratico del dolore addominale funzionale in età pediatrica

    Utilizzando I criteri di Roma III gli autori discutono come classificare i sintomi funzionali, valutarli appropriatamente e rassicurare i genitori spiegandone la natura.

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    L’inalazione nasale di alcool isopropilico riduce la sensazione di nausea negli adulti in PS

    L’aromaterapia viene utilizzata empiricamente per il trattamento della nausea post-operatoria, anche se i risultati degli studi con varie sostanze sono contraddittori. Una Cochrane review del 2012 aveva concluso che l’alcool isopropilico è più efficace del placebo, ma meno degli antiemetici. Questo studio su 80 adulti conferma la maggiore efficacia dell’alcool isopropilico rispetto al placebo anche in PS

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Negli adulti l’ecografia aiuta nel reperimento della vena in caso di accesso difficile, ma è svantaggiosa negli accessi semplici

    Trial randomizzato controllato su 1189 soggetti adulti che vuole valutare l’utilizzo dell’ecografia per il posizionamento di accessi venosi periferici, comparata alla tecnica “tradizionale”, per diversi livelli di difficoltà di esecuzione. La conclusione depone a favore dell’uso dell’ecografo per i pazienti definiti con accesso venoso difficoltoso o moderatamente difficoltoso, ecografo che risulta essere invece svantaggioso nei pazienti definiti con accesso semplice.

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    Luglio 2016
    URGENZE IN PEDIATRIA
    Il Magicplex favorisce una rapida identificazione dei patogeni in caso di sepsi

    Il Magicplex è una PCR sviluppata per identificare le 27 specie batteriche più frequentemente cau-sa di sepsi e tre geni di resistenza (vanA, vanB e mecA). In questo studio dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino il Magicplex ha determinato un aumento del 143% del valore diagno-stico delle emocolture

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    Luglio 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Concussione in età pediatrica: uno studio epidemiologico esteso ad una intera rete di cura pediatrica

    Gli studi epidemiologici statunitensi sulla concussione di regola si limitano ai casi riportati dai Dipartimenti di Emergenza o dai Centri di Medicina dello Sport. Questo studio condotto nella rete pediatrica di Filadelfia esteso a tutti i soggetti di età pediatrica di età compresa tra 0 e 17 anni ha arruolato 8083 pazienti, confermando che le stime di incidenza basati solo sugli accessi nei Dipartimenti di Emergenza sottostimano il problema, e sottolineando l’importanza dei centri di cura primaria nel tratatmento della concussione.

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    Luglio 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Sintomi da concussione e ritorno all’attività sportiva negli atleti di football americano

    Ampia raccolta di dati per le stagioni sportive 2012-2014. Il 15,3% dei casi rientrava a giocare dopo più di 30 giorni dal trauma, e la percentuale era più elevata per gli atleti di College. Il 3,1% dei casi tornava a giocare entra 24 ore, e la percentuale era più elevata nei giovani atleti (5-14 anni)

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    Luglio 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Negli atleti con problemi comportamentali (deficit di attenzione, difficoltà di apprendimento) c’è una maggiore prevalenza di concussioni

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    Luglio 2016
    PROCEDURE
    La ventilazione domiciliare di bambini con patologie complesse è una strategia di successo ma sottopone ad una grande tensione i caregivers

    Studio prospettico su 90 famiglie nella Columbia Britannica, con compilazione di un questionario. La maggior parte dei bambini in ventilazione domiciliare aveva una vita attiva, e più del 90% defini-va il peso delle cure come lieve o moderato. Ma il 25% dei caregivers primari definiva il peso dell’assistenza “severo” ed il 50% aveva malattie croniche (soprattutto depressione, ansia, artrite). Pertanto una attenzione specifica alla salute mentale e fisica dei caregivers dovrebbe rappresenta-re una parte integrale della ventilazione domiciliare

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    Luglio 2016
    PROCEDURE
    La frequenza di rientri in Ospedale nei primi 30 giorni dopo gastrostomia endoscopica percutanea è molto elevata

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    Luglio 2016
    CASI CLINICI
    Avvelenamento da cannabinoidi in un bambino di 2 anni e 7 mesi dopo ingestione subacuta di semi di olio di canapa

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    Giugno 2016
    CASI CLINICI
    Un bambino con dolore acuto al collo

    Bambino di 9 anni con storia di asma, che si presenta in PS per dolore improvviso al collo dopo aver eseguito una verticale. All’esame obiettivo rilevato un modesto torcicollo e limitazione delalrotazione del capo. Alla radiografia rilevata rotazione dell’atlante di 30°. DIAGNOSI: sublussazione rotatoria atlanto-assiale

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    Giugno 2016
    URGENZA IN PEDIATRIA
    Approccio al torcicollo nei bambini

    Breve review sul torcicollo in età pediatrica partendo dal caso precedente

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    Giugno 2016
    CASI CLINICI
    Rabdomiolisi da ipernatremia grave in un bambino con gastroenterite

    La rabdomiolisi può comparire secondariamente a numerose condizioni, tra cui l’ipernatremia, ma questa associazione è stata riportata raramente, soprattutto in età pediatrica. Gli autori descrivono un caso di rabdomiolisi (CPK 8072 U/L) secondario a ipernatremia severa (197 mEq/L)

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    Giugno 2016
    CASI CLINICI
    Eruzione simil-eritema multiforme da allergia alla budesonide in un bambino di 3 anni

    L’eritema multiforme è una manifestazione rara della dermatite allergica da contatto, ma rappre-senta la manifestazione non-eczematosa più comune.

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    Giugno 2016
    URGENZA IN PEDIATRIA
    La sincope vagale è spesso sottodiagnosticata nel lattante e nel bambino <6 anni, ma le caratteristiche cliniche sono simili a quelle del bambino più grande

    Valutati 37 bambini di età <6 anni. In 30 (86%) era presente un fattore scatenante, in 22 (59,5%) una storia familiare di sincope (59,5%). Nella maggior parte dei casi sono stati eseguiti esami diagnostici, soprattutto EEG. (59%) la è recidivata entro due Una vagale deve essere sospettata anche nei primi anni vita presenza scatenante

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    Giugno 2016
    URGENZA IN PEDIATRIA
    La posizione laterale di sicurezza dopo perdita di coscienza si associa ad una riduzione del numero dei ricoveri

    Studio prospettico multicentrico includente 5 centri italiani (11 centri con totale di 553 bambini arruolati dal 1/07/2014 al 31/09/2014) dal quale emerge che:
    − Una perdita di coscienza si riscontra nello 0,55% degli accessi in PS; età media 3,5 anni;
    − Nel 50% c’era stato un episodio pregresso
    − I più frequenti segni/sintomi associati sono cianosi e pallore
    − Le principali cause di perdita di coscienza sono convulsioni febbrili (<2 anni) e sincopi vaso-vagali (>2 anni)
    posizione laterale di sicurezza solo nel 26% dei casi
    − Manovre pericolose (shaking baby < 2 anni) nel 19% dei casi − All'arrivo in PS: 46% subito dimesso, 53% in osservazione − Posizione di sicurezza soprattutto se già diagnosi di epilessia, se dura > 2 minuti, se ci sono movimenti anomali
    − Posizione di sicurezza da raccomandare in PS soprattutto se perdita di coscienza >2 min, associata a vomito, manovre pericolose
    L’applicazione della posizione laterale di sicurezza può ridurre l’incidenza delle accessi in PS per perdita di coscienza, soprattutto nei bambini di età <2 anni. Pertanto servirebbe una campagna di sensibilizzazione e un'istruzione maggiore ai "caregivers“.

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    Giugno 2016
    URGENZA IN PEDIATRIA
    L’immobilizzazione del lattante durante il sonno (swaddling) sembra associarsi ad un aumentato rischio di SIDS, soprattutto dopo i 6 mesi

    La immobilizzazione del lattante durante il sonno, di solito con vestitini leggeri (swaddling) è una pratica che si sta diffondendo sempre di più negli Stati Uniti e in Austarlia perché si associa ad un minor numero di risvegli, ad un sonno più tranquillo, e anche perché rende molto più semplice mantenere la posizione supina nel sonno, raccomandata come prevenzione della SIDS. Una metanalisi di 4 articoli (su 283 esaminati) mostra, nonostante l’eterogeneità dei risultati, un aumento del rischio di SIDS nei lattanti immobilizzati, che raddoppia dopo l’età di 6 mesi. Il rischio è minore se il lattante immobilizzato viene messo a dormire in posizione supina.

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    Giugno 2016
    URGENZA IN PEDIATRIA
    Emorragia subaracnoidea. La rachicentesi è più affidabile della TC

    La valutazione tradizionale in caso di sospetta emorragia subaracnoidea è basata sull’esecuzione di una TC seguita da rachicentesi in caso di TC negativa. Un ampio studio prospettico su adulti dimostra però che la rachicentesi da sola ha una sensibilità del 100% nell’identificare una emorragia subaracnoidea, ed in più fornisce elementi utili alla diagnosi di altre condizioni, quali vasculiti e emorragie non aneurismatiche, che potrebbero sfuggire con approcci alternativi.

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    Giugno 2016
    URGENZA IN PEDIATRIA
    Emergenze pediatriche preospedaliere: Analisi della casistica del Belgio

    L’analisi di un database comprendente 254.812 interventi di Emergenza, 15.294 dei quali pediatrici, rimarca la differenza tra adulto e bambino e la necessità di una preparazione specifica per le emergenze pediatriche preospedaliere

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    Giugno 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Rianimazione nel trauma pediatrico:

    Articolo sulla gestione del trauma in età pediatrica, che tenta di riassumere le novità circa l’uso dei fluidi, la trasfusione massiva, la rianimazione permissiva, coagulopatia ed utilizzo dell’acido tranexamico, protocolli di trasfusione. Alcuni di questi temi sono poi trattati più diffusamente in uno specifico articolo (non riguardante specificamente ambito pediatrico). La conclusione è però che le evidenze disponibili sono ancora troppo sparse.

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    Giugno 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Epidemiologia dei traumi cranici in età pediatrica. Studio nazionale in Gran Bretagna.

    Valutazione a cura del National Confidential Enquiry sull’epidemiologia del trauma cranico in Gran Bretagna:
    − 5700 bambini (< 15 anni) periodo 2009-2010: − più frequente < 5 anni e nei maschi → picco < 1 anno − Maggior picco Settembre e nelle ore serali intorno alle 20 − Maggior correlazione con ambiente socio-familiare “povero” − mortalità 0.14% , maggiore nei bambini più piccoli − nella metà dei casi i traumi avvengono in casa, seguito da scuola, esterno − Cause principali: cadute 62%, seguite da traumi sportivi, incidenti stradali − TC eseguita nel 30% → 14% presentavano alterazioni, soprattutto fratture L'analisi ha permesso di evidenziare come siano necessarie maggiori misure protettive in ambito familiare.

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    Giugno 2016
    TRAUMATOLOGIA
    Trauma cranico da incidente ricreativo. In aumento negli Stati Uniti.

    Revisione della casistica americana del 2001-2013 sul trauma cranico conseguente ad incidente ricreativo → incremento del numero di tali incidenti negli ultimi 7 anni.
    Coinvolti prevalentemente i bambini 5-9 anni, soprattutto maschi.

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    Giugno 2016
    CASI CLINICI
    Edema emorragico del lattante – una diagnosi da non dimenticare.

    Lattante di 11 mesi con petecchie, ecchimosi e porpora diffusa, quadro compatibile con diverse patologie gravi. L’articolo descrive il caso ed esamina la diagnosi differenziale.

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    Giugno 2016
    CASI CLINICI
    Idrotorace secondario a perforazione esofagea da ingestione di moneta. Un caso clinico.

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    Giugno 2016
    CASI CLINICI
    Vomito con dolore, toracico e addominale in un bambino di 5 anni dopo aver bevuto una bibita.
    Qual è la diagnosi ?

    Un caso di pneumatosi intestinale da ingestione di perossido di idrogeno 35%

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Il neonato in Pronto Soccorso.

    Numero tutto incentrato sui problemi del neonato nel PS: rianimazione del neonato (sulle linee guida AHA 2015), elementi per distinguere il neonato malato dal neonato “fussy”, gestione del neonato a rischio in acuto, gestione del neonato con distress respiratorio o con vomito, la sepsi neonatale, il medico che si confronta con la morte di un neonato.

    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Valutazione del neonato in Pronto Soccorso

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Parti imprevisti in Pronto Soccorso: preparazione e gestione

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Segni normali e anormali nel neonato in Pronto Soccorso
    Come riconoscerli

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Gestione del neonato ad alto rischio in Pronto Soccorso

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Distress respiratorio nel neonato in Pronto Soccorso
    Una review per il Medico di Emergenza

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Vomito nel neonato: Raccomandazioni per la gestione iniziale in Pronto soccorso

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Sepsi neonatale in Pronto Soccorso

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Il neonato scompensato nei primi giorni di vita.
    Gestione in Pronto Soccorso delle cinque condizioni più comuni.

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    Giugno 2016
    NEONATOLOGIA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO
    Il decesso del neonato in Pronto Soccorso

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    8 Maggio 2016
    Disponibiltà dei defribillatori esterni nelle scuole del Michigan
    Studio con questionario su 188 scuole del Michigan, 133 delle quali hanno risposto. Lo studio evidenzia una forte disparità nella disponibilità dei defibrillatori, che è minore nelle scuole più grandi e con una più ampia rappresentanza di minoranze etniche.

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    8 Maggio 2016
    Tossicità da anti-infiammatori non steroidei in età pediatrica – una review

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    8 Maggio 2016
    Il succo di mela diluito é più efficace delle soluzioni reidratanti orali in caso di gastroenterite?
    Studio su 647 bambini randomizzati a ricevere succo di mela diluito seguito dalla loro bevanda preferita oppure soluzione reidratante orale. Nel primo gruppo si è osservato un minor numero di fallimenti della terapia e di ricorso a reidratazione EV. Tutti i casi avevano però una disidratazione lieve.

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    8 Maggio 2016
    Caratteristiche degli ematomi dello scalpo associati a lesioni intracraniche dopo trauma cranico.
    Analisi secondaria di 3.866 patients arruolati nello studio CATCH (Canadian Assessment of Tomography of Childhood Head Injury)

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    8 Maggio 2016
    Comparazione delle compressioni manuali con quelle meccaniche con o senza piano di sostegno
    In uno studio che ha comparato l’efficacia delle compressioni da parte di 24 esecutori ALS- certificati su manichino Resusci-Anne disteso su tre diverse superfici con quelle eseguite da uno strumento meccanico a pistone (LUCAS2) Le compressioni meccaniche si sono rivelate eseguite correttamente più frequentemente (90%) di quelle manuali (30%), indipendentemente dalla presenza di un piano di sostegno.

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    8 Maggio 2016
    Compressioni meccaniche in confronto alle compressioni manuali nell’arresto cardiaco: una review sistematica e metanalisi.
    Secondo questa revisione sistematica della Letteratura, le compressioni meccaniche hanno una minore efficacia nel ritorno alla circolazione spontanea rispetto a quelle manuali.

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    8 Maggio 2016
    Programmi innovativi di rianimazione cardiopolmonare e di defibrillazione esterna nelle scuole di Philadelphia

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    8 Maggio 2016
    Trattamento basato sull’evidenza delle lesioni da caustici in Pronto soccorso

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    8 Maggio 2016
    La presenza di clown in Pronto Soccorso prima e durante le procedure dolorose è efficace nel ridurre l’ansia del bambino

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    8 Maggio 2016
    Programmi di Fellowship in Emergenza Pediatrica

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    8 Maggio 2016
    Programmi di Fellowship in Emergenza Pediatrica – Una overview

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    Aprile 2016
    Andamento dei segni vitali: la loro valutazione identifica con più accuratezza il deterioramento clinico
    Affermazione che sembra scontata, ma che di fatto spesso non può essere messa in pratica a causa della bassa frequenza dei monitoraggi, degli interventi rivolti alla normalizzazione dei segni vitali, valutazione manuale di alcune variabili. Questo studio multicentrico conferma che la traiettoria dei segni vitali è un parametro migliore della valutazione isolata dei parametri clinici.

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    Aprile 2016
    Reidratazione rapida nella gastroenterite acuta: nessun vantaggio
    In caso di gastroenterite la reidratazione rapida (60 ml/kg/ora) sembra associarsi a un tempo di permanenza in ospedale più lungo (2-6 ore contro 2-5) e ad un maggior numero di rientri rispetto alla reidratazione standard (20 ml/kg/ora per 2-4 ore), ma la differenza non è statisticamente significativa. Comunque non c’è alcuna evidenza che la idratazione rapida sia più efficace di quella standard.

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    Aprile 2016
    Alimentazione parenterale in Terapia Intensiva Pediatrica:
    risultati migliori se iniziata tardivamente (>7 giorni) che precocemente (inizio <24 ore)

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    Aprile 2016
    Ondansetron e prolungamento QTc (QT corretto)
    Uno studio prospettico su 22 adulti ha confermato un aumento del QTc di una proporzione media del 5,2%, un prolungamento inferiore alla soglia di rischio indicata dall’ICH (International Conference on Harmonization (ICH).

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    Aprile 2016
    Appendicite acuta: utilità dell’ APPY1 Test Panel
    L’APPY1 Test Panel (Venaxis) misura calprotectina (MRP 8/14) e PCR
    Dopo inserimento del numero di leucociti un algoritmo pre-programmato analizza i dati e fornisce il risultato dell’APPY1 test.
    Neutrofili <7.500/mmc ed un APPY1 Test Panel negativo escludono la diagnosi di appendicite acuta (sensibilità 97,8%, valore predittivo negativo 95,1%)
    Una conta di neutrofili >7.500/mmc ed un APPY1 Test Panel positivo hanno un valore predittivo positivo di appendicite acuta, superiore a leucociti, PCR, procalcitonina e calprotectina

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    Aprile 2016
    Appendicite acuta: il D-Dimero: non è un marker utile nella diagnosi, ma è un buon marker di appendicite gangrenosa o perforata
    Una elevazione del D-Dimero è stata osservata in caso di addome acuto con necessità di laparotomia, con una sensibilità superiore a quella della conta dei leucociti. Un aumento del D-Dimero è stato osservato in varie condizioni con importante risposta infiammatoria, ed anche in caso di appendicite. In questo studio su 135 casi il D-Dimero ha mostrato un elevato valore predittivo per appendicite gangrenosa o perforata.

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    Aprile 2016
    Alterazioni neurologiche conseguenti a frattura degli arti superiori: una semplice linea guida per identificarle

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    Aprile 2016
    Intossicazione da Rivaroxaban e Apixaban
    Rivaroxaban e Apixaban sono due anticoagulanti orali anti fattore Xa senza necessità di frequente monitoraggio laboratoristico. Un’analisi di 223 casi in 8 centri antiveleni, di cui 20 di età<20 anni conclude che le emorragie sono infrequenti, che le alterazioni degli indici di coagulazione non correlano con il rischio di emorragie, e che un’unica ingestione nei casi pediatrici non determina alterazioni del profilo coagulativo né emorragie.

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    Aprile 2016
    Un approccio basato sull’evidenza per ridurre al minimo il dolore acuto da procedura in Pronto Soccorso (ed oltre)

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    Aprile 2016
    Lesioni perineali nelle bambine e nelle adolescenti che si presentano in PS.
    Analisi retrospettiva di 261 casi

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    Aprile 2016
    Trauma cranico:caratteristiche di presentazione dei bambini che richiedono intervento neurochirurgico
    Analisi di 289 casi

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    Aprile 2016
    Nuovi parametri leucocitari: nessun vantaggio nella diagnosi di sepsi neonatale
    Studio in 116 neonati con sepsi. Volume medio dei neutrofili (MNV), volume medio dei monociti (MMV), ampiezza di distribuzione del volume dei neutrofili (NDW) e ampiezza di distribuzione del volume dei monociti (MDW) sono più elevati nei neonati con sepsi, ma il loro valore predittivo è inferiore a quello di PCR, procalcitonina e IL-6. Alcuni di questi nuovi parametri, ed in particolare MNV, potrebbero essere utili nella diagnosi differenziale.

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    Aprile 2016
    Intossicazione da benzene: alterazioni di laboratorio in 899 bambini dopo esplosione di una raffineria

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    CASI CLINICI

    Aprile 2016
    Mielite acuta da Zika virus in una ragazza di 15 anni

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    Aprile 2016
    Un caso di PRES (Sindrome dell’encefalopatia posteriore reversibile) secondaria a fecaloma
    Bambino di 11 anni con fecaloma che aveva provocato una compressione della vena renale con ipertensione nefro-vascolare e successiva PRES, risoltasi dopo eliminazione del fecaloma.

    Aprile 2016
    Ritenzione urinaria in PS
    Pensare anche all’ADEM

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    Aprile 2016
    Miocardite da Parvovirus: una patologia devastante con elevata mortalità.
    Descrive 17 casi, 5 dei quali deceduti (29%) ed 1 sopravvissuto dopo trapianto. In nessuno era presente il tipico esantema.

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